Qualche strascico sulle vicende legate al Molo Clementino, il plasmagate che va avanti, i cantieri ed il degrado che si riaffacciano a cadenze alterne in qualche luogo della città. La settimana mediatica procede così, senza particolari scossoni, ma torna alla ribalta il caso Conerobus. Dopo le settimane calde di fine estate e inizio autunno -vertici, scioperi e tensioni-, con la votazione sul referendum sottoposto ai lavoratori per l’applicazione dei contratti di solidarietà, i clamori si erano sopiti. Almeno fino a mercoledì 15 aprile quando il Corriere Adriatico apre la prima pagina con «Conerobus sindacati in rivolta». All’interno il quotidiano va nel dettaglio: «Formazione e straordinari non pagati. Bufera Conerobus, sindacati in rivolta. L’Rsu dà forfait all’incontro con i vertici aziendali. Nel mirino anche il mancato bando per i nuovi autisti». Notizia più o meno analoga riportata lo stesso giorno anche da Il Resto del Carlino, che aggiunge anche le preoccupazioni sulle ricadute su bilancio e servizio del caro-gasolio dovuto al conflitto in Iran, tema sviscerato dalla testata con raggio più ampio durante l’intera settimana: «La guerra aggrava la crisi. Conerobus rischia perdite per un milione e mezzo. Se la situazione in Medio Oriente dovesse restare tale, il bilancio andrebbe ancora più in rosso a causa dei prezzi alle stelle del metano e del gasolio». Ma quello degli aumenti dei carburanti non fa che allungare la lista dei problemi della controllata, riportati da entrambe le testate. Nessun nuovo sciopero all’orizzonte, ma i dipendenti sarebbero nuovamente sul piede di guerra, tanto da disertare la riunione con la dirigenza prevista per martedì 14 aprile. «Straordinari non pagati. Ore di formazione non retribuite. La riorganizzazione degli uffici, a seguito della cassa integrazione, mai avvenuta», questi i motivi che avrebbero reso «I rapporti tra azienda e dipendenti nuovamente incandescenti», scrive il Corriere. A questi si sommano anche la pianta organica ferma al 2023, la questione relativa ai depositi esterni, il carico di lavoro addossato agli autisti utilizzati per altre mansioni, come il controllo dei ticket di viaggio, per non parlare del un bando per l’assunzione di nuovi autisti di cui non si ha notizia. Tutte questioni citate tanto da Corriere quanto da Carlino e che dimostrerebbero come gli accordi stretti in fase di referendum e piano di ristrutturazione siano stati disattesi. Il quotidiano di corso Mazzini inserisce a questo punto anche l’incognita prezzo gasolio e metano, che rischia di aprire uno scenario «Covid bis». Di questo si discuterà in sede di consiglio comunale il prossimo 30 aprile, quando si voterà l’approvazione del rendiconto dell’azienda.
Intanto tornano anche le cronache dei disservizi del trasporto con la loro sequela di lamentele: corse saltate senza preavviso, utenti rimasti a terra per ore, veicoli in avaria con tempi lunghissimi di sostituzione. Il Corriere Adriatico rientra sulla notizia anche giovedì 16 aprile riportando le reazioni di Palazzo del Popolo, azionista di maggioranza, che, stando alle dichiarazioni rilasciate, era all’oscuro di tutto. Titola il quotidiano: «Crisi Conerobus, Silvetti sferza i vertici “Mancati pagamenti? Voglio chiarezza” Straordinari non retribuiti, Rsu sul piede di guerra. Il sindaco: “Subito un summit con la governance”». Sia Daniele Silvetti, che ha sempre seguito in prima persona la vicenda -si ricorderanno anche gli appelli alla responsabilità per tentare fino all’ultimo di evitare gli scioperi- sia il vice sindaco ed assessore ai rapporti con Conerobus, Giovanni Zinni, affermano di non sapere nulla delle tensioni in atto ai piani alti di in via Bocconi, ma di voler subito incontrare i vertici della controllata per analizzare nel dettaglio la situazione. In ballo c’è anche l’aumento di capitale in mano ai privati, ricordato dallo stesso Silvetti. Al riguardo le ultime notizie sono comparse sulla stampa ad inizio aprile. I quotidiani hanno scritto come si comporrà il nuovo assetto societario: il 51% rimarrà in mano al pubblico, e non al 70% come ora, ai privati andrà il 49% contro l’attuale 28%. La parte privata verrà scelta con evidenza pubblica. Il tutto entro a metà giugno.
Inevitabile, inoltre, l’aumento dei titoli di viaggio.
Agnese Carnevali
Giornalista professionista, è stata cronista per vent’anni per le redazioni dei quotidiani locali, Corriere Adriatico prima ed Il Messaggero poi, per approdare infine all’online fondando la testata Cronache Ancona. Negli anni ha lavorato per uffici stampa pubblici e privati di vari settori, dalla cultura allo sport alla politica, anche come freelance. Da qualche anno è insegnante precaria nella scuola superiore, ma non ha mai abbandonato gli strumenti del mestiere: scarpe buone ed un taccuino di appunti.