20/03/2026

Letto sul giornale: Ora sì, Ancona Capitale!


La proclamazione di Ancona Capitale della Cultura italiana del 2028, mercoledì 18 marzo, spazza via l’agenda setting dell’intera settimana. Non ci sono più Molo Clementino, carenza di parcheggi, nuova viabilità in piazza della Repubblica e nuovi asfalti che tengano, l’attenzione, le pagine dei quotidiani ed i microfoni delle televisioni sono tutti per il nuovo titolo conquistato: il primo nella storia della città -che ci aveva già provato per il 2022- il secondo per le Marche, dopo Pesaro nel 2024.

Il Corriere Adriatico dedica 12 pagine alla notizia -tra quelle regionali e quelle cittadine- dell’edizione di giovedì 19, con il titolo in prima pagina «Abbiamo vinto»; Il Resto del Carlino la metà (ma è da considerare anche la diversa foliazione della testata) con il titolo in prima «Cultura, Ancona Capitale. Una giornata storica». E ancora l’indomani, venerdì 20 marzo, le prime pagine e altre quattro interne sono dedicate all’avvenimento sui due giornali stampati.

Il quotidiano di via Berti sceglie la cronaca di quanto accaduto nella sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma, mercoledì 18, per l’apertura del giornale. Restituisce al lettore l’atmosfera del momento: la tensione del sindaco Silvetti, poi la voce rotta dalla commozione, le battute del ministro Alessandro Giulì, le reazioni e le prime parole dei presenti. Lo stile è simile a quello usato durante la presentazione del dossier nella stessa sede, alcune settimane fa. Il competitor di corso Mazzini decide invece di aprire con un’intervista al sindaco Daniele Silvetti, per descrivere le emozioni della mattinata, affiancata da quella al presidente della Regione, Francesco Acquaroli, lasciando poi la cronaca e le note di “colore” a quanto avvenuto in serata nella sala del Consiglio comunale ad Ancona. Pagina due dedicata alle parole del governatore anche per il Corriere Adriatico che dà poi spazio alle reazioni di Pesaro (che punta al titolo di Capitale europea della Cultura nel 2033 e vede in Ancona un possibile traino regionale), con il sindaco Biancani e l’eurodeputato ed ex sindaco Ricci. E poi a quelle di Ascoli, con il sindaco e presidente dell’Anci Fioravanti, che ha messo da parte la rivalità calcistica e (pare) qualche rancore del passato per le candidature di Ancona e Pesaro, per sostenere il capoluogo. Entrambi i quotidiani puntano poi sul Maestro Dante Ferretti, che firmerà il Museo delle civiltà dell’Adriatico alla Mole, e su Giuseppe Dipasquale, direttore di Marche Teatro, uno dei fulcri attorno al quale ruotano i progetti del dossier. Fascicolo finalmente svelato nella sua interezza e che è possibile scaricare dal sito del Comune e leggere nel dettaglio delle sue 80 pagine o riassunto nei suoi punti salienti tanto su Corriere quanto su Carlino. Il primo passa poi ad una carrellata di personalità e di stekeholder (Tamberi e Polonara per lo sport; Alberto Rossi per le imprese del porto; Guido Guidi, Ludovico Scortichini, Corrado Bilò, per turismo e commercio; il rettore della Politecnica, Enrico Quagliarini). Tutti nomi di spicco naturalmente, ma che servono anche per ribadire, tra le righe, alcuni dei temi cari alla testata, tra i quali vere e proprie cause sposate dal quotidiano: su tutte in queste settimane la proposta di accorpamento in una sola entità di tutte le università marchigiane; la creazione di nuovi parcheggi in centro a rilancio del commercio; lo spostamento dei traghetti dal porto storico; il cambio di denominazione di piazza della Repubblica prossima piazza Franco Corelli. Il Corriere Adriatico sceglie anche di pubblicare una voce parzialmente critica: quella dell’assessore alla Cultura delle giunte Mancinelli, Paolo Marasca, tra i primi a commentare sui social la vittoria e a congratularsi con l’Amministrazione, senza dimenticare però di sottolineare come questa sia per la destra «l’occasione per rimediare alla falcidia fatta in questi ultimi anni al tessuto culturale della città». Il Carlino lo intervista invece venerdì 20. Tra le domande e le risposte, l’ex assessore approfondisce la sua opinione rispetto al risultato ottenuto, la differenza con il progetto presentato nel 2022, confermando il giudizio negativo su questa Amministrazione, e l’importanza dei finanziamenti ottenuti dalla Giunta Mancinelli per mettere in piedi le proposte per il 2028. Prima di Marasca, la testata aveva dato voce (giovedì) all’attuale assessora alla Cultura Marta Paraventi ed alla direttrice creativa del dossier Anghela Alò. Entrambe le testate riportano poi le parole di plauso della senatrice a vita Liliana Segre, che ricorda i suoi avi originari di Ancona e poi, venerdì 20 sul Corriere è la volta di Andrea Bocelli già designato come special guest della serata inaugurale del 2028.

Insomma è chiaro anche a chi non avesse letto articolo per articolo, il peso straordinario dato alla notizia e la volontà di far emergere il sentimento di un’intera comunità stretta a sé nella speranza di ottenere questa vittoria. «Un crescendo rossiniano» per citare l’assessora Paraventi, costruito già dalle scorse settimane, compreso mercoledì 18 con i quotidiani a creare l’attesa. Mentre si aspetta il verdetto (che arriverà intorno alle 12), l’articolo di fondo di giornata firmato da Andrea Brusa decreta: «Comunque vada sarà un successo»: perché «in questi mesi abbiamo visto una città unita, coinvolta, capace di remare in un’unica direzione, orgogliosa di voler vincere una sfida che le pone gli occhi di tutta Italia addosso», scrive il responsabile della redazione di Ancona. A giudicare non solo dai media tradizionali, ma anche da quelli di ultima generazione, non c’è stato politico, compresi quelli di opposizione, o persona nota, anconetana o marchigiana, che non abbia esultato in un post per l’eccezionale risultato di Ancona. I più puntigliosi non dimenticano di far notare che certo la filiera deve aver avuto il suo peso nella decisione della commissione -ad onor del vero anche tutte le testate non hanno mancato di farlo presente, incalzando su questo gli stessi Silvetti ed Acquaroli. Qualcuno dall’opposizione si è spinto a commentare di voler aspettare l’Amministrazione alla prova dei fatti, perché bella la festa, ma poi i progetti descritti e i milioni di investimenti snocciolati devono tramutarsi in realtà ed occorre iniziare a darle forma già da ora, perché «Il tempo dei brindisi, però, è già finito: c’è da accelerare, da zero a cento in un secondo, perché il dossier strappa-applausi non resti un libro dei sogni (il timore c’è)», mette in guardia Stefano Rispoli che firma il pezzo.



Agnese Carnevali
Agnese Carnevali

Giornalista professionista, è stata cronista per vent’anni per le redazioni dei quotidiani locali, Corriere Adriatico prima ed Il Messaggero poi, per approdare infine all’online fondando la testata Cronache Ancona. Negli anni ha lavorato per uffici stampa pubblici e privati di vari settori, dalla cultura allo sport alla politica, anche come freelance. Da qualche anno è insegnante precaria nella scuola superiore, ma non ha mai abbandonato gli strumenti del mestiere: scarpe buone ed un taccuino di appunti.


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