29/05/2026

Verso il primo Disability Pride nelle Marche


Da oltre dieci anni il Disability Pride è un movimento politico-culturale presente in diverse città d’Italia, con le sue manifestazioni pubbliche e cortei. Le manifestazioni dei Disability Pride sono momenti importanti di rivendicazione e orgoglio delle persone disabili e per il riconoscimento della propria identità e dei propri diritti. In queste manifestazioni le voci delle persone disabili sono al centro, secondo una prospettiva di autodeterminazione e autorappresentazione.

Da quest’anno il Disability Pride si prepara ad arrivare finalmente nelle Marche.
Si è costituito, infatti, il Disability Pride Marche, un movimento composto da persone con e senza disabilità, con l’obiettivo di organizzare per la prima volta questa manifestazione nelle Marche.
Il percorso di avvicinamento a questo grande appuntamento è già iniziato sul territorio attraverso una serie di incontri aperti alla cittadinanza, che hanno toccato le città di Camerino, Jesi, Ancona e Macerata. L’obiettivo è duplice: presentarsi alle comunità locali e stringere alleanze con persone con disabilità, realtà, associazioni e gruppi che intendono sostenere il percorso.

Ad Ancona, questa spinta sinergica ha trovato una risposta immediata nella collettiva transfemminista Nate Intere e in Arcigay Comunitas, che hanno co-organizzato l’appuntamento alla Casa delle Culture. Questa collaborazione dimostra come le lotte per i diritti siano profondamente interconnesse ed intersezionali.

Il Disability Pride Marche -hanno chiarito gli attivisti e le attiviste che portano avanti la macchina organizzativa- nasce dall’esigenza di “uscire dall’invisibilità”, per dare concretezza al riconoscimento dei diritti di piena cittadinanza e delle libertà per tutte le persone con disabilità. Si tratta di farlo in modo concreto: riappropriandosi dello spazio sociale e politico, per mettere in discussione le prospettive abiliste che rendono poco visibili le vite, le esigenze e le scelte delle persone con disabilità, ostacolandole nella quotidianità.

L’incontro a Casa delle Culture è stato anche occasione per sottolineare alcune delle tematiche al centro del Disability Pride: ad esempio la necessità di far comprendere la differenza sostanziale tra un’opera “benevola” e i diritti sanciti dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità. Riconoscere questi diritti è una battaglia di giustizia sociale, in quanto significa smettere di considerare l’accessibilità o i servizi come “favori”, restituendo loro la natura di obblighi di legge che garantiscono a tutte le persone con disabilità le stesse libertà e possibilità di chi non ha una disabilità.

Il diritto ad una piena accessibilità, l’abbattimento di barriere culturali e barriere architettoniche, il libero accesso garantito a tutti come requisito essenziale quando si organizzano eventi e incontri: anche questa diventa una scelta politica ben precisa. Noi di Ancona a Colori l’abbiamo fatta da tempo e sappiamo da tempo quanto sia difficile in questa città trovare spazi adeguati e accessibili.

Esattamente come il patriarcato, l’omo-bi-lesbo-trasfobia ed il razzismo sono sistemi di potere oppressivi e discriminatori, il sistema di potere che opprime le persone in quanto persone con disabilità si chiama abilismo. L’abilismo attribuisce alle persone con disabilità un preciso ruolo sociale, svalutandole ed etichettando la disabilità come un difetto, una vergogna, un peso e non parte della propria identità.
Il Disability Pride Marche si impegna a scardinare questa logica per affermare la fierezza di essere persone disabili e che il riconoscimento dei diritti di cittadinanza vada garantito a tutte le persone.




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