28º regime: contro la frammentazione normativa delle start-up europee
Quando un imprenditore avvia una start-up in Europa, deve scegliere una forma giuridica legata allo Stato in cui intende costituirla. In Italia, ad esempio, si opta spesso per la SRL, in Germania per la GmbH, in Francia per la SAS, e così via. Questo genera un evidente problema di frammentazione normativa: ogni Paese ha il proprio diritto societario, la propria normativa sul lavoro e un proprio sistema fiscale, con procedure burocratiche complesse e costose.
Per affrontare questo ostacolo è nata l’iniziativa di Eu Inc, una proposta sostenuta da oltre 18.000 firmatari (tra cui anche il vostro), che ha raggiunto il Parlamento Europeo con un obiettivo chiaro: creare un regime societario opzionale, valido in tutta l’UE, pensato specificamente per le imprese innovative. La proposta mira a superare tre grandi ostacoli:
1. Un modo più semplice e veloce per costituire una nuova società
Oggi costituire una società in Italia richiede settimane di attesa, appuntamenti dal notaio, spese elevate (tra i 1.500 e i 2.000 euro), e una burocrazia che scoraggia chi è all’inizio. Il 28º regime propone la creazione di un registro digitale europeo che consenta la costituzione di una società in 24-48 ore, online, senza costi inutili. Un passo avanti decisivo per chi vuole iniziare subito, senza barriere.
2. Assunzione senza frontiere
Le startup digitali spesso lavorano con team internazionali. Ma assumere personale in altri Stati europei comporta problemi legati alla diversità delle leggi del lavoro, ai costi e alla burocrazia. Il 28º regime vuole rendere più facile e armonizzato il lavoro transfrontaliero, riducendo gli ostacoli amministrativi e incentivando la creazione di un vero mercato unico del lavoro digitale.
3. Accesso ai capitali su scala europea
Gli investimenti in startup europee restano inferiori rispetto a quelli statunitensi o cinesi. In parte è colpa di regimi fiscali poco incentivanti: ad esempio, un investitore italiano può ottenere detrazioni fiscali investendo in una startup italiana, ma non può farlo se investe in una startup polacca, spagnola o lituana.
Il 28º regime punta a estendere questi vantaggi a livello europeo, per attrarre più capitali e incentivare l’investimento transfrontaliero.
Perché ne parliamo ora?
Il Parlamento Europeo ha avviato l’iter legislativo per discutere questa proposta. La proposta è nota come 28º regime, sottolineando la necessità di avere uno strumento valido in tutti i 27 stati facenti parte dell’Europa, in maniera semplice. Tuttavia, c’è un nodo importante: il Parlamento può scegliere tra due strumenti giuridici:
• una direttiva, che ogni Stato membro deve recepire singolarmente, con il rischio di 27 versioni differenti e una perdita dell’idea originale;
• oppure un regolamento, che entra in vigore in tutti i Paesi allo stesso modo, garantendo uniformità e semplicità.
Per questo è fondamentale partecipare alla consultazione pubblica aperta dalla Commissione Europea, a cui è possibile partecipare fino al 30 Settembre. Come cittadini europei, possiamo far sentire la nostra voce e chiedere che venga adottato un regolamento –e non una direttiva– per dare davvero vita a un’Europa più unita e competitiva per le imprese.
A questo link è possibile partecipare alla consultazione pubblica e lasciare il proprio contributo alla discussione. Questo il feedback che ho lasciato come Ippocra. Un piccolo gesto che può fare una grande differenza per il futuro dell’innovazione in Europa.
::::
Foto di copertina di Eduard Delputte su Unsplash
Michele Mattioni
Michele Mattioni ha studiato biologia ad Ancona e bioinformatica a Camerino, per poi partire alla volta del Regno Unito, dove ha vissuto per 13 anni. Ha conseguito un joint PhD in Molecular Biology con focus sulla Computational Neuroscience dell'Università di Cambridge e European Bioinformatics Institute; ha lavorato nell’ambito della Cyber Security con Darktrace e della Genomica, Trascrittomica e Open Standards con Seven Bridges/Velsera. Ha fondato due Startups, e sta lavorando ad una terza, Ippocra.
Si interessa di cambiamento climatico, transizione climatica, genetica, intelligenza artificiale, robotica e mobilità dolce.