08/11/2024

Adele Bei, la bella storia di una donna coraggiosa


Tra gli eletti della Camera dei Deputati nella circoscrizione di Ancona nella seconda e terza legislatura c’è, e questo per allora è già di per sé un elemento di innovazione, una giovane donna, Adele Bei.

Adele era nata nel 1904 a Cantiano, terza di undici figli di un boscaiolo socialista. Le modestissime condizioni in cui versava la famiglia la portò già a dodici anni a conoscere il mondo del lavoro. La partecipazione ad alcune lotte operaie e l’orientamento politico del padre favorirono la sua formazione politica e la forte contrarietà al fascismo emergente. La consapevolezza delle differenze economiche e di classe, la chiara coscienza politica di combattere le ingiustizie sociali che ne derivavano, fu accresciuta dall’incontro con il futuro marito Domenico Ciuffoli che nel 1921 aveva contribuito con Bordiga, Gramsci, Secchia e Terracini alla fondazione del PCd’I. La loro attività politica e la manifesta avversione al fascismo attirarono ben presto le attenzioni delle squadre fasciste e nel 1923 per sottrarsi all’arresto ripararono prima in Belgio poi in Lussemburgo ed infine in Francia dove nacquero i loro due figli.

Legata al partito comunista Adele durante l’esilio rientrò sotto falso nome varie volte in Italia come corriere del partito. Nel 1933 fu inviata a Roma dove il PCd’I aveva subito numerosi arresti del gruppo dirigente, ma scoperta venne arrestata e rinchiusa alle Mantellate. Nel luglio del 1934 il Tribunale Speciale per la difesa dello Stato la condannò a 18 anni di reclusione. Si aprì così per lei un lungo periodo di dura prigionia ma anche di studio e di letture. La famiglia però si divise: i figli furono accolti in Russia in un Istituto per i figli delle vittime del fascismo, dove restarono sino alla fine della guerra, mentre il marito continuò la sua attività politica sino al 1939 quando anche lui fu arrestato e mandato nel campo di Bunchenwald. Nel 1941 fu trasferita a Ventottene dove conobbe e frequentò Di Vittorio, Terracini, Scoccimarro, Secchia, Spinelli ed altri perseguitati politici arricchendo ancor più la sua formazione politica. Alla caduta del fascismo torna a Roma per prendere contatto con l’organizzazione della Resistenza e per la sua capacità di parlare al mondo delle donne le viene affidato il compito di organizzare i gruppi di azione femminile. Il suo interesse per la condizione femminile e la forte consapevolezza che nei grandi mutamenti che si stanno verificando debba trovare spazio l’emancipazione della donna la portano ad essere nominata responsabile della Commissione femminile nazionale della CGIL. Questo diventa in effetti un punto di svolta importante nella sua vita. In quel periodo ebbe modo di rientrare saltuariamente nelle Marche. Fu ad Ancona nel luglio del 1944 per il Primo convegno femminile nazionale e nel giugno 1945 partecipò alla prima conferenza provinciale del PCI pesarese dove perorò con forza la causa del voto alle donne che considerava un percorso decisivo verso la democrazia, e chiedendo un particolare impegno specie verso le donne della campagna. Il forte impegno antifascista e nella resistenza, nonché l’attività svolta in quegli anni la portano ad essere nominata dalla CGIL a far parte della Consulta, la commissione che ebbe il compito di indicare modalità e regole per la elezione della Costituente che prevederà la partecipazione al voto delle donne.

Le sue idee hanno certamente contribuito al raggiungimento di quel risultato e un importante riconoscimento lo avrà nel giugno del 1946 quando fu eletta membro della Costituente nel collegio delle Marche nella lista del PCI. Su 556 membri della Assemblea Costituente furono solo solo 21 le donne elette, una di esse era Adele Bei. In quella sede ha contribuito in particolare all’elaborazione di quegli articoli che hanno posto come valori fondativi della Repubblica l’uguaglianza e il rispetto delle differenze tra uomini e donne, dando a quest’ultime la possibilità effettiva di portare il loro contributo alla crescita politica e sociale del paese.

A termine di questa esperienza nel 1948 fu nominata senatrice per meriti antifascisti, unica donna fra i 106 senatori di diritto nominati in applicazione della III norma transitoria della Costituzione. Nel 1953 e nel 1958 fu candidata nel collegio di Ancona ed eletta alla Camera dei Deputati. Seguendo quello che era sin dall’inizio il suo orizzonte politico nello svolgimento del mandato parlamentare si occupò prevalentemente delle condizione del mondo del lavoro, della vita in fabbrica e soprattutto della difesa delle lavoratrici più disagiate come le operaie agricole, avendo sempre un occhio ai problemi della realtà marchigiana come dimostrano varie interrogazioni ed interventi in aula. Non essendo ancora prevista nessuna incompatibilità in quegli stessi anni, sino al 1960, diresse il sindacato dei lavoratori del tabacco, prevalentemente costituito da manodopera femminile, ottenendo aumenti salariali e soprattutto misure previdenziali simili a quelli degli altri lavoratori.
Al termine del mandato parlamentare continuò a dare il suo contributo di lavoro nella federazione romana del PCI e dell’Associazione perseguitati politici italiani antifascisti. Ad ottobre del 1976 a Roma si concluse la storia e la vita di Adele, bellissimo esempio di donna della politica.



Massimo Pacetti
Massimo Pacetti

Da insegnante è stato il fondatore della CGIL Scuola provinciale e ha diretto per oltre 15 anni l’Istituto Regionale per la storia del Movimento di Liberazione.
Eletto consigliere comunale di Ancona nel 1975 come indipendente nelle liste del PCI, ha ricoperto l'incarico di assessore e vice sindaco, poi deputato, consigliere regionale e infine Assessore provinciale a Cultura, Istruzione, Formazione e Lavoro. Una lunga militanza politica, dal Pci ai Ds, di cui è stato a lungo membro della Direzione Nazionale. È stato segretario regionale di Pds e Ds, dal 1994 al 2001. Ha lasciato il PD nel 2014.


Ti è piaciuto questo articolo?  Leggi anche gli altri.

Ancona ri | vista a colori
Ideata e fondata da Carlo Maria Pesaresi

Privacy Policy

© 2024 – È consentita la riproduzione e la libera diffusione di testi e immagini, citando la fonte

Privacy Preference Center