13/12/2024

La mia Ancona totale, in cerca di un istante smagliante


Lo scrittore Romolo Bugaro interviene sul quarto numero cartaceo di A per ricordare la città che frequentava negli anni 80, quando da aspirante scrittore muoveva i primi passi tra Strabacco e Via Piave, la Mecca di chi sognava l’esordio letterario. Qui il suo intervento.

 

di ROMOLO BUGARO
La rivista che state leggendo è pubblicata da “Il lavoro editoriale”, un marchio che dice molto ai lettori (e agli scrittori) nati negli anni Sessanta come me. Negli anni Ottanta la casa editrice si occupava di parecchie cose: cultura locale (come adesso), critica letteraria, nuova narrativa italiana e altro ancora.
All’epoca i soci erano tre, Giorgio Mangani, che voi conoscete bene, Ennio Montanari e Massimo Canalini. Li vedevi aggirarsi, discutere e qualche volta litigare negli uffici di via Piave (la vecchia sede era lì), strapieni di libri e riviste, in mezzo a un viavai continuo di ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia che speravano di pubblicare il loro primo romanzo grazie a Canalini, il responsabile della nuova narrativa italiana e l’inventore di un magnifico progetto di ascolto delle nuove voci giovanili (in forma letteraria) insieme a un magnifico scrittore morto troppo presto, Pier Vittorio Tondelli.

Il progetto si chiamava “Under 25” ed io ero uno dei tanti ragazzi che, una quarantina di anni fa, frequentavano gli uffici di via Piave e Canalini sperando di piazzare i primi racconti, cosa che poi, per mia fortuna, effettivamente avvenne. Insomma, per il tramite de Il Lavoro Editoriale ho frequentato Ancona per molto tempo, molto tempo fa. Il mio ricordo della città è soprattutto notturno. Il Viale (dove c’era l’omonimo albergo, base logistica degli aspiranti scrittori), piazza Diaz, il Passetto, sospesi nel silenzio quasi assoluto delle tre o delle quattro del mattino, dopo una giornata di lavoro con Canalini, una cena da Strabacco (all’epoca locale convenzionato con la casa editrice, prezzo quasi fisso) diverse birre o amari o whisky nei diversi locali, altre ore di lavoro sui testi, e poi quell’ultima passeggiata notturna, stanco morto come tutti gli altri aspiranti scrittori come me, euforico perché qualcosa, forse si stava muovendo.

Poi il tempo è passato, le cose sono cambiate, da tanti anni non vengo più nelle Marche. Ma Ancona resta la mia città “totale”, dove il terrore di non farcela, l’ostinazione di provarci e l’euforia dei primi passi si fondevano in un unico istante smagliante, impossibile da dimenticare.

 

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Romolo Bugaro si divide tra l’attività di scrittore e quella di avvocato. Ha esordito nel 1987 nella mitica antologia di racconti “Belli & perversi”, curata da Pier Vittorio Tondelli e pubblicata dalla casa editrice anconetana Transeuropa. Nel 1998 ha pubblicato il suo primo romanzo, “La buona e brava gente della nazione”, finalista al Premio Campiello. Del 2015 il suo romanzo forse più importante, “Effetto domino”, che nel 2019 diventerà un film per la regia di Alessandro Rossetto. Il suo ultimo romanzo“I ragazzi di 60 anni” è uscito per Einaudi nel 2023




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