Sport e sociale: davvero mancano le risorse?
“Purtroppo abbiamo fondi limitati e siamo costretti a tagliare parte dei servizi per il sociale e per lo sport”.
Sussulto.
Il cornetto al pistacchio con cui sono solito iniziare la mattinata d’un tratto mi va per traverso. Leggendo la chiosa dell’assessore allo sport del Comune X della nostra Regione, al termine di un’intervista rilasciata al quotidiano locale, disegno una smorfia di disappunto sul viso. La ragazza che poco prima mi aveva portato gentilmente la colazione al tavolo mi chiede se c’è qualcosa che non va nel cappuccino. Le sorrido rassicurandola che è tutto ok, ma leggendo quella notizia provo la stessa sensazione di una carta vetrata che accarezza la schiena. Non è la prima volta (ne sarà l’ultima) che mi capita di imbattermi in dichiarazioni simili da parte di amministratori locali. Senza distinzioni di posizionamenti, sia ben chiaro: l’ignoranza non ha colore politico. Per chi come me, lavora nel fund raising da più di vent’anni e dal 2014 opera come consulente di finanziamenti nel settore sport e sostenibilità –da quando per l’esattezza il tema sport è stato incluso nel programma ERASMUS+– questa è una frase difficile da digerire. Avrei capito fosse stato detto: “ci abbiamo provato ma non ci hanno finanziato”. Ci sta tutto. Non è semplice vincere un finanziamento. La competizione è davvero molto alta, però…. alzare le mani, senza nemmeno provarci… insomma non mi pare il migliore degli approcci.
Ma andiamo a fondo sulla questione. Mancano davvero i fondi per lo sport e per il sociale? Oppure è il nostro territorio che non è in grado di esprimere una progettualità degna di attrarre fondi? Perché un conto è avere un approccio project oriented, un conto è lavorare solo se arrivano trasferimenti e/o risorse su canali tradizionali, sempre più poveri di risorse e sempre più affollati (vedi Programma per lo Sport 2024 della Regione Marche ).
Proviamo ad approfondire partendo da una data. Lo scorso 16 Dicembre, come ogni anno avviene a Brussels, si è tenuto l’Erasmus Sport Info-day. Accessibile anche in streaming. Una giornata di presentazione di tutti [tutti!!!] gli strumenti di finanziamento che la Commissione EU mette a disposizione per sostenere progetti per lo sport. Lo sport in “funzione di”, ovvero collegato ad obiettivi quali l’inclusione sociale, la sostenibilità, la creazione di competenze, la lotta al match fixing, l’attivazione di percorsi di capacity building, la promozione di percorsi di dual career, di sport integrato, etc.. Insomma, una programmazione ricchissima che prova a mettere lo sport al centro di percorsi di innovazione culturale e rigenerazione sociale. In questo infoday –che annualmente si ripete– si racconta non solo dei bandi che usciranno nell’arco dell’anno e/o di quelli che sono già aperti, ma si dà la possibilità di fare networking, ovvero cercare altri partner europei con i nostri stessi bisogni e interessi, con i quali affrontare in maniera congiunta progetti di cooperazione. L’infoday è aperto a tutti, enti locali, associazioni, imprese, federazioni, comitati, etc. Viene organizzato all’interno del Programma Erasmus+ che, appunto dal 2014, ha incorporato anche la linea sport tra le linee di budget.
Nel 2025 il programma Erasmus+ dell’UE sosterrà gli scambi di apprendimento all’estero e i partenariati di cooperazione nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport con circa 5 miliardi di €, pari a un aumento del 6,5% del finanziamento rispetto allo scorso anno. L’obiettivo primario è riunire persone e organizzazioni provenienti da paesi diversi per lavorare sulle priorità chiave di Erasmus+: inclusione e diversità, transizione digitale, ambiente e lotta ai cambiamenti climatici, partecipazione alla vita democratica, valori comuni e impegno civile.
Il bilancio totale destinato al bando 2025 è così suddiviso nei diversi settori del programma:
• Istruzione e formazione: 3,965 miliardi di euro
• Gioventù: 379.280 milioni di euro
• Sport: 76.290 milioni di euro
• Jean Monnet: 23.550 milioni di euro
Focalizziamoci sullo sport. Questa linea ha aumentato la sua dotazione negli anni per far fronte alle crescenti richieste che arrivano dai vari paesi europei. Il 2024 ha registrato il 18,6% in più di applicazioni rispetto al 2023, con 1.780 progetti presentati e 302 finanziati. Per spiegare in parte questi dati, è molto importante capire come il Programma Erasmus+ per lo Sport sia strutturato. L’incremento registrato è sicuramente dovuto al processo di estrema semplificazione burocratica che la Commissione ha attuato nel corso degli anni, migliorando l’accessibilità e consentendo una più agevole gestione dei fondi ricevuti.
È stata eliminata la rendicontazione delle spese, concedendo per ogni progetto, una lump-sum (forfait) a sostegno delle attività tecniche. Questo significa che non è più necessario raccogliere scontrini, fatture e buste paga alla fine del progetto. La valutazione sarà solo incentrata sul valore delle attività e sugli impatti generati dal progetto stesso. È stato tolto il cofinanziamento. Ciò significa che i progetti sono finanziati al 100% con una modalità di erogazione che prevede un anticipo iniziale del 70% alla firma del contratto ed il resto a progetto concluso e a valutazione positiva. Ciò per dare ossigeno e risorse finanziarie ai beneficiari, supportando lo start-up del progetto. Entro 48 ore dalla firma del contratto arrivano i soldi sul conto corrente del beneficiario… Incredibile vero?! Infine, sono state diversificate le tipologie di progetto, prevedendo taglie di finanziamento diverse, per andare incontro alle differenti capacità tecniche che i potenziali beneficiari mettono in campo: una piccola Associazione Sportiva non può competere finanziariamente con una Federazione, ne ha una forza gestionale pari ad un Ente locale. Per questo, sono stati creati canali specifici che finanziano anche microprogetti fino a 60 mila euro. Proprio per agevolare tutto il movimento sportivo dilettantistico e facilitare la convergenza di collaborazione tra pubblico-privato-terzo-settore, stimolando la collaborazione multistakeholder, la cooperazione e la multidisciplinarità. Possono chiedere fondi persino gruppi di giovani impegnati nell’animazione socio-educativa.
Tra le tipologie di progetto previste dalla call troviamo
– Partenariati di cooperazione. Sono rivolti ad organizzazioni allo scopo di sviluppare e realizzare attività comuni per promuovere (tra l’altro) lo sport e l’attività fisica, affrontare le minacce all’integrità dello sport (ad es. il doping e le partite truccate), promuovere la salute, migliorare il buon governo e favorire la tolleranza e l’inclusione sociale;
– Partenariati di piccola scala. Per le organizzazioni di base, le organizzazioni meno esperte e i nuovi partecipanti al programma. I partenariati su piccola scala hanno un’amministrazione più semplice, sovvenzioni minori e durate più brevi rispetto ai partenariati di cooperazione;
– Eventi sportivi europei senza scopo di lucro. Sono concepiti per incoraggiare l’attività sportiva, attuare strategie dell’UE per l’inclusione sociale attraverso lo sport, promuovere il volontariato nello sport, combattere la discriminazione e incoraggiare la partecipazione allo sport e all’attività fisica;
– Sviluppo delle capacità nel campo dello sport. I progetti di sviluppo delle capacità sono progetti di cooperazione internazionale basati su partenariati multilaterali tra organizzazioni attive nel settore dello sport negli Stati membri dell’UE e nei paesi terzi associati al programma (precedentemente denominati paesi del programma) e nei Balcani occidentali. Mirano a sostenere le attività e le politiche sportive in quanto veicolo di promozione dei valori e strumento educativo per promuovere lo sviluppo personale e sociale degli individui e costruire comunità più coese;
Ritorniamo sui dati.
Il nostro paese è assolutamente super attivo. Dei 302 progetti finanziati nel 2024, 125 vedono una partecipazione italiana all’interno dei consorzi: 52 come Beneficiario leader e proponente; 93 in qualità di partner. E fin qui direi che il risultato è estremamente positivo. Di questi 125 beneficiari, la maggior parte sono ASD e APS, qualche federazione minore, cooperative sociali, qualche Università, un solo Ente Locale (la Municipalità di Trani) e l’ANCI Piemonte. Bello, ma le Marche? Nessun Comune Marchigiano. Nessuna Associazione di Promozione Sociale, nessun comitato sportivo. Solo due sono i soggetti che hanno ottenuto finanziamenti in qualità di proponente: la Judo Samurai di Jesi/Chiaravalle (JUDO4SEN – 450.000 euro – no-profit event) e la Rowing Club Adriatico Fano ASD (BeachBlast – 60.000 euro – piccole partnership). La prima, ha ottenuto il finanziamento più alto di tutto il roster di progetti selezionati in Europa nel 2024, con un progetto di educazione al Judo da portare nelle scuole e nelle palestre rivolto ai giovani, in particolare ai ragazzi con Bisogni Educativi Speciali. La seconda con un piccolo progetto sul canottaggio che mira però a creare competenze sportive ed educare i giovani allo sport ed ai valori dello sport.
Questi fondi costituiscono un’opportunità unica per attivare progetti di estremo valore sociale, culturale e, senza esagerare, anche turistico. Pensiamo all’indotto che crea un evento internazionale di sport sul nostro territorio. Ecco perché ritengo che non si possa immaginare un percorso di progettazione europea sulle politiche per lo sport, senza prevedere un ruolo attivo degli Enti Locali. Eppure il dato per le Marche è impietoso. Nel 2024 nessun Comune ha preso parte ad un progetto Erasmus+ sullo sport.
Nessuna partnership attivata.
Nessun progetto presentato.
Nessun progetto finanziato.
Ma davvero mancano le risorse per lo sport e per il sociale?
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Foto di Alliance Football Club su Unsplash
Marco Cardinaletti
Oltre 20 anni di esperienza nel coordinamento e gestione dei progetti europei e di partenariati complessi. Dal 2008 al 2014 coordina l’ufficio Progetti Europei del Comune di Ancona. Nel 2012 fonda la Eurocube srl. Dal 2020 è anche socio fondatore e consigliere della Cooperativa Sociale VitaminaC per la quale organizza e gestisce eventi Sportivi e Culturali.
Ideatore e Direttore Artistico/Scientifico del Green Loop Festival. Musicista, cantautore, appassionato di arte, libri e poesia.