Proteggiamo gli alberi per proteggere noi. Il Comune rispetti la legge sul verde urbano
In città è sempre più frequente vedere alberi tagliati: lungo le mura della Cittadella; alcuni alberi lungo il Viale della Vittoria; alle Palombare per fare posto alla nuovo polo scolastico “Tombari”; Torrette; i bellissimi platani degli Archi ed ultimamente anche la pineta del Passetto è stata decimata, ma la lista sarebbe lunga. Decine di alberi (se non centinaia) sono stati tagliati per motivazioni opportune che rendono necessario l’abbattimento. Alberi malati, troppo vecchi o pericolosi perché eccessivamente pendenti o con radici troppo superficiali. C’è anche un metodo (VTA Visual Tree Assestment) per decretare la condanna a morte della povera essenza. Condividiamo certamente la priorità nella tutela della popolazione rispetto alla vita dell’albero, vorremmo però che la decisione del taglio venga presa in un contesto normativo, progettuale e comunicativo migliore.
Quando vediamo abbattere uno o 10 alberi, il nostro dolore (perché è questo che sentiamo) sarebbe parzialmente attenuato se ci venissero comunicate più informazioni su quello che sta succedendo: quanti alberi sono stati tagliati, che specie erano, che età avevano, perché sono stati eliminati, ma soprattutto vorremmo sapere quanti alberi saranno ripiantati per compensare questa perdita. Sì, perché oltre al fatto emotivo di soffrire per un albero tagliato, dobbiamo considerare il deficit ecosistemico che crea questo taglio: la perdita di ombra, la perdita dell’ossigeno che creava e dell’anidride carbonica che eliminava, la perdita della bellezza del paesaggio che offriva.
Considerando l’importanza dell’argomento, la legislazione stabilisce una normativa specifica sulla gestione del verde cittadino: la legge 14 gennaio 2013, N.10 – Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani. La legge è stata adottata con gli obiettivi di fermare il consumo del territorio, equilibrare lo sviluppo edilizio con la presenza di spazi verdi e ripensare a una riqualificazione del verde urbano. Mi duole segnalare che il comune di Ancona disattende gran parte delle norme ordinate dalla legge: la pubblicazione del bilancio arboreo; il rispetto dell’obbligo di porre a dimora un albero per ogni neonato; l’istituzione del registro degli alberi monumentali, sono alcune norme della legge ancora disattese.
In molti comuni, ritenendo gli alberi (le piante in generale) fondamentali per la qualità della vita dei cittadini, vengono predisposti regolamenti molto dettagliati per la gestione del verde urbano. Comuni come Bologna, Prato, Bari, ma anche Pesaro e Senigallia, hanno definito norme specifiche che stabiliscono anche cosa fare quando si taglia un albero o stabiliscono l’istituzione di un registro del censimento degli alberi esistenti nel comune per poterli seguire ed occuparsene nel migliore dei modi.
Il Regolamento comunale del verde urbano sarebbe un primo passo per una corretta gestione del patrimonio arboreo cittadino, perché gli alberi di una città non possono essere considerati un costo, ma un investimento per una migliore vita delle persone in quanto attenuano l’aumento delle temperature con la loro ombra, migliorano la bellezza della città e preservano la salute dei cittadini. Posando gli occhi ancora più lontano per immaginare una città veramente rispettosa e consapevole dell’importanza del patrimonio arboreo e della programmazione del verde, un altro strumento fondamentale è l’istituzione di un “Piano del verde”, necessario per avere una visione futura e progettuale sulle nostre amate essenze.
Gabriele Parisini
A lungo impegnato nella protezione dell'ambiente e nella promozione dei valori della natura È referente per la mobilità sostenibile per il circolo "Il Pungitopo" legambiente Ancona e referente della CSC Commissione Sentieri e Cartografia per il Club Alpino Italiano Sezione di Ancona.