La notte in cui tutti gli sciacalli sono neri
Sciacallo: Persona che approfitta delle altrui sventure per rubare; in partic., chi, in occasione di cataclismi o eventi bellici, saccheggia case e luoghi abbandonati, deruba cadaveri o persone indifese; anche chi, nei sequestri di persona, si inserisce con false promesse nelle trattative per trarne profitto; talvolta, più genericam., persona avida, profittatrice.
Sinonimi: ladro, avvoltoio, piovra, vampiro, sfruttatore, strozzino, profittatore
Caro Diario,
approfitto di questo spazio per riflettere su quanto accaduto in questi giorni. Il fatto è l’ennesimo episodio di criminalità all’ospedale di Torrette che ha visto coinvolto in questo caso il figlio di un’assessore della giunta Silvetti, Orlanda Latini.
Le polemiche, altrettanto note, sono quelle seguite a questa nota, inviata ai giornali e firmata da gran parte dei consiglieri comunali di opposizione, tra cui me. Eccone il testo:
“… Esprimendo una valutazione prettamente politica su quanto accaduto nella giornata di ieri, con gravissimi episodi di violenza che hanno visto protagonista il figlio dell’Assessora Latini, con deleghe alla Famiglia, Pari Opportunità, Personale, riteniamo che sia d’obbligo riflettere su alcune questioni.
In un paese dove questa destra, rappresentata anche dal governo cittadino, soffia costantemente sul fuoco delle intolleranze e del razzismo, alimentando una guerra tra poveri, emerge in tutta la sua gravità il tema della sicurezza, attorno a un episodio di violenza che vede come protagonisti anche giovani italiani, che minano l’autorevolezza delle istituzioni di pubblica sicurezza e che mettono a ferro e fuoco un luogo dedito all’assistenza e alla cura universale.
Nell’esprimere piena solidarietà al personale medico aggredito e alle forze dell’ordine, chiediamo alla destra di questo paese, e a quella della nostra Città di smetterla con profusione del messaggio della “caccia al diverso” e di occuparsi piuttosto dei problemi in maniera concreta garantendo ai cittadini sicurezza e tranquillità.
Attendiamo reazioni e commenti coerenti da parte degli esponenti della Destra cittadina, di ferma condanna per questo grave episodio, come già accaduto in situazioni analoghe riguardanti stranieri immigrati o senzatetto.
Chiediamo, inoltre, al Sindaco di valutare se l’assessora Latini abbia ancora la giusta serenità d’animo per proseguire nella sua attività di assessore”
Apriti cielo!
La destra cittadina (e quella belga), i soliti leoni da tastiera, i professorini con la bacchetta in mano, qualche imperituro ex di turno, tutti a gridare allo scandalo, a darci dei moralisti, degli sciacalli, dei politici spregevoli ed inumani. Per carità, ho sempre detto che chi fa politica, chi ci mette la faccia, deve essere pronto a prender botte e deve avere un fegato da maratoneta. È pure vero che alcune cose fanno male più di altre. Soprattutto perché so bene cosa significa avere oggi figli più o meno dell’età di quel ragazzo, e so bene cosa stanno passando oggi i più giovani in un mondo ripetutamente violento, freddo e completamente sordo.
Prendo atto delle interpretazioni che, in buona o cattiva fede, sono state fatte di un passaggio specifico del comunicato per evitare di parlare della sostanza, e mi dispiace.
Dispiace perché non vi era nessun intento moralista, persecutorio o discriminatorio. Dispiace perché non si tratta certo di mettere in discussione il ruolo di una madre o di un padre. Dispiace perché la parte più importante del documento è passata in secondo piano. Ed è invece quella più significativa.
Continuamente la destra in Italia, nelle Marche, ad Ancona, quando parla di sicurezza non perde occasione di puntare il dito verso i più fragili, gli immigrati, i senzatetto, i poveri, gli esclusi. E di alimentare una una caccia al diverso che non serve a niente e nessuno. Perché invece gli episodi di violenza che vedono coinvolti i figli dei commercianti, dei pizzaioli, degli avvocati, degli operai della Fincantieri, dei clandestini, i miei ed i nostri figli, ci raccontano di una situazione esplosiva che attraversa trasversalmente le nuove generazioni. Una situazione diversa, assai più delicata e fragile, di quella che hanno vissuto al tempo coloro che oggi hanno la mia età o quella dei miei genitori. Una situazione ben diversa da quella narrata da questa destra, sempre pronta a puntare il dito contro il diverso, l’estraneo, e distratta invece, quando il colpevole ci assomiglia.
Lì sta il punto tutto politico della nostra presa di posizione, un punto che è oggettivo, ineludibile e centrale.
Poi ci sono quelle due righe finali, usate ad arte per snaturare il messaggio e scatenare la bagarre. Non era una richiesta di dimissioni, non era moralismo, non era sciacallaggio, era purtroppo la presa d’atto della realtà. Una realtà dolorosa, di cui, da quanto si apprende dai giornali, la prima ad essere consapevole è la stessa assessora Latini. Una realtà con cui chiunque rivesta un ruolo pubblico così delicato, qualsiasi assessore, di destra, di sinistra, maschio o femmina, sarebbe chiamato a interrogarsi. E su cui qualsiasi sindaco sarebbe chiamato ad interrogarsi, come sono certo che abbia fatto, il nostro di Sindaco. E se come leggo, Daniele ritiene che non ci siano rischi in campo, bene, ne siamo felici.
Ma il moralista è chi non riconosce che quanto abbiamo detto è la più semplice delle verità, da consiglieri di opposizione abbiamo pensato fosse lecito, se non doveroso, pronunciarla. Altro che giochini, quelli li lasciamo ad altri, di destra o di sinistra che siano.
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