20/06/2025

Partecipazione in coma? Eppur qualcosa si muove!


Sono noti a tutti noi, ancora freschi stampati in mente, i risultati della tornata referendaria dello scorso 9 e 10 giugno, dove la percentuale dei votanti si è assestata su un penoso 30,5% (risultato leggermente più basso, 29,8%, se si tiene conto anche del dato degli italiani all’estero).
Ebbene con quest’ultimo referendum sono 6 (su 7) le consultazioni che negli ultimi 30 anni non sono riuscite a raggiungere il quorum. Facile argomentare (e infatti c’è chi lo fa già da anni) che il nostro Paese sta vivendo la più grande crisi di partecipazione democratica della sua storia, tanto che qualcuno mette in dubbio la tenuta stessa di tutto l’impianto, preconizzando la morte della democrazia rappresentativa.
In questa valle di lacrime e sconforto gaberiano (libertà è partecipazione!) ecco che si affacciano su Ancona le elezioni dei Ctp: a distanza di 7 anni dalla prima volta, il 28 giugno si tornerà a votare per il rinnovo dei “Comitati Territoriali di Partecipazione”.
Ma andiamo per ordine. La nostra vicenda ha inizio con la legge finanziaria per il 2010 (L. n. 191, 2009, all’art. 2 co. 186, lett. b) che, con la sola eccezione dei Comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti, ha previsto la soppressione delle circoscrizioni. Si, proprio loro, le circoscrizioni, storiche articolazioni politiche e amministrative di livello comunale nate nel lontano 1976 con lo scopo di promuovere la partecipazione, la consultazione della popolazione locale, nonché la gestione decentrata dei servizi comunali. Venuto quindi meno quello che è sempre stato lo strumento di partecipazione democratica più apprezzato e amato dai cittadini (presumibilmente proprio perché più vicino alle esigenze ed aspirazioni popolari, spesso caratterizzato da un rapporto quasi domestico tra utenti e rappresentanti) la legge ha lasciato facoltà ai Comuni di ideare altre forme di partecipazione dal basso da individuare su base regolamentare.

I Ctp di anconetana foggia sono quindi eredi spirituali delle oramai ex Circoscrizioni di cui mantengono la logica operativa ma non la stessa forza. Infatti i nuovi Ctp non hanno quel potere di spesa (seppur minimo) che avevano le vecchie Circoscrizioni e che permetteva a tali enti di incidere sulla vita di quartiere e (in definitiva) sul livello dei servizi alla cittadinanza (risorse patrimoniali che tipicamente venivano utilizzate per piccole spese di manutenzione e decoro urbano o per l’organizzazione di attività di rilevanza per gli abitanti). Ai nuovi Ctp resta la mera funzione di esprimere pareri su determinate questioni che oltretutto non sono vincolanti per il Comune.

Ebbene vi dirò che per quanto mi riguarda, dopo anni di rassegnazione e frustrazione, ho rivisto un barlume di speranza proprio in questi nascenti e sgangherati Ctp, o meglio nelle assemblee per la presentazione delle liste elettorali dei Ctp. La colpa ( o forse il merito) di tutto ciò è ancora una volta di Carlo Pesaresi, che con insistenza mi ha chiesto di interessarmi alla questione. Poco dopo aver dato la mia disponibilità mi sono ritrovato a partecipare a improbabili riunioni pubbliche partecipate da poco più di 10-20 persone, convocate alla bell’e meglio da altri cittadini volenterosi e finalizzate alla creazione di una lista elettorale.
Ai miei occhi si è materializzato un miscuglio umano fatto di anziani, storiche voci di quartiere, personaggi singolari, giovani genitori (perennemente impegnati e ugualmente sempre e comunque disponibili verso gli altri), sparuti ma valenti giovani ragazzi interessati alla cosa pubblica.
Ho visto con i miei stessi occhi, e con gran stupore personale, questo miscuglio di sconosciuti che si incontravano per la prima volta e subito iniziavano ad auto-organizzarsi, auto-tassarsi per la stampa di volantini realizzati con mezzi di fortuna. Ho visto quelle stesse persone andare in giro piene di dubbi a raccogliere le firme necessarie per presentare la propria lista e riuscire a raccoglierne tre volte di più del necessario.

Oggi, mentre vi sto scrivendo, vedo quelle stesse persone arrovellarsi per organizzare banchetti in strada, incontri nei circoli, eventi pubblici in piazza con lo scopo, prima di tutto, di far sapere a cittadini e cittadine cosa sono i Ctp e che sabato 28 giugno (dalle 9 alle 20) tutti noi anconetani siamo chiamati al voto per eleggere i membri dei nostri comitati di quartiere.
Ebbene tutto questo, nell’epoca dei continui record di astensionismo alle urne e di generale disinteresse per la cosa pubblica, mi dà tanto conforto e tanta speranza.
Non starò a dirvi in quale Ctp sono candidato, non vi dirò cosa propone la nostra lista, o quali sono secondo me le priorità per il mio quartiere (ma se proprio volete, qui trovate un po’ di info).
Quello che vi dico invece è di andare a votare sabato 28 giugno per il Ctp del vostro quartiere e magari fatelo sapere anche ai vostri vicini. Pochi minuti di tempo per riaccendere una piccola speranza.

(Sul sito del Comune tutte le info su come, dove, quando votare)

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Foto di Robert Bye su Unsplash



Mattia Bontempi
Mattia Bontempi

Direttore amministrativo servizi scolastici, attivo nel volontariato ambientale.


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