08/08/2025

Conero Parco Nazionale, occasione d’oro per l’Area Marina Protetta


Caro diario,
lo scorso dicembre, nel quarto numero cartaceo della nostra rivista, un bell’articolo curato da Agnese Riccardi –arricchito dalle interviste a Gilberto Stacchiotti (storico ambientalista e rappresentante delle associazioni territoriali nel Parco del Conero) e Leonardo Tunesi (responsabile nazionale per la biodiversità e le aree marine protette dell’ISPRA)– ha affrontato a fondo il tema dell’istituzione del Parco Nazionale del Monte Conero.
La questione è tornata di grande attualità pochi giorni fa, quando –nel corso di uno show elettorale mascherato da iniziativa istituzionale– il vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani, ha annunciato alla Mole Vanvitelliana che l’istituzione del parco nazionale è da considerarsi ormai cosa fatta.

Sull’opportunità di trasformare il parco regionale in parco nazionale non ci sono dubbi.
C’è però un aspetto che va evidenziato su cui sento un silenzio preoccupante. Il parco nazionale rappresenta una straordinaria occasione per affrontare in modo integrato, unico e complessivo le politiche di tutela ambientale che riguardano sia le aree terrestri che quelle marine della zona del Conero.
Gli ecosistemi non seguono infatti le linee tracciate sulle mappe. Le pressioni che insistono sulla costa –dalle trasformazioni urbanistiche alla pressione turistica, dalla pesca alla qualità delle acque – hanno cause e conseguenze che si diramano anche nell’entroterra, e viceversa. C’è poi una questione di coerenza politica e di visione: non possiamo pensare di difendere la biodiversità terrestre e dimenticare quella marina; non possiamo promuovere la sostenibilità sulla terraferma e lasciare il mare in balia delle pressioni ambientali o delle logiche di sfruttamento.

La perimetrazione del nuovo parco dovrebbe coincidere, per la parte terrestre, con l’attuale parco Regionale, mentre per l’area marina con la delimitazione dei Siti Natura 2000, istituiti in forza della Direttiva “Habitat” e nello specifico la Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Monte Conero” (IT5320015), tre Siti di Interesse Comunitario (SIC) – “Costa tra Ancona e Portonovo” (IT5320005), “Portonovo e falesia calcarea a mare“ (IT5320006) e ”Monte Conero” (IT5320007) – e gli Habitat prioritari (1110, 1170 e 1160) che coprono di fatto la costa tra Ancona e Numana.

Questo approccio sarebbe perfettamente coerente con i principi espressi sia nella normativa nazionale che in quella europea.

Una simile configurazione permetterebbe al parco di farsi promotore dell’istituzione di un’Area Marina Protetta (AMP) in questi Siti Natura 2000 assumendone eventualmente anche la gestione, oppure –in attesa della piena istituzione dell’AMP– di adottare regolamenti autonomi per garantire comunque una tutela concreta della biodiversità e del capitale ambientale presente.

Va sottolineato che, allo stato attuale, e in assenza di provvedimenti normativi efficaci (anche a livello regionale) per la gestione dei Siti Natura 2000, l’AMP resta lo strumento più utile ed efficace per garantire la conservazione delle nostre acque costiere più pregiate.

L’istituzione del parco nazionale deve quindi essere letta come un passaggio non solo opportuno ma necessario per rilanciare l’azione di tutela ambientale, in una prospettiva unica e integrata, che consideri terra e mare come un sistema indivisibile. Ecco perché non possiamo permetterci di perdere questa occasione: un parco nazionale del Conero, in un’area dove gli ecosistemi marini e terrestri sono strettamente connessi, può offrire la cornice istituzionale e gestionale ideale per riavviare seriamente il percorso verso l’istituzione dell’Area Marina Protetta.
Un parco attivo anche sul fronte marino faciliterebbe la cooperazione tra enti locali, ministeri e organismi tecnici, promuovendo una governance unificata coerente con i più avanzati approcci di gestione ambientale. Non si tratta solo di predisporre strumenti amministrativi: si tratta di assumere una responsabilità collettiva e culturale verso il territorio e il mare come un unico patrimonio da tutelare.
Un’Area Marina Protetta accanto a un parco nazionale non è un’aggiunta facoltativa. È una scelta necessaria, di coerenza e di lungimiranza.

 

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Foto di Alessio Patron su Unsplash




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