Plastic Free difende il Comune: un errore non cancella un percorso fatto di impegni misurabili
In risposta all’articolo di Carlo Pesaresi della scorsa settimana sulla questione Ancona Comune Plastic Free, riceviamo e molto volentieri pubblichiamo la risposta dell’associazione firmata dal Referente regionale Marche e Umbria Plastic Free Onlus, Leonardo Puliti. Alla quale però, ci sembra opportuno aggiungere alcune necessarie precisazioni.
Ancona Comune Plastic Free: un errore non cancella un percorso di sostenibilità fatto di impegni misurabili
In merito all’articolo “L’impegno di Ancona per l’ambiente? Un mare di plastica!” riguardante la presenza di festoni in plastica in occasione della Festa del Mare di Ancona, è doveroso da parte nostra, come Plastic Free Onlus, ribadire con fermezza che abbiamo preso le distanze da questa scelta, definendola pubblicamente un errore incoerente con il percorso intrapreso dalla città per ottenere il riconoscimento di Comune Plastic Free negli ultimi due anni.
Tuttavia, dispiace constatare la diffusione di giudizi sommari o letture strumentali volte a banalizzare il significato del riconoscimento. Essere un Comune Plastic Free non significa essere un territorio “privo di plastica” tout court, bensì rispondere ad almeno 20 parametri oggettivi che valutano l’impegno concreto di un’Amministrazione nel ridurre l’impatto della plastica sul proprio territorio. Non è titolo simbolico, ma il risultato di un lavoro reale, documentato, misurabile e sottoposto a verifica.
Plastic Free premia quei Comuni che si adoperano con determinazione per sensibilizzare la cittadinanza, ridurre l’uso della plastica monouso, migliorare la gestione dei rifiuti, promuovere ordinanze virtuose, attivare percorsi educativi e coinvolgere la comunità. Non si premiano territori immacolati, ma amministrazioni attive.
In molte realtà italiane – e Ancona non fa eccezione – il riconoscimento è stato assegnato proprio perché l’Amministrazione ha mostrato volontà e azioni concrete per contrastare l’abbandono della plastica, anche a fronte di situazioni ambientali compromesse da anni di cattive abitudini o inciviltà. Un Comune Plastic Free non è un luogo dove non esiste una “cartaccia” per terra, ma un Comune in cui si lavora per far comprendere quanto quella “cartaccia” minacci il nostro futuro sul Pianeta, offrendo strumenti, azioni e cultura ambientale.
Detto ciò, nel caso specifico della Festa del Mare – lo ribadiamo – la scelta dei festoni in plastica è inaccettabile e in contrasto con i principi del riconoscimento, tanto che siamo stati i primi a denunciare pubblicamente l’incongruenza. È evidente che, in questa circostanza, l’Amministrazione non ha dato buona prova della coerenza necessaria a onorare il titolo. Ma ciò non può e non deve mettere in discussione un processo di valutazione che coinvolge parametri severi, verifiche e controlli, né tantomeno l’onestà dell’intero progetto nazionale che ha premiato oltre 120 Comuni nel 2025.
In merito alla quota di partecipazione volontaria elargita dal Comune, si precisa che la stessa ha l’unico obiettivo di coprire le spese organizzative legate all’evento nazionale di premiazione, che coinvolge ogni anno centinaia di amministrazioni virtuose da tutta Italia. Il riconoscimento resta subordinato al rispetto di requisiti oggettivi e verificabili.
Confidiamo che episodi come questo servano da lezione e stimolo, perché l’ambientalismo autentico non si giudica da una foto o da un addobbo, ma dal percorso, dalle scelte quotidiane, dagli strumenti messi in campo e dalla capacità di ammettere gli errori e migliorare. Oltre ogni strumentalizzazione politica e per il solo bene dei cittadini di una comunità.
Leonardo Puliti
Referente regionale Marche e Umbria Plastic Free Onlus
Gentilissimo Puliti,
intanto grazie per il suo intervento, che molto volentieri abbiamo pubblicato.
In primo luogo, un plauso sincero – e non di facciata – va rivolto alle decine e decine di volontari che, dedicando tempo e energie, svolgono attività promosse dall’Associazione che Lei rappresenta.Tuttavia, nonostante il suo chiarimento, restano forti perplessità su quanto accaduto ad Ancona.
In merito alla vicenda del mare di plastica esposto durante la Festa del Mare, siete intervenuti pubblicamente solo a seguito di una denuncia della situazione che ho pubblicato lo scorso 2 settembre su Facebook, nonostante il problema si trascini ormai da ben due anni. Non mi risultano, infatti, vostre prese di posizione lo scorso anno, quando la situazione era altrettanto eclatante e ben visibile.
Quanto ai contributi, Le confermo che, stando agli atti del Comune, questi non risultano assegnati a titolo di “partecipazione volontaria” (concetto che, per un’amministrazione pubblica, ha ben poco significato), mentre è specificato che i fondi – cito testualmente – “sono stati richiesti dall’associazione a fronte del riconoscimento di Comune Plastic Free”.
Per quanto attiene invece alla rigorosa verifica del rispetto dei parametri posti da Plastic Free a monte del riconoscimento, non sono riuscito a trovare, sempre tra gli atti del comune, la documentazione da cui si possa ricavare quanto sin qui fatto dall’amministrazione con atti ed investimenti (non a parole) per dimostrare il rispetto dei requisiti oggettivi da voi posti.
Non ho mai messo in discussione la bontà delle azioni che svolgete, né il grande impegno delle numerose persone che coinvolgete. Rimane purtroppo invece intatta la convinzione che il Comune di Ancona utilizzi certi riconoscimenti – vostro malgrado – come uno strumento di facciata, per darsi una patina “verde”, a fronte di politiche ambientali che, sulle questioni cardine della strategia ecologica (inquinamento, trasporto pubblico, mobilità sostenibile, tutela delle aree marine e molto altro ancora), si sono rivelate semplicemente disastrose.
E tutto questo lo affermo proprio nello stesso spirito che anima il suo intervento: per amore di verità e trasparenza e a solo beneficio della comunità.
Carlo Pesaresi