03/10/2025

Il consulente del superconsulente dell’assessore senza idee: la filiera dello spreco


Caro Diario,
nel consiglio comunale di martedì scorso, l’Assessore al turismo Daniele Berardinelli ha risposto a una mia interrogazione con cui ho chiesto lumi sull’attività e i servizi forniti da Sandro Giorgetti, definito dai giornali come il “super consulente”, a cui circa un anno fa è stato affidato il servizio di promozione e valorizzazione turistica della città di Ancona. Per lui un accordo quadro di quattro anni per 120mila euro oltre I.V.A.

A Giorgetti, (ah, lo stesso esperto già incaricato dalla giunta Mancinelli per Ancona Capitale della Cultura 2022*** -e abbiamo visto com’è finita) è stato assegnato il compito di implementare le strategie in atto per promuovere la “destinazione Ancona”, di attivare una valorizzazione di tutto il territorio cittadino e di strutturare una destinazione slegata alla stagionalità e al turismo balneare al fine di giungere ad un vero e proprio brand identitario. Inoltre si dovrebbe occupare del marketing digitale e sociale che dia visibilità alla città di Ancona, posizionandola e promuovendola nei maggiori motori di ricerca.
Molto bene.
Volevo capire meglio che cosa, di tutto ciò, il nostro avesse fatto in questi mesi e come la sua attività si conciliasse con un’altra iniziativa dello stesso assessorato: il concorso di progettazione del city brand della città di Ancona, concorso che (anche qui!) serve a definire la strategia per rafforzare il posizionamento turistico di Ancona a livello nazionale e internazionale (ma non era già tra i compiti di Giorgetti?). Il Progetto City Branding, articolato su 2 anni, costerà al Comune 127.500 euro, dei quali 12.500 in premi del concorso e 115.000 euro per il piano di valorizzazione e promozione. Insomma a sommare quest’ultimo con Giorgetti fa più di 250.000,00 euro, che proprio spiccioli non sono. Ora, a ben vedere, è difficile non riscontrare una certa confusione tra le due cose e la risposta dell’assessore Berardinelli non ha fatto che accentuarla (potete rivederla qui sotto).

Premesso che qualche idea sullo sviluppo turistico della città l’assessore al Turismo dovrebbe forse averla di suo (ma non possiamo pretendere troppo…) è venuto fuori che il ruolo del superconsulente, almeno ad oggi, si è rivelato essere quello sostanzialmente di… individuare un altro consulente. Berardinelli ha candidamente ammesso infatti che il concorso per il “city brand” è stato fatto proprio per definire quelle che sono le caratteristiche da esaltare per valorizzare la città di Ancona, per capire come raccontare e rappresentare la visione esterna della città, per definire la proposta commerciale che dovrà caratterizzare i prodotti turistici del capoluogo, per circoscrivere il core business del turismo anconetano.

Insomma, dico io, proprio quanto ci si aspettava facesse il buon Giorgetti nel corso del suo lungo e ben remunerato incarico. Invece no, a quanto ci ha detto l’Assessore, Giorgetti si è ad oggi limitato a collaborare alla scrittura del bando per individuarne il soggetto che farà ciò che avrebbe dovuto fare lui!

Insomma, un superconsulente che è servito sin qui a scegliere un altro consulente. Capisco allora perché dai giornali Giorgetti è stato definito un superconsulente, perché sta sopra, sovrasta, vigila i consulenti che stanno sotto. Speriamo almeno che la società che verrà selezionata dal bando per il city brand non consigli a Berardinelli di individuare un altro consulente, e che a sua volta… insomma ci siamo capiti. Quando non si ha né idee, né visione, e quando la politica si riduce ad una mediocre gestione dell’esistente, allora questo è ciò che accade. Per la gioia dei consulenti.

 

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*** Paolo Marasca, assessore alla Cultura dell’allora Giunta Mancinelli, ci fa sapere che Sandro Giorgetti non è mai stato incaricato per Ancona Capitale della Cultura 2022, né dal Comune né da terzi che hanno partecipato alla candidatura. Per la precisione, Giorgetti non è mai stato incaricato dalla Giunta Mancinelli: ha curato e coordinato, come rappresentante della Fondazione Marche Cultura a seguito di un accordo tra gli enti, un lavoro dedicato alla valorizzazione turistica della città che non ha nulla a che fare con la candidatura del 2022.

Ringraziando Marasca per la precisazione, vorrei precisare a mia volta che la circostanza è stata ripresa da questo articolo apparso sul Resto del Carlino e che non mi risulta sia mai stato smentito.





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