10/10/2025

Daniele e Araldo, la sinistra in un Laboratorio sempre aperto


Daniele è stato IL simbolo della sinistra anconetana non disposta a compromessi politici. Mi dispiace per tutti gli altri, ma il nostro simbolo è stato questo signore dall’aspetto ben curato, vestito con impeccabili gessati che lo facevano sembrare fuori posto in mezzo agli eskimo, ai jeans, alle scarpe da tennis. E se qualcuno può stargli a fianco, è solo Araldo Gambini.

Già alla fine degli Anni Sessanta, Daniele e Araldo avevano saputo unire i protagonisti delle lotte operaie con gli epurati dalla Cgil-scuola, con gli studenti, con gli intellettuali pronti a lanciarsi con entusiasmo in quella indimenticabile stagione di lotta. Quando quel movimento, che pure ottenne conquiste storiche, si dimostrò incapace di fare i conti con le responsabilità che voleva assumersi, Daniele e Araldo capirono che bisognava stringere i denti, con la forza che solo la convinzione nelle proprie idee e la speranza in una ripresa dei movimenti potevano fornire. Senza di loro, senza la loro intelligenza politica e la loro tenacia organizzativa, quel po’ di sinistra anconetana che subiva sbigottita l’avvento del berlusconismo non avrebbe saputo ritrovarsi per mantenere un minimo di lucidità, di discussione, di attività.

Daniele Dubbini
Araldo Gambini

Daniele e Araldo ebbero chiara l’importanza di preservare le esperienze e l’iniziativa politica degli anni precedenti, che in quel momento rischiavano di svanire in un panorama povero di riferimenti politici. Il loro ostinato impegno nella fondazione e nella conduzione del Circolo Laboratorio Sociale permise a un consistente gruppo di militanti, riluttanti a tornare nel privato ma piuttosto incerti sul da farsi, di continuare a informarsi, a dibattere e a intervenire politicamente nella realtà anconetana. L’incrollabile passione per il quotidiano Il Manifesto, di cui Daniele e Araldo si consideravano a piena ragione padrini, ha mantenuto nel tempo una fitta rete di sostenitori del giornale pronti a ritrovarsi nelle iniziative di sottoscrizione promosse attraverso il Laboratorio Sociale.

Allora sembrava che fosse sufficiente resistere in attesa di tempi migliori, ma la fase di riflusso del ciclo storico si sta dimostrando più lunga del previsto, misurabile in generazioni più che in anni. Non so se qualcuno saprà sostituire Daniele nel ruolo di punto di riferimento politico. A chi vorrà provarci servirà un bel po’ di coraggio, di intuito strategico, di forza, di generosità. Vedremo.

 

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Foto di copertina: Daniele Dubbini nel gruppo organizzatore della Festa dei Popoli (foto tratta dalla pagina Facebook Festa per la libertà dei popoli)



Fabio Fantini
Fabio Fantini

Fabio Fantini è nato in Ancona nel 1950. Nel 1968 aveva 18 anni. Una combinazione irripetibile. Almeno dal punto di vista di un settantacinquenne nel 2025.


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