06/02/2026

Conerobus, una sfida che ci riguarda tutti


Ho sotto gli occhi resoconti di stampa a proposito della preoccupante condizione in cui versa Conerobus, alle prese da mesi con una pesante crisi aziendale e ricorrenti mobilitazioni sindacali. Gli aggiornamenti dell’ultim’ora informano circa l’esito del recente referendum per attivare il Fondo di solidarietà, la conseguente revoca dello sciopero e l’accorato appello dei lavoratori per salvare l’Azienda.
Sembra prevalere buon senso: al fine di tener stretti posti di lavoro ecco il via libera agli ammortizzatori sociali per 66 dipendenti, riduzione dell’orario di lavoro con conseguente decurtazione salariale. Tutto risolto, allora? All’orizzonte il secondo tempo si prospetta ancor più duro: al fine di recuperare 1,7 milioni di euro saranno rinegoziati gli accordi di secondo livello, contratti e turni di lavoro. Base di un piano di risanamento, che l’ente gestore si impegna ad avviare, in aggiunta al blocco del turn over ed esternalizzazione dei servizi manutentivi. Eppure “La sfida per il salvataggio è appena iniziata”, sostengono alcuni.  C’è solo da auspicare che tutto proceda per il meglio. Conerobus è un’azienda vitale per la Città. In ballo non c’è solo il futuro dei lavoratori coinvolti, ma un’idea di trasporto pubblico efficiente e sostenibile.

Come si è arrivati a questo punto? E perche’ a fronte di tali emergenze l’Amministrazione non coinvolge la cittadinanza in qualche modo? I pensieri corrono ai tempi dell’ATMA, l’Azienda Municipalizzata: bilanci in sostanziale equilibrio, management competente e attento alle esigenze (il mitico Ferrini solido punto di riferimento per tutti) con periodici sondaggi d’opinione per migliorare l’organizzazione dei servizi. Non si dispongono di notizie dettagliate in ordine al Piano industriale: si capisce però che l’onere è destinato a gravare sulle spalle dei lavoratori. Una ricetta che sa tanto di stantio. E il solito leitmotiv, pericoloso e fuorviante, che il costo del lavoro sia all’origine di tutti i mali.

E il servizio? Cos’altro dovrà attendersi la città? E la domanda che in molti si pongono. Giustamente. Scrivo queste brevi righe a seguito di non poche sollecitazioni provenienti da quanti parlano di “indecenza generale, caos totale, disagi, utenza che attende inutilmente corse cancellate, disservizi che spingono ad utilizzare il mezzo privato. Mai accaduta una cosa del genere! Senza denunce pubbliche, senza articoli di giornale qui non cambierà mai niente”. È l’appello da raccogliere e portare all’attenzione generale. Le persone hanno bisogno di certezze. Dobbiamo moltiplicare l’impegno quotidiano: ascoltare e mettere in atto iniziative, azioni concrete, tutto ciò che serve per condizionare in modo positivo l’esito di una vertenza così tanto difficile e importante per l’intera comunità. Senza considerare il contributo, per quanto modesto ma indispensabile, all’esercizio di una pratica della democrazia da rafforzare sempre più.

Buon lavoro. E in bocca al lupo a tutti noi.



Andrea Raschia
Andrea Raschia

Andrea Raschia si è occupato per lunghi anni di problematiche organizzative e gestionali nelle pubbliche amministrazioni, del Comune di Ancona in particolare. Intende contribuire a contrastare la pericolosa indifferenza e dilagante apatia.


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