13/02/2026

L’Ospedaletto Salesi: nobile passato, difficile presente. E il futuro?


L’Ospedale Salesi, il “nostro“ Ospedaletto, ha una grande storia, un presente difficile e un futuro incerto. Oggi ne parliamo soprattutto come “ospedale dei bambini” cominciando col ripassarne gli inizi e sfruttando le informazioni che si ricavano dal sito della Azienda.

Due medici anconetani, il Dott. Emilio Baldassari, pediatra, ed il Dott. Giovanni B. Branzanti, chirurgo, mossi dalla necessità di trovare ambienti idonei ai piccoli pazienti e di affidarli a medici specializzati, fecero la proposta ad un gruppo di Signore della Congregazione di Maria S.S. della Misericordia di fondare sotto il loro patronato un “Ospedaletto”. Il primo nucleo nacque presso l’Ospizio dei Poveri sul Colle Guasco e all’inizio consisteva in due camere di degenza (da sei letti), una camera operatoria ed i locali per gli ambulatori. L’ inaugurazione ufficiale fu fatta il 28 dicembre 1900.
 
Al Passetto il Salesi arriverà quando la grande affluenza negli ambulatori rese sempre più necessaria una nuova sede, possibilità che si realizzò grazie ad un cospicuo lascito da parte del cittadino Gaspare Salesi. La sorella Virginia, erede di Gaspare, provvide all’acquisto in via Farina della Villa Dori, che venne ristrutturata creando sale separate di degenza per Medicina e Chirurgia (per un totale di 35 letti), un Reparto di Isolamento, una Sala Operatoria attrezzata per la chirurgia e per l’ortopedia, Servizi di Laboratorio e di Diagnostica Radiologica, ed un poliambulatorio specialistico pediatrico di Medicina, di Chirurgia, di Oculistica, di Otorinolaringoiatria e di Odontoiatria. Tutto il nuovo complesso di via Farina venne donato al Comitato delle Patronesse il 30 maggio 1920 e il 24 aprile 1921 prese il nome di “Ospedaletto dei Bambini G. Salesi” in memoria del suo più grande benefattore, con la clausola che l’Istituzione operasse come Ente Morale.

Saltiamo un secolo e arriviamo alle criticità di oggi, a cominciare da quelle legate alla struttura. Il vecchio Salesi è tanto bello per la posizione (a hospital with a view, ospedale con vista, come pochi altri in Italia e forse nel mondo) quanto ormai vecchio e troppo distante dall’ospedale di Torrette con cui deve necessariamente integrarsi. La storia del progetto del nuovo ospedale è una specie di racconto del terrore.

Descriviamone l’avvio con i toni freddi degli atti ufficiali.

“Con deliberazione n. 174 del 01/02/2010 la Giunta regionale ha approvato lo schema di accordo tra Regione, Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona e Presidio di Alta Specializzazione “G. Salesi”, che prevede l’affidamento alla Regione delle funzioni di centrale di committenza per la progettazione e l’esecuzione della nuova struttura ospedaliera comprensiva degli impianti e delle attrezzature necessarie a garantirne la piena funzionalità.  Lo stesso accordo, inoltre, individua la localizzazione della nuova struttura nell’area del complesso ospedaliero dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona. Con deliberazione n. 149 del 07/02/2011 la Giunta regionale ha approvato lo studio di fattibilità della nuova struttura materno-infantile ad alta specializzazione G. Salesi ed ha individuato la procedura di gara, disponendo l’indizione di un concorso di idee a livello europeo…”. 

Insomma quel cantiere del nuovo Salesi che stenta tutt’oggi ad andare celermente avanti a Torrette doveva essere completato minimo minimo 10 anni fa. Purtroppo le critiche dell’opposizione del centrosinistra sugli attuali ritardi vanno rivolte soprattutto dentro casa. Per ora la data prevista per il fine lavori pare sia il novembre 2027, ma non sarebbe la prima volta che la data indicata viene procrastinata e non di poco. Sulle varianti in corso d’opera che hanno fatto allungare i tempi e aumentare i costi l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha sollevato osservazioni cui adesso la Regione risponderà. Nel frattempo la vecchia struttura avrebbe bisogno di alcuni interventi manutentivi e di adeguamento, interventi che nel tempo spesso sono stati o rimandati o fatti al risparmio perché “tanto poi l’ospedale si trasferisce”. La nuova struttura, se completata, sembra comunque garantire un ambiente idoneo con una superficie lorda di oltre 27.700 mq, su un totale di 6 piani con 201 posti letto.

Struttura a parte un altro problema che è insorto di recente sono le dimissioni del dott. Sergio Filippelli, direttore di Cardiochirurgia e cardiologia pediatrica, che ha lasciato l’incarico preso poco più di un anno prima per tornare a operare al Bambino Gesù di Roma, dove aveva lavorato a lungo in passato. Queste dimissioni fanno seguito a quelle del precedente responsabile dott. Marco Pozzi. Lasciando da parte le possibili polemiche politiche, per il Salesi c’è un grosso problema di fondo: come renderlo attrattivo per le alte professionalità di cui ha bisogno quando la competizione, ad esempio appunto per la cardiochirurgia pediatrica, è con i grandi ospedali pediatrici come il Bambino Gesù  di Roma oltre con alcuni grani ospedali generalisti con forti professionalità di area materno-infantile come il Sant’Orsola di Bologna. Al momento al Salesi sono presenti importanti professionalità, ma bisogna mantenerle e svilupparle.

Va fatto allora un progetto regionale che consenta di dare al Salesi le risorse umane che gli servono per garantire un funzionamento da grande ospedale pediatrico e va fatto in modo che la Regione riesca ad inserire il Torrette-Salesi nella rete dei grandi ospedali che il Ministero sembra intenzionato a riconoscere e finanziare. 

Un discorso a parte merita una disciplina che è in grande sofferenza nella Regione Marche, una disciplina che ha una grande tradizione che si rinnova al Salesi (unica struttura regionale con posti letto, purtroppo pochi) e che si ha bisogno di uno sviluppo su tutto il territorio regionale: la neuropsichiatria infantile.  I problemi di cui si occupa la neuropsichiatria infantile sono quelli neurologici e psichiatrici della infanzia  e dell’adolescenza: problemi sempre più diffusi, problemi nei cui confronti le famiglie si trovano in enorme difficoltà e problemi che se non adeguatamente presi in carico incideranno in misura significativa anche sulla qualità della vita adulta. Stiamo parlando ad esempio della epilessia, dell’autismo, dei problemi del linguaggio, della depressione, dei disturbi dell’apprendimento, dei disturbi del comportamento alimentare e così via. Su questi bisogni la risposta è clamorosamente inadeguata nella nostra Regione con un carico di sofferenze che solo chi le vive conosce fino in fondo.

E quindi lunga vita e buona vita al Salesi, nostro Ospedaletto del cuore. Ma prima di chiudere bisogna ricordare che il Salesi ha avuto sempre il sostegno degli anconetani, partendo dal ruolo svolto dalle Patronesse per arrivare a quello della Fondazione nata nel 2004, quando il Salesi era un Presidio di Alta Specializzazione con una sua, seppure parziale, autonomia da Torrette. Del Salesi visto dalla parte delle donne parleremo un’altra volta. 



Claudio Maffei
Claudio Maffei

Medico in pensione con una lunga esperienza di Direzione Sanitaria dopo un decennio di lavoro all’Università.
Si occupa tuttora di politica sanitaria su cui pubblica contributi in varie testate nazionali e regionali.
Ama la sua città e vorrebbe contribuire a migliorarla.


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