17/04/2026

Tre parole per mandare a casa la destra


Caro Diario,
eccoti tre parole per mandare a casa, fra due anni, Daniele Silvetti e la sua giunta.

La prima parola: Discontinuità.
Alle ultime amministrative abbiamo perso malamente. Divisi. Quattro candidati per forze che oggi si sono ritrovate tutte all’opposizione in città (in consiglio e fuori dal consiglio). Una città che, alla fine, ci ha in parte abbandonato, votando Silvetti o, meglio, non andando affatto a votare. Discontinuità, cioè cambio di rotta e di direzione. Visibile e netta, per ricucire il rapporto con l’anima laica, progressista e repubblicana di Ancona che è ancora, e di gran lunga, maggioranza in città. Discontinuità nelle alleanze (mai più divisi). Discontinuità nei programmi e nelle proposte. Discontinuità nei linguaggi, nelle relazioni e nei comportamenti. Discontinuità nei volti da presentare.

La seconda parola: Coraggio.
Un programma elettorale coraggioso e radicale (inteso nel senso nobile del termine) che disegna una visione chiara del futuro della città. Innovativo su temi essenziali: mobilità e trasporto pubblico, ecologismo e salute dei cittadini, urbanistica, diritto all’abitare, gestione dei rifiuti, amministrazione condivisa, commercio di prossimità, cultura e welfare (non a caso assieme). Coraggioso nel delineare un’idea condivisa su quale deve essere la direttrice dello sviluppo economico e sociale della nostra città. Il programma delle elezioni regionali (premiato dagli elettori anconetani) è un buon punto di partenza. Ripartiamo da lì. Confrontiamoci ed elaboriamo presto una proposta seria e compiuta. Radicale, appunto. Un programma alternativo ad una destra che, al di là delle strizzate d’occhio agli ambientalisti, delle campagne acquisti dei voltagabbana di turno, delle pacche sulle spalle e degli annunci, ci sta lasciando una città in declino.

La terza parola: Ricambio.
Da troppo tempo teniamo fuori dalla classe politica competenze ed esperienze che meritano invece di farne parte, abbandonando un’idea di rappresentanza che coglieva il meglio dalla società, dall’università, dal mondo del lavoro, dalle professioni. Ricominciamo da lì. Scommettiamo sul ricambio. Non è una questione generazionale (viviamo una realtà in cui alcuni giovani amministratori appaiono come il volto fresco della vecchia politica). Ma, al tempo stesso, la questione del protagonismo giovanile è un elemento indifferibile. Diamo fiducia a quella parte del mondo giovanile e studentesco che abbiamo snobbato, convinti scioccamente di poter noi decidere per loro senza avere la minima idea di che cosa desiderassero. Abbiamo bisogno di quell’energia come del pane.

Discontinuità, Coraggio, Ricambio. Tre parole d’ordine per aprire le porte di una città che nonostante gli sforzi della filiera è sempre più chiusa in sé stessa. Se sapremo pronunciarle con generosità e determinazione, se smetteremo di dircele addosso e cominceremo finalmente a praticarle, certamente tra due anni avremo una bella storia da raccontare.

 

::::
La magnifica alba in copertina è stata fotografata da Claudio Maria Maffei




Ti è piaciuto questo articolo?  Leggi anche gli altri.

Ancona ri | vista a colori
Ideata e fondata da Carlo Maria Pesaresi

Privacy Policy

© 2024 – È consentita la riproduzione e la libera diffusione di testi e immagini, citando la fonte

Privacy Preference Center