Né destra né sinistra, è solo marketing che uccide la politica
Credo che l’evoluzione e il primato della comunicazione sulla competenza e la conoscenza abbiano sovvertito, rimescolato, sicuramente ridisegnato proprio i paradigmi dell’associazionismo politico.
L’analisi del Consigliere Nobili è attenta e puntuale ma costruita con dime, principi e schemi valutativi non attuali. Utilizza Paradigmi valutativi non più validi.
La replica e l’approfondimento dell’animale politico ante litteram, non me ne voglia Pacetti che non conosco e rispetto, sarebbe perfetta ma declinata secondo quelli che erano i canoni di associazionismo del tempo che l’hanno visto attore assoluto, almeno nella nostra città ma direi anche ben oltre leggendo la sua presentazione.
Precisiamo, l’attualità non è garanzia di migliore qualità. Il fatto che attualmente esistano e siano vincenti ragionamenti molto diversi da quelli validi e vincenti lustri addietro non ne determina un giudizio di miglioramento, né assoluto né relativo, ma determina una chiave di lettura che impedisce di comprendere il contesto, la contingenza attuale.
Quello che manca, ad esempio, sia nei paradigmi vincenti fino al 2014 (anno in cui Pacetti esce dal PD), sia in quelli dal 2014 al 2023, tanto per restare ad Ancona, è la comprensione e l’interpretazione del primato dell’efficacia della comunicazione sulla competenza e sulla sapienza. A dire il vero, decenni di dominio del centro sinistra hanno dato ampia prova del sacrificio della competenza a favore della stabilità e gestione del potere. Producendo di fatto una genesi o, meglio, un terreno fertile all’abbandono della competenza a favore della comunicazione. Il che, per un partito progressista rappresenta un ossimoro, una vera contraddizione in termini. Pur di “conservare” il potere ci si è dimenticati di progredire, rimanendo rigidamente impermeabili alle competenze e alle sapienze non di reggimento. A riprova del mio ragionamento, la velocità e la dinamica di “Rise and Fall” del M5S, che per primo ha intuito i paradigmi vincenti alla conta delle schede, ma che poi è caduto nella rete dei tonni della conservazione del potere. Anche loro.
Non tanto diverso dal “R&F” del PD marchigiano negli ultimi 5 anni. In realtà qui si dovrebbe parlare solo di Declino, nessuna Crescita. Sulle ceneri della caduta del M5S molti animali politici attuali hanno capito che la crescita di un movimento/consenso non arriva “da un’idea di città” oppure dall’”utilizzare argomenti che, nella loro sostanza, richiamano una tradizione politica di sinistra”, piuttosto dalla capacità di catturare ed inserirsi dentro i “like” che arrivano dal luogo che ha ucciso il valore della competenza a favore del valore della comunicazione. Modello Silvia Salis docet. E a questo ci arriverò in chiusura.
Più direttamente, i paradigmi associativi utilizzati da Pacetti e da Nobili appartengono alle loro generazioni e non sono più capaci di interpretare la movimentazione del consenso. Perché questo è l’obiettivo: la movimentazione del consenso. Non la vittoria di tematiche care alla sinistra piuttosto che alla destra. Ho volutamente usato ripetutamente il termine “paradigmi” in più di una declinazione “aggettiva” perché pur essendo termini ben chiari per la mia generazione (sono nel mezzo tra Pacetti e Nobili) sono parole che in termini comunicativi sono al pari delle mummie. Sono locuzioni che contengono concetti organizzativi e declinazioni relazionali causa/effetto ben chiari, ma oggi sono termini che non troviamo più in nessuno strumento di comunicazione e di marketing politico.
L’unico modello interpretativo dell’appropriazione in atto, da parte di chi vince, delle battaglie tipiche di chi ha perso è purtroppo basato sulla perdita di valore della competenza. Non conta saper fare e organizzare il proprio sapere per un risultato, conta seguire un tema che cattura consensi. Che poi, come nel caso di Ancona Capitale della Cultura, che esista un risultato merito di persona competente, è fatto disperso, non rilevante. Come non rilevante che “donna che da sempre si colloca politicamente a sinistra” faccia l’assessore proprio alla cultura nella prima giunta di centro destra della città. Qualcuno ha forse alzato un ciglio di dissenso?
Non è vincente la competenza, ormai consegnata a ChatGPT, ma la velocità di cattura dei trend emotivi dell’elettorato. E ragionare per “ricostruire relazioni e creare strumenti di ascolto” oppure considerare che “il problema non è comunicativo. È politico” risulta, mi permetto di argomentare, non risolutivo né vincente. Ciò che è vincente è, purtroppo, secondo il mio pensiero, il marketing. E arriviamo a Silvia Salis. Essa è il perfetto risultato di una, per ora, perfetta operazione di marketing pensato, studiato e in corso di realizzazione.
Il paradosso? Il nuovo paradigma vincente è il più vecchio. Convincere più persone possibile di aver bisogno di qualcosa di cui non hanno oggettivamente bisogno, finché quel bisogno è percepito talmente su larga scala da diventare un bisogno effettivo. E non mi piace affatto, perché questo ha ucciso la competenza.
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Foto di copertina di Tim Johnson su Unsplash
Carlo Raccosta
Carlo Raccosta è dottore commercialista con esperienza nel mondo della PA e delle società in mano pubblica. Si è occupato di Riprogettazione organizzativa per ministeri e agenzie fiscali.