05/06/2026

Letto sui giornali: da mare a mare


Come nelle migliori tragedie classiche, quando la situazione sembra disperata e senza via d’uscita, ecco che l’intervento del “deus ex machina” risolve d’improvviso la situazione: i conflitti svaniscono e si ristabilisce l’ordine. Così, dopo tredici anni (anche la durata del dramma si avvicina al topos classico) di discussioni, contrasti, divisioni e un’elezione amministrativa persa, l’iniziativa organizzata dal gruppo consiliare di Carlo Pesaresi (Ancona Diamoci del Noi) sull’Area marina protetta, al The Mole del Lazzaretto, mercoledì 3 giugno, compatta il Centrosinistra, comprese le formazioni non rappresentate in Aula. Tra i tanti interventi della politica (regionale e comunale) e del mondo della scienza, il più atteso è quello della segretaria cittadina del Pd -partito con posizioni nel tempo controverse rispetto al tema- Federica Fiordelmondo, che affidandosi al latino sentenzia: «Non è più il tempo dell’an, ma semmai del quo modo». La creazione dell’Area marina protetta non è più una cosa su cui discutere, il nodo è solo come realizzarla. A dare la notizia per prima è la testata online VivereAncona che all’indomani dell’incontro titola: «Sull’Area Marina Protetta “Costa del Monte Conero” il centrosinistra è unito e ne chiede l’istituzione in tempi rapidi». A poche ore di distanza, sempre giovedì 4 giugno, arriva AnconaToday: «E all’improvviso il campo progressista converge sull’Area marina protetta. Federica Fiordelmondo (Pd): “Non è più il momento del se, ma del come”». Stamattina, 5 giugno, sul punto atterra anche Il Resto del Carlino: “Il Pd si sposta a sinistra e ora dice sì all’Area Marina Protetta”.
Forse il primo passo sul lungo percorso che porta alle Comunali del 2028, l’appuntamento con cui il fronte progressista proverà a riconquistare Ancona.

E mentre Daniele Silvetti festeggia il suo terzo anniversario da primo cittadino con una lunga intervista a Il Resto del Carlino, domenica 31 maggio: «Il sindaco si racconta: “Un crescendo continuo. Assoluzione liberatoria”», il 2 giugno sempre il quotidiano di corso Mazzini dà voce alla segretaria Fiordelmondo che ha organizzato per il prossimo 12 giugno un incontro con tutte le compagini del Centrosinistra in vista delle Amministrative: «Verso le elezioni del 2028. Il Pd chiama a raccolta tutte le forze progressiste». Non si parlerà di alleanze o candidature, spiega la leader del Pd anconetano, ma di temi, anche quelli che dividono. Superata la questione dell’Area marina, resta dunque quella del banchinamento del Molo Clementino, a cui fa riferimento la stessa Fiordelmondo, nonostante l’opera sembri sempre più avvolta dalle nebbie, tanto che, si è letto, anche Mirco Carloni, presidente in pectore dell’Autorità di sistema portuale, avrebbe glissato sulla questione durante le audizioni di Camera e Senato (Corriere e Carlino ne scrivono giovedì 4 giugno). Si vedrà cosa emergerà dall’incontro del 12 che pare proseguire ed ampliare il solco tracciato da quella Carta d’intenti presentata lo scorso 17 aprile al Teatro Cinema Italia da Ancona Diamoci del Noi ed Altra Idea di Città, con l’obiettivo di affrontare alcuni dei temi più rilevanti dell’agenda politica cittadina. Che il dado sia ormai tratto? Due anni sono ancora lunghi, ma si può dire che dopo un decennio di stallo, la svolta sull’istituzione dell’Amp rappresenti «un importante passo avanti e un’inversione di tendenza in termini di coesione», riprendendo AnconaToday. Una mossa politica certo per segnare la differenza da un Centrodestra regionale che, per usare le parole di Maurizio Mangialardi, consigliere dem a Palazzo Leopardi, ha presentato un «programma quinquennale per le Aree Protette 2026-2030 mediocre, privo di visione e di coraggio, oltre che sprovvisto delle necessarie risorse» e da un presidente del Parco del Conero, (ente che aspira a diventare nazionale) che solo poche settimane fa aveva definito la possibile Amp come «l’ennesimo carrozzone», ma probabilmente anche un’analisi più lucida della realtà.

Dall’idea di una forma di protezione del territorio fatta di vincoli e divieti si sta facendo invece strada l’idea dell’ormai improcrastinabile necessità di uno strumento di tutela complessiva di terra, coste e mare, prima che non ci sia più nulla da tutelare. Lunedì 1 giugno, il Corriere Adriatico pubblica una mappa delle spiagge accessibili lungo la costa sirolese del Conero: il litorale è quasi completamente rosso (vietato), alcuni tratti sono arancioni (interdetti solo via terra), altri ancora gialli (a fruibilità limitata). L’unico punto verde con fruibilità piena è spiaggia Urbani. Il nuovo provvedimento emesso dal sindaco, Filippo Moschella, non sarebbe altro che un riordino delle numerose ordinanze che si sono succedute nel tempo e che restituiscono un’immagine impietosa di una delle località più prestigiose della Riviera del Conero. Da Sirolo a Portonovo, dove le «spiagge sono mignon» (titola il Corriere mercoledì 3 giugno) con gli operatori ad invocare i lavori di paleggiamento e livellamento della battigia e altri mille parcheggi a monte, aumentando la stagionalità del park “Pieri” in deroga al limite dei 90 giorni imposti dal Parco. Qualche giorno prima, il quotidiano di via Berti apriva la prima con: «Baia, auto pure nel bosco». Nel lungo weekend a cavallo tra fine maggio e inizio giugno, Portonovo è stata presa d’assalto da auto e moto, riportano tutte le testate locali. Nel caso specifico, gli avventori delle rinomate spiagge, non trovando parcheggio nei posti a ridosso del litorale, hanno pensato bene di distruggere delle staccionate per posteggiare direttamente dentro l’area verde sottoposta a tutela regionale, finendo opportunamente multati. L’episodio è stato l’espediente per tornare a scrivere dell’inefficacia della Zac (Zona ad accesso controllato) sperimentata lo scorso anno e mai realmente partita, con il database delle targhe autorizzate a scendere al mare pronto non prima del 2027. Ma Zac funzionante o meno, stando almeno alle ricostruzioni: semafori rossi per i parcheggi a valle, park a monte vuoti e navette operative, per quanto a frequenze ridotte, non si può che concordare con quanto dichiarato dall’assessore alla Mobilità, Giovanni Zinni, a Il Resto del Carlino di domenica 31 maggio: «Questa gente senza scrupoli non si merita Portonovo. Ci vuole rispetto per la natura del Parco del Conero. E noi non impediamo a nessuno di scendere in baia anzi, grazie al Comune con i park scambiatori e il tpl dedicato garantiamo a tutti l’accesso». Il principio di democraticità che eviti di rendere la Baia un luogo esclusivo destinato ai pochi che possono permettersi una «tintarella luxury», per citare un altro titolo del Corriere di domenica 31 maggio, deve andare però di pari passo con una gestione sostenibile della reale capacità di ricezione di quei luoghi.



Agnese Carnevali
Agnese Carnevali

Giornalista professionista, è stata cronista per vent’anni per le redazioni dei quotidiani locali, Corriere Adriatico prima ed Il Messaggero poi, per approdare infine all’online fondando la testata Cronache Ancona. Negli anni ha lavorato per uffici stampa pubblici e privati di vari settori, dalla cultura allo sport alla politica, anche come freelance. Da qualche anno è insegnante precaria nella scuola superiore, ma non ha mai abbandonato gli strumenti del mestiere: scarpe buone ed un taccuino di appunti.


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