Caro Silvetti, che cos’è davvero provinciale?
Caro Diario,
in un recente post pubblicato sui suoi social il Sindaco Daniele Silvetti contrapponeva la misera meschinità da provinciali di alcuni consiglieri d’opposizione alla sua azione evidentemente cosmopolita.
Al di là del brutto tono livoroso usato da Silvetti, tipico più di una cicala a cui hanno toccato il fondoschiena che del nostro usualmente pacato Sindaco, l’intervento ha suscitato in me una riflessione.
Il punto di Silvetti è chiaro: voi, meschini provinciali, vi occupate solo di polemiche da cortile (il casus belli del momento erano i biglietti per il concerto di Vasco generosamente regalati dalla giunta locale alla casta politica cittadina), noi invece pensiamo in grande e grande facciamo la città.
E giù l’immancabile elenco di risultati, intercalato da offese agli avversari, per i suoi ormai tre anni e più di governo: il trilaterale con Croazia e Slovenia, le manifestazioni Popsophia e Lonely Planet, il G7 Salute, la festa delle forze armate con il Presidente Mattarella, i campionati nazionali universitari, la riqualificazione di Piazza della Repubblica, gli arredi di corso Garibaldi, la nomina di Ancona capitale della cultura italiana, i concerti di Vasco Rossi e Tiziano Ferro, i posti letto per gli universitari, l’aula studio in Piazza Roma, la presentazione dei palinsesti Rai alle Muse, Sky Calciomercato a piazza del Papa, il Vinitaly in the City, il ritorno del presepe (non dovrei aver dimenticato nulla).
Alla fine della lettura una domanda però mi è sorta spontanea: ma cos’è davvero provinciale?
È provinciale la critica politica dell’opposizione (anche quando sfocia nella polemica) o è provinciale il gonfiarsi il petto e raccontare come imprese eccezionali momenti che dovrebbero rappresentare la storia ordinaria di un Capoluogo di Regione?
È provinciale l’attacco politico su un tema rivelatosi interessante per molti cittadini, o è ben più provinciale la pompa magna nel celebrare momenti tutt’altro che straordinari (tranne -va sempre evidenziato- la nomina di Ancona Capitale della Cultura)?
È provinciale gonfiare la coincidenza di alcuni eventi significativi, fino a trasformarli in un racconto epico? (l’assessore Eliantonio ha testualmente detto che “è stata scritta una pagina di storia”).
Ci sono amministrazioni che parlano poco e lasciano che siano le trasformazioni a raccontarle. E ce ne sono altre che sentono il bisogno di magnificare ogni risultato, quasi a voler convincere prima di tutto sé stesse di aver compiuto qualcosa di eccezionale. Cos’è provinciale?
Di questa tendenza dei nostri gentili amici di governo ad esaltare l’ordinario e confonderlo con lo straordinario avevo già scritto (qui), ma il Sindaco ahimé appare davvero appassionato al tema e non riesce a discostarsi dal suo cliché. E allora vediamole, queste stellette che il Sindaco, da bravo generale, si è cucito sulla giacca Blu Facebook.
Cominciamo con il riferimento ai meeting internazionali. Da quando i ministri di 6 Paesi e il Presidente della Commissione europea, oltre venti anni fa, sottoscrissero nella nostra città la “Dichiarazione di Ancona” sulla cooperazione regionale nell’area adriatica e ionica (del che la sede ad Ancona dello IAI) e dalla successiva creazione della MacroRegione adriatico ionica e la costituzione dei diversi Forum, Ancona è stata protagonista continua ed indiscussa di numerosissimi incontri internazionali ad altissimo livello soprattutto tra paesi dell’area balcanica. Sempre sul lato internazionale, incautamente si richiama il G7 tematico del 2024. Beh, in quell’anno in Italia di G7 tematici se ne sono tenuti ben 23! Molti di questi in città che non sono esattamente metropoli (es Assisi, Solfagnano, Pescara, Matera, Mirabella Eclano, Siracusa, Villa San Giovanni, Forlì, Stresa, Capri, Trento etc…)
Quanto al Presidente Mattarella, credo che dalla sua elezione ad oggi sia stato 13 o 14 volte nelle Marche (spesso nei territori del sisma, due volte a Pesaro, due a Fabriano, una a Recanati e Loreto, l’ultimo 25 aprile lo ha trascorso a San Severino Marche…).
Non c’è dubbio che Piazza della Repubblica rappresenterà un bell’intervento, lo dico da sempre, come bella fu all’epoca la riapertura del teatro delle Muse, la riqualificazione di piazza Cavour o la riapertura del porto antico. Sugli arredi di corso Garibaldi forse è il caso di stendere un velo pietoso (al di là che ci piacciano o meno) visto che ogni giunta che arriva in questa città da 20 anni a questa parte si sente quasi in dovere di metterci mano, facendoci pagare la propria versione di panchine e lampioni con annessa foto ricordo e benedizione episcopale.
Quanto ai concerti di Vasco (se non sbaglio questa era la sua quarta volta al Conero) e Tiziano Ferro, beh, si fa fatica a pensare che siano merito di questa amministrazione.
Vogliamo davvero parlare di Lonely Planet e Popsophia? Si tratta di format che girano alla ricerca del miglior offerente, peraltro Lonely Planet se n’è subito andata via da Ancona alla volta di Genova, mentre Popsophia, cortigiana indiscussa dei festival di provincia, dopo aver amoreggiato con Civitanova, Fermo e Jesi, si è già un po’ stancata della dorica per tornare con il cuore al suo primo amore pesarese.
Resta la kermesse della Rai e l’ospitata del Calciomercato di Sky (altro format che si paga, l’anno scorso era a Senigallia) su quelli non mi esprimo, questione di gusti. Ciò che di sicuro non è di buon gusto è magnificare l’eccezionalità di manifestazioni sportive di rilevanza nazionale, perché nella nostra città si tengono regolarmente da anni, grazie alla presenza di impianti all’altezza.
Sulle politiche per gli studenti universitari e sugli specchietti per le allodole fatti luccicare da questa giunta abbiamo già abbondantemente detto (leggi qui) e molto altro ci sarà da dire ma non in questa occasione. Sorvolo, infine, sull’esaltazione del presepe, sul decoro al Piano e sul nuovo gabbiotto per il vigile urbano in Piazza Ugo Bassi.
Quindi, dicevamo: che cos’è davvero provinciale?
Se dopo oltre tre anni di governo di un capoluogo di Regione basta inaugurare un’opera o organizzare un evento per rivendicare una stagione di rilancio, allora il provincialismo è tutto in chi governa. È tutto nel suo orizzonte che chiede applausi per aver fatto ciò che, dopotutto, era doveroso fare. Perché in fondo è così: c’è chi ricorda che esistono montagne più alte e chi abbassa così tanto l’orizzonte da convincersi che basti il primo dosso per sentirsi un alpinista.