11/09/2026

Le Marche in piazza per i diritti delle persone disabili


Domenica 13 settembre si terrà ad Ancona la manifestazione del Disability Pride, promossa da Disability Pride Marche, realtà aderente al Disability Pride come movimento internazionale. L’appuntamento richiama l’attenzione dell’opinione pubblica su un tema che riguarda milioni di persone: promuovere una narrazione lontana dagli stereotipi abilisti, come modalità di rivendicazione che la disabilità non è qualcosa da cancellare o di cui vergognarsi ma parte integrante dell’identità delle persone.

Una questione di diritti
Il Disability Pride nasce per ribadire un concetto centrale: la disabilità non è un problema individuale da compatire, ma una questione sociale e politica. Le barriere che le persone disabili incontrano ogni giorno —architettoniche, lavorative, comunicative, culturali— non sono una conseguenza inevitabile delle loro condizioni, ma il risultato di una società costruita senza tenerle in considerazione.
Come ricorda la Carta comune dei valori del Disability Pride Network nazionale, a cui Disability Pride Marche aderisce, fintanto che le persone con disabilità saranno guardate con atteggiamenti paternalistici e meramente assistenziali, resterà da affrontare una sfida culturale prima ancora che normativa. Per questo il movimento chiede un rinnovamento culturale lungo tre direttrici: inclusione, empowerment ed esercizio dei diritti.
La disabilità costituisce un elemento fondante della nostra identità; con il Disability Pride, celebriamo l’orgoglio di essere persone disabili, rivendicando la nostra condizione senza timore e riappropriandoci del valore unico della nostra esistenza. Con la medesima fierezza esigiamo il riconoscimento e la salvaguardia dei nostri diritti e dell’autodeterminazione, troppo spesso calpestati, abusati e sistematicamente negati.
Denunciamo l’assenza di giustizia sociale ogni volta che le tutele vengono degradate a semplici concessioni, favori o atti di mera solidarietà assistenziale. Ci opponiamo fermamente alle discriminazioni abiliste sistemiche che affliggono le nostre vite in ogni ambito e contesto della società civile. Quanto più il nostro corpo-mente è considerato difettoso o meno valido, tanto più cresce il nostro orgoglio nel mostrarci nell’interezza della nostra identità.

Le richieste
• accessibilità reale e non solo formale degli spazi pubblici, dei trasporti, dei servizi e delle informazioni;
• Indipendenza e autodeterminazione, garantendo a ogni persona disabile il diritto di vivere, lavorare, studiare e muoversi con il supporto necessario;
• la fine della retorica pietistica e abilista, attraverso un cambiamento nel modo in cui media, istituzioni e società raccontano la disabilità, superando linguaggi, immagini e rappresentazioni stereotipate;
• la partecipazione diretta delle persone disabili alle decisioni che le riguardano, perché nessuno deve decidere sulla nostra vita senza la nostra voce.

Il programma
Il punto di ritrovo è davanti lo Stadio Dorico lato viale alle ore 16 ed arriveremo in piazza IV Novembre davanti al monumento.
All’inizio e alla fine ci saranno gli interventi delle varie organizzazioni che hanno aderito.

Linee guida per giornalisti

  • Non usare toni pietistici o sensazionalistici
  • essere consapevoli che non si parla di un problema individuale ma di una questione di diritti civili
  • non indugiare con la telecamere sulle ruote delle carrozzine o ausili senza riprendere le persone
  • La policy dei giornalisti è spesso quella di informarsi sulla causa della disabilità della persona intervistata. La nostra “policy” è di non specificare dettagli sulla condizione ai giornalisti che dovessero chiederla. Quindi chiediamo il favore di non chiedere la causa della disabilità, anche perché riteniamo che la disabilità sia un problema più sociale che medico, nel senso che, quando ci sono mancanze di servizi, insistere sulle patologie non ha troppo senso, incoraggia una visione medicalizzata delle persone disabili e una prospettiva pietistica (e frammenta il movimento per i diritti dei disabili) e fa distanziare da ciò che è importante, cioè un movimento per i diritti civili pari a quello delle persone gay, di colore e delle donne
  • è buona norma per un linguaggio giornalistico aggiornato e rispettoso evitare espressioni come “costretto su una carrozzina” “affetto da disabilità” “malati” “persone meno fortunate”. Quindi sì a: “usano carrozzine” “sono disabili” e concetti come “indipendenza” e “cittadini con diritti”. Cerchiamo insomma di evitare la medicalizzazione e il pietismo e di spingere il discorso pubblico verso il fatto che è una questione sociale e urgente. Una questione di diritti umani.


Disability Pride Marche
Disability Pride Marche

Il Disability Pride è un movimento culturale e sociale che afferma la fierezza di essere persone con disabilità in una società che troppo spesso tende a considerare la disabilità come un difetto, una vergogna, un peso, un limite. Il Disability Pride grida la fierezza per la nostra identità, quella di persone che non temono la propria vita ma la rivendicano e se ne riappropriano nella potenza del suo valore irripetibile.

Autrici: Annalisa Pagliari e Federica Reali – Disability Pride Marche


Ti è piaciuto questo articolo?  Leggi anche gli altri.

Ancona ri | vista a colori
Ideata e fondata da Carlo Maria Pesaresi

Privacy Policy

© 2024 – È consentita la riproduzione e la libera diffusione di testi e immagini, citando la fonte

Privacy Preference Center