Letto sui giornali: De Angelis, la ribalta nazionale che Ancona non merita
L’ha fatto di nuovo. Dopo il post omofobo del 2024: una foto di uomini che indossavano tacchi e il commento: «In caso di guerra, gli “uomini” sono pronti…» e prima ancora, nel 2023, il lancio della raccolta firme per la proposta di legge “Un cuore che batte” -per costringere le donne ad ascoltare il battito del feto prima dell’interruzione di gravidanza- martedì 13 ottobre, la consigliera comunale di Fratelli d’Italia, Maria Grazia De Angelis nel presentare in Aula una mozione contro la «cristianofobia» ha parlato di Gaza come «di una spiaggia della Riviera romagnola» a confronto delle persecuzioni che subiscono i cristiani nel mondo. Se non fosse così convinta di essere nel giusto -anzi di essere addirittura «bullizzata per le sue opinioni solo perché cristiana praticante», come dichiarato a Il Resto del Carlino di giovedì 15 ottobre-verrebbe da pensare che quella di De Angelis sia una strategia. Conquistare la ribalta delle cronache, anche nazionali, almeno una volta all’anno per qualche affermazione retrograda ed integralista, e ricordare, nel caso qualcuno l’avesse dimenticata, la sua presenza tra gli scranni in Consiglio comunale. Scranni tra i quali, rassicura cittadini ed elettori, resterà comodamente seduta, avendo già dichiarato «Non mi dimetto, quella era soltanto una battuta» (Carlino, 15 ottobre). Nessuno si è divertito. Non di certo l’opposizione che ha lasciato sdegnata l’emiciclo comunale, chiedendo nei giorni successivi le dimissioni di De Angelis. Ma neanche molti dei suoi colleghi di maggioranza, compreso il sindaco, Daniele Silvetti, torvo in faccia -riportano le cronache locali- ma che ha preferito la “ragion di Stato”. Meglio rimanere in silenzio e non prendere le distanze dalle affermazioni dell’esponente di FdI, né prima né dopo la votazione, e richiamare quanti tra i suoi consiglieri si erano allontanati dalla seduta, affinché non venisse meno il numero legale e la mozione fosse votata. Alle parole di De Angelis, infatti, all’opposizione che non ha partecipato al voto si erano aggiunti tre consiglieri della lista del sindaco: Giulia Fedele, Teodoro Buontempo e Silvia Fattorini; solo la terza alla fine (riportano i quotidiani mercoledì 14 ottobre) ha mantenuto la sua decisione, nonostante i richiami del primo cittadino, e non ha preso parte alla votazione. Alla fine la mozione è stata approvata, al limite del numero legale, con 19 “sì’” e un astenuto, Francesco Andreani della lista Ripartiamo dai Giovani dell’assessore Marco Battino.
Non c’è traccia, in questa vicenda, di quel Silvetti che lo scorso maggio tuonava contro il Governo di Israele per l’arresto degli attivisti anconetani della Flotilla: «Vergognose azioni criminali, intervenga il Governo», titolava il Corriere Adriatico il 20 maggio. Il primo cittadino si era spinto anche oltre, rifiutando al visita istituzionale in città dell’ambasciatore israeliano Jonathan Peled, prevista per il 29 maggio. «La visita non è gradita, sequestrati nostri concittadini», ancora il Corriere Adriatico del 21 maggio. In barba alle posizioni del primo cittadino comunque, circa un mese dopo, si è presentato ad Ancona Yaron Sideman, dal 2024 l’ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, ospite dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo e del vescovo, Angelo Spina, che hanno anche evitato di informare l’Amministrazione, accortasi dallo spiegamento delle forze dell’ordine della presenza del diplomatico. «Inopportuno, chiamo Tajani» aveva concluso Silvetti (Corriere Adriatico, 17 giugno).
FdI minimizza o sostiene apertamente la consigliera, dall’europarlamentare Carlo Ciccioli «Noi non ci siamo indignati. Però nella polemica politica bisogna misurare le frasi, non puoi dire queste cose qui» (Corriere Adriatico, 15 ottobre) al coordinatore di Ancona, Marco Ausili, che ribalta la discussione: «De Angelis ha utilizzato un’espressione fuori misura, ma sulla persecuzione dei cristiani la sinistra ha scelto la polemica anziché il confronto; messa in scena l’ennesima strumentalizzazione politica, abbandonando l’aula pur di sottrarsi al voto su una mozione importante» (Il Resto del Carlino, 15 ottobre).
Così, mentre si fa scempio delle sedi istituzionali dove ormai ogni abiezione può essere espressa senza vergogna, imbarazzo o minimo senso di inadeguatezza, il centrodestra si compiace di sé. Soprattutto i meloniani, sia per il punto aggiunto al loro pallottoliere nel continuo braccio di ferro con il sindaco sia perché la maggioranza ha tenuto: «L’unità del centrodestra mi sembra stabile e consolidata» ha sottolineato Ciccioli al quotidiano di via Berti di giovedì 15 ottobre.
Ancora qualche giorno di clamore, poi De Angelis potrà tornare alla sua intensa attività amministrativa, come quella per la quale aveva ricevuto la delega da parte della Giunta, per l’organizzazione della Festa delle associazioni del Piano nel 2025, in un’ottica di inclusione. Festa diventata “Sotto il cielo del Pià”, con un anno di ritardo, lo scorso 30 maggio 2026. Incarico ricevuto per la sua conoscenza del quartiere, tanto che De Angelis aveva dichiarato: «Non avevo idea che ci fosse un tessuto così ricco e straordinario di piccole associazioni, alcune magari non così piccole, che si occupano quotidianamente delle comunità straniere e dei loro bisogni. Mi creda sono rimasta favorevolmente sbalordita» (Il Resto del Carlino, 10 settembre 2025). Ma ha annunciato anche un prossimo intervento in commissione sul fine vita: «su questo io avrò molto da dire» ha anticipato parlando al Carlino di giovedì 15 ottobre e aggiungendo: «anche se credo che non me lo faranno dire. Il mio obiettivo è porre l’attenzione sugli atti contro le persone e contro gli oggetti e i soggetti sacri e i luoghi di culto, ma di più contro la Particola (l’ostia, ndr) che per noi rappresenta il corpo di Cristo ed è come se uccidessero qualcuno. Ecco, per chi compie questi gesti sacrileghi servirebbero delle pene».
Intanto, quello che resta, come scrive nel suo fondo del 14 ottobre, Andrea Brusa, responsabile della redazione di Ancona de Il Resto del Carlino, è «il peggio di ciò che può offrire la politica. E non lo diciamo “solo” per la frase pronunciata dalla consigliera FdI nel paragonare Gaza alla Riviera romagnola. Perché ieri (martedì 13 ottobre, ndr) nell’Aula che dovrebbe rappresentare la città tutta si è visto e sentito un bestiario senza precedenti».
Agnese Carnevali
Giornalista professionista, è stata cronista per vent’anni per le redazioni dei quotidiani locali, Corriere Adriatico prima ed Il Messaggero poi, per approdare infine all’online fondando la testata Cronache Ancona. Negli anni ha lavorato per uffici stampa pubblici e privati di vari settori, dalla cultura allo sport alla politica, anche come freelance. Da qualche anno è insegnante precaria nella scuola primaria, ma non ha mai abbandonato gli strumenti del mestiere: scarpe buone ed un taccuino di appunti.