02/10/2026

Ancona capitale della cultura. E della salute?


Ho partecipato anche io come relatore a uno degli eventi che si è tenuto nell’ambito di Extra Salute Ancona, ovvero “il festival del vivere bene sotto ogni punto di vista”. Il punto di partenza di Extra Salute, manifestazione giunta alla terza edizione e partita in occasione dell’incontro del G7 Salute del 2024, è che la salute è fortemente influenzata da molti altri fattori oltre che dalla offerta di servizi sanitari. Il Festival doveva dunque fare il punto su come questi “altri fattori” siano presenti in città.

Proviamo a descrivere il Festival in base alla presentazione dell’evento nel sito del Comune di Ancona da cui ricavo innanzitutto la sua ricca offerta : “Sei le location della Mole Vanvitelliana protagoniste con l’Auditorium con i suoi tre eventi show, la Sala Boxe, la Sala Tabacchi, la Sala Polveri e l’aula didattica. Ben 232 le attività prodotte in tre giorni, con oltre 60 laboratori, 25 screening gratuiti, 35 stand, 40 incontri e poi talk show, performance, dimostrazioni, desk informativi”. Lasciamo perdere che della Mole si anticipano sei location ma se ne elencano cinque e passiamo a riprendere dalla presentazione del Comune l’organizzazione dell’iniziativa e la descrizione del tema che la stessa intendeva mettere al centro. Per quanto riguarda l’organizzazione, il Festival intendeva promuovere “una preziosa sinergia tra istituzioni, aziende sanitarie, scuole, università, associazioni, enti del terzo settore e realtà economiche del territorio attraverso un lavoro condiviso che contribuisse a rafforzare la consapevolezza del valore della prevenzione e a promuovere il benessere come responsabilità collettiva”. Il tema fondamentale era invece “One Health: la salute umana, salute animale e salute ambientale come dimensioni strettamente interconnesse”. Ancona aspirava a diventare così “un laboratorio aperto in cui riflettere e agire sui temi del benessere, degli stili di vita corretti, dell’alimentazione, del movimento, della formazione e della cittadinanza attiva. In questo senso, Ancona, città di mare e di scambi, offre il contesto ideale per sviluppare una riflessione che mette in relazione la qualità della vita delle persone con quella dell’ambiente in cui vivono”.

L’evento a cui ho partecipato si è tenuto alla Sala Boxe sabato 26 sul tema dal titolo “Arte come terapia, motivazione, apprendimento” con sottotitolo “Un’esperienza che unisce benessere individuale e comunità, contribuendo a migliorare la qualità della vita di chi la pratica”. L’incontro promosso da Unitre (l’Università delle tre età) prendeva spunto da un laboratorio di arti espressive che il mio amico Giampaolo Cipriani gestisce come docente e animatore. Il mio ruolo era quello di collegare l’arte al tema più generale del festival e cioè il miglioramento della salute nelle persone e nella comunità. Per prepararmi a questa operazione ho un po’ ripercorso i passaggi che hanno portato l’arte nelle sue molte forme a contribuire alla tutela della salute di chi la pratica. Ho ritenuto che valesse la pena condividere alcune delle riflessioni che ho maturato in questo percorso con l’obiettivo di verificare se alla vetrina di Extra Salute Ancona corrisponda la presenza nella città di un processo organico per rendere la salute dei suoi cittadini effettivamente migliore attraverso una serie coordinata di interventi sugli “altri fattori” che la condizionano. L’obiettivo è quello di arrivare ad alcune proposte migliorative.

Partiamo dagli aspetti positivi. La manifestazione è stata molto partecipata e per quel che ho visto ben organizzata, si è svolta in una splendida sede ed ha consentito a tante realtà di varia natura di rendersi visibili e di incontrarsi. Ma soprattutto il tema al centro del Festival è oggi quanto mai centrale: la salute non si tutela solo con un buon sistema sanitario, ma la si promuove con il coinvolgimento di tutta la società e delle comunità. Qui un piccolo approfondimento del termine “promozione della salute” è necessario per distinguerlo da quello di “prevenzione”, visto che si tratta di due termini che a volte sono considerati come sinonimi, ma non lo sono. La prevenzione si riferisce alla difesa contro le malattie con interventi tipici di un sistema sanitario come ad esempio le vaccinazioni, l’educazione sanitaria, il controllo dell’inquinamento ambientale, gli screening per la diagnosi precoce delle malattie, l’igiene degli alimenti e così via. La promozione della salute parte invece da due premesse: la prima è che la salute è tale solo se corrisponde non solo ad una assenza di malattie, ma ad un benessere complessivo sia fisico, che mentale e sociale e la seconda è che sulla salute influiscono tantissimi fattori intrecciati tra loro di natura ambientale, sociale, economica e culturale. Gli interventi di promozione della salute sono finalizzati a rendere un individuo, una comunità, un paese “più in salute” agendo su questi fattori. Su queste premesse si basa anche l’approccio “One Health” (che possiamo tradurre in italiano come “La salute è una sola”) che è esplicitamente posto alla base “filosofica” del Festival. Fare proprio l’approccio “One health” è molto impegnativo perché prevede che tutte le politiche convergano verso un unico obiettivo: favorire la salute sia umana, animale e ambientale. Se uno scorre il ricchissimo programma del Festival vede come tanti dei fattori che influiscono sulla salute dei cittadini e delle comunità sono stati affrontati nei vari eventi. Da segnalare il ricchissimo spazio dedicato all’infanzia e all’età evolutiva e la copertura di quasi tutte le tematiche ricomprese dentro il tema generale della promozione della salute: alimentazione, attività fisica, salute mentale, attività sportive, primo soccorso, attività creative, ruolo dell’arte, inclusione sociale, ecc.

E adesso veniamo agli aspetti propositivi. Dai temi trattati sono stati esclusi alcuni temi che andrebbero ripresi non solo nella prossima edizione del Festival, ma nella operatività concreta quotidiana sui temi della salute: la salute ambientale, le nuove forme di dipendenza come le ludopatie e la educazione a un uso migliore dei servizi sanitari e sociali. Ma oltre ad allargare lo sguardo su un più ampio ventaglio di problematiche il salto di qualità si potrebbe fare in due modi: avviare un progetto di prescrizione sociale e rilanciare il progetto Ancona città sana. Due parole su ognuno di questi due possibili sviluppi.

La “prescrizione sociale” è la trasformazione di un sistema di opportunità presenti nella città in una offerta attiva di queste opportunità ai cittadini che ne hanno bisogno. Per capirci oltre ai farmaci e alle visite si potrebbero prescrivere ai cittadini visite ai musei, partecipazione a cori, corsi di pittura, ecc. Questo ambizioso progetto richiede un ripensamento profondo del rapporto tra sistema sanitario, sistema dei servizi sociali e sistema sociale nel suo complesso. Un progetto che dovrebbe raggiungere soprattutto chi è più debole soprattutto perché è più solo.

Ancona città sana. Ancona fa già parte da anni della Rete italiana delle città sane, ma è una partecipazione che va rilanciata. Rilanciare questa partecipazione vuol dire porre le basi perchè il Festival di Extra Salute sia più di una vetrina. Per riuscirci il Festival deve diventare l’incontro di verifica annuale di un Progetto con una sua organizzazione, sue risorse e suoi obiettivi. Vediamo se qualcuno raccoglierà questo stimolo.

PS Grazie al mio amico Giampaolo Cipriani per avermi coinvolto e fatto studiare.



Claudio Maffei
Claudio Maffei

Medico in pensione con una lunga esperienza di Direzione Sanitaria dopo un decennio di lavoro all’Università.
Si occupa tuttora di politica sanitaria su cui pubblica contributi in varie testate nazionali e regionali.
Ama la sua città e vorrebbe contribuire a migliorarla.


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