02/05/2025

Ancona, cosa resterà dell’Operazione Nostalgia?


Cosa resterà di questa operazione nostalgia? Questo è ciò che in queste ore si stanno chiedendo i tifosi dorici. Dopo la debacle casalinga con il Castelfidardo (0-4!) che di fatto ha determinato l’esclusione dei biancorossi dai playoff, per quel che possa interessare, dopo 2 gare in casa con il pubblico che ha preferito restare fuori dal settore, a un turno dalla fine dei giochi sembra di essere di nuovo vicini al game over.

Gadda e Guerini sembrano arrivati anche loro ai saluti di fronte ad un società che non ha dato ciò che chiedevano. Malumori, poche speranze e un brutto calcio è quel che resta di questa stagione e forse del calcio di casa nostra.
Questo e un’altra ennesima certezza: senza nulla togliere agli sforzi indiscutibili di chi ha investito su quello che per molti è ormai poco più di un giocattolo, è evidente che per questa piazza i salvatori della patria non esistono.

Non bastano le garanzie del primo cittadino che parlava di “un progetto serio”, un po’ come quando tranquillizzava tutti dopo i colloqui con Tiong, ve lo ricordate quello?
Non basta la passione di pochi in un piazza che era tiepida e ora rischia di diventare gelida.
Non basta e forse non serve.
Forse, più che chiedersi “chi avemo mazzato” dovremmo iniziare a fare i conti con una realtà destinata ad un livello avvilente.



Andrea Grassini
Andrea Grassini

Andrea Grassini è laureato in Scienze Giuridiche all'Università di Bologna. È attivo nel volontariato, appassionato di sport a tutto tondo e innamorato di Ancona.


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