24/04/2025

Bella Ciao, c’è un po’ di Marche nella storia del canto dei ribelli del mondo


Le ricerche dello storico della Resistenza marchigiana Ruggero Giacomini sono confluite nel libro “Bella Ciao. La storia definitiva della canzone partigiana che ha conquistato il mondo” edizione Castelvecchi. Simbolo della lotta partigiana, è forse diventata la canzone più famosa al mondo. La sua notorietà travalica lo spazio e il tempo: infatti la troviamo in ogni occasione in cui il popolo voglia affermare la propria dignità e contestazione civile nei confronti del potere.

Talvolta è stata anche “usata” da fenomeni di costume, come serie TV, ma resta comunque un canto che riesce a muovere animi ed emozioni. Diventato ormai patrimonio culturale mondiale, ne troviamo anche versioni spontanee durante numerose manifestazioni sparse in tutto il globo. Ma la sua origine è da sempre discussa e oscura. Come se dal nulla fosse emersa.

Il lavoro di Giacomini cerca di porre un punto e dare una nuova e, sua convinzione, definitiva origine. Nel libro infatti si rileva, da una lettera di una partigiana russa, fuggita da un campo di internamento di Macerata, che i suoi compagni e compagne “andavano a morire con il canto di “Bella Ciao”.
Circostanza confermata da un parroco del luogo che nel 1944 sottolineava come spesso i bambini affiancassero le brigate partigiane che transitavano nei paesi accompagnandoli nel canto di una canzone così facile da memorizzare.

Successivamente le brigate della Maiella che salivano verso nord, verso la metà del 1944, adottarono il canto, portandolo negli Appennini tosco emiliani.
Una prima forma di quasi inedita contaminazione tra nuclei di persone provenienti da regioni, culture e linguaggi differenti e spesso lontani, in epoche in cui l’emigrazione era ancora lontana.

Ecco che le Marche, regione lasciata un pò a margine nella storia della Resistenza al Nazi-Fascismo, riprendono un ruolo e uno spazio nella storiografia, grazie anche ad una canzone. Una canzone che echeggia e che non riuscirà ad essere assopita da qualsiasi forma di ostracismo o oblazione che si cerchi di operare.

Perchè certi fiori non smettono mai di spuntare



Simona Rossi
Simona Rossi

Simona Rossi è una libraia di centro città. Titolare della storica Libreria Fogola di Corso Mazzini, instancabile promotrice di cultura e spacciatrice di buona letteratura.


Ti è piaciuto questo articolo?  Leggi anche gli altri.

Ancona ri | vista a colori
Ideata e fondata da Carlo Maria Pesaresi

Privacy Policy

© 2024 – È consentita la riproduzione e la libera diffusione di testi e immagini, citando la fonte

Privacy Preference Center