Quando ho sentito Lucrezia Ercoli invitare sul palco, per introdurre l’ultima serata di Popsophia 2025, prima l’assessora Marta Paraventi poi Carlo Ciccioli, il primo pensiero è andato alla durata dell’evento, metà concerto metà letture ragionate. Sinceramente, se avesse invitato assessori e deputati del centrosinistra avrei avuto la stessa reazione, perché la passerella politica sui palchi della cultura la trovo insopportabile.
La serietà richiede di analizzare le rassegne che attraversano le Marche e l’Italia con rispetto per sé e per gli altri, ci provo. Il bisogno di contenitori che stuzzichino, ispirino, indirizzino il pubblico è diffuso da tanti anni e probabilmente risponde a un desiderio di molte persone di elevarsi “made easy”. Questo desiderio più che legittimo va in controtendenza con la quasi completa sparizione del compito assolto per decenni dal pensiero forte, dai grandi partiti, dai sindacati e dalla Chiesa. Quest’ultima si è sempre secolarizzata quando le serviva, mentre il mondo laico è molto più inesperto e va a tentoni, dando prova di minore elasticità di pensiero e maggior difficoltà di liberarsi della delusione di avere perso ciò che rappresentava.
Popsophia è un esempio di proposta di saperi, divertimenti, con l’approccio “popular” come è inteso negli USA, per cui alla portata di molti e col vantaggio di soddisfare chi la frequenta, dandogli un senso nella società.
L’edizione 2024 era stata dedicata a “Lo spettacolo del male” e nella struttura del Lazzaretto aveva incontrato il favore del pubblico e offerto alta qualità sia a livello cinematografico che di concerti rock. La formula si è mantenuta e ampliata quest’anno, il salto di qualità al Teatro delle Muse è riuscito, sia per la partecipazione a dibattiti, rassegne, visite a musei, che per la godibilità delle 4 plenarie. Si è potuto assistere a Arti Magiche (anche nascoste in Ancona), Italia Magica (Franco Battiato), Dei Digitali (Fellini, Lynch, Sorrentino, Bunuel), Esoterismo Pop (Hobbit, Harry Potter, tutti i draghi immaginabili), e non ci si può lamentare davvero.
Forse può risultare faticosa la combinazione tra Gennaro Carillo che ci ha informati e divertiti sulle superstizioni e sull’utilizzo dei sogni da parte dei registi, e il troppo pieno di ballerini, musicisti e scene di film peraltro sapientemente mixate. Ma l’ostacolo principale alla piena riuscita dell’evento restano gli interventi di Paraventi e Ciccioli, tesi a promuoversi come scardinatori della proverbiale ipercriticità anconetana, e promuovere il successo della manifestazione fino al Parlamento Europeo di Bruxelles.
Tanto Popsophia funziona nel divulgare, divertire, raccontare il pensiero filosofico aristotelico, platoniano, poi vichiano, machiavellico, e la nascita della scienza moderna, mantenendo il legame con la magia, col potere e con l’eternità, quanto il tentativo di piegare tutto al mercantilismo annoia.
Marcello Pesarini
Scrittore, amante dell'impegno politico, di origini nomadi nel centro nord e cuore seppellito a Genova.