01/08/2025

Che fine ha fatto il sindaco paladino dell’ambiente?


Abbiamo un problema! Anzi, IL problema. La giunta Silvetti ha poche idee e confuse. Le promesse intriganti di un Sindaco con sensibilità naturalistiche ed esperienze maturate alla guida del Parco del Conero avevano sicuramente favorito il successo del centrodestra, sembrava finalmente che la vocazione ambientalista potesse prender campo ma ahimé la realtà, purtroppo, è tutt’altra.
Ridurre il traffico cittadino, privilegiare mezzi pubblici, riaprire la stazione marittima. E mica solo questo: no al banchinamento del Molo Clementino, sì all’Area Marina Protetta. Un programma che aveva convinto perfino un noto allergologo del calibro di Floriano Bonifazi, messosi a disposizione a titolo gratuito quale consulente, garante della rinnovata attenzione a fronte di emergenze serie che angustiano la nostra città.
Un rapporto durato assai poco, causa azioni contraddittorie poste in essere dalla Giunta comunale, aggravato poi dalla decisione di procedere alla costruzione dell’impianto crematorio a Tavernelle, la goccia che deve aver fatto traboccare un vaso già colmo. Lì un intero quartiere si è ribellato, difficile escludere che altri cittadini possano seguire l’esempio, specie all’indomani del voltafaccia della Regione che di fatto ha dato il via libera: “Il crematorio s’ha da fare”. Il tema ormai chiama in causa tutti: è evidente che dopo le iniziali proteste in Consiglio e la raccolta di firme, ora l’azione richieda un salto di qualità. I Comitati Territoriali di Partecipazione appena insediati possono subito sperimentare la propria capacità di coinvolgimento e iniziativa concreta.

Quella dichiarata volontà -a parole- di fare i conti con le ragioni vere del grave inquinamento che avvelena gli anconetani sembra sempre più un velo pietoso per coprire il nulla. Le ultime notizie, a conferma del vuoto e della benché minima idea sul da farsi, le ha fornite la stampa locale svelando il piano comunale da 1200 nuovi posti auto. Non è necessario abitare il centro per rendersi conto che i residenti hanno bisogno di aree per la sosta. Ma ciò non significa sacrificare, come sembra, aree verdi e campetti da basket per ricavare parcheggi che avranno solo l’effetto di attirare maggiori volumi di traffico. L’assessore Tombolini, che pure di recente parole sensate le aveva pronunciate chiedendo più risorse per le manutenzioni delle scuole e meno per le feste, ha dichiarato che «Ancona ama la conservazione, io il divenire».
Peccato che poi i fatti non combaciano con le parole.

In tempi in cui fanno capolino aspirazioni (finte) di riprogettare la città non si può non ripensare agli indirizzi (veri) che negli anni ’70 avevano guidato l’approvazione del PRG: riqualificazione del tessuto urbano, parcheggi scambiatori a salvaguardia della qualità della vita, Ztl e promozione del trasporto pubblico. Anche gratuito. L’occasione è utile per ricordarlo al Sindaco, non di rado dispensatore di proclami sull’esigenza di coinvolgere i cittadini sul PUG. Non sarebbe il caso di chiamare forze sociali, economiche, Università e cittadini ad una discussione su come vogliamo la Ancona di domani? Una città davvero capoluogo capace di ripensare sé stessa, desiderosa di reagire al declino e progettare un futuro diverso. Per tutti. Ridurre gli squilibri, il consumo di territorio, rispondere al calo demografico e alle emergenze ambientali, con un pensiero nuovo per uno sviluppo sostenibile e non a scapito dell’equità sociale. Insomma, a servizio della comunità. Attrattiva, esempio del vivere bene, di valorizzazione di risorse uniche.
Di recente due studiosi attenti, di grande valore, come Roberto Danovaro e Mauro Gallegati hanno presentato un volume che raccoglie le forti preoccupazioni per come abbiamo ridotto i luoghi in cui viviamo. “La transizione ecologica è sempre più necessaria e urgente. Negare queste evidenze, non agire rapidamente determinerà gravi costi sanitari, economici e ambientali”. Un volume che quanti si candidano a guidare le Istituzioni dovrebbero tenere bene a mente. E sarebbe necessario che ci pensassero i cittadini, di tanto in tanto, a rinfrescar loro la memoria.

P.S.
L’enormità che vediamo ogni sera in TV e che leggiamo sui giornali, l’eccidio, la fame, la sete, subite a Gaza, è quanto di più ignobile possa accadere. Il nostro silenzio è correità. Siamo tutti abitanti di Gaza.

 

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foto di copertina tratta dal sito di Autorità Portuale



Andrea Raschia
Andrea Raschia

Andrea Raschia si è occupato per lunghi anni di problematiche organizzative e gestionali nelle pubbliche amministrazioni, del Comune di Ancona in particolare. Intende contribuire a contrastare la pericolosa indifferenza e dilagante apatia.


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