15/11/2024

CineTeatro Italia pronto a ripartire. Più bello e più necessario di prima. Intervista a Chiara Malerba


L’obiettivo era fissato a 5mila euro in tre mesi. In meno di due settimane, il contatore di produzionidalbasso.com ha superato quota 13mila euro per il Nuovo Cineteatro Italia – Spazio 360, sala storica di corso Carlo Alberto, rilevata nel 2021 e gestita dalla Teorema Cinema srls, che ha i volti di Chiara Malerba e Francesco Nocciolino. L’Italia, ultimo cineteatro rimasto al Piano, è stato chiuso dalla Commissione comunale di vigilanza per il pubblico spettacolo lo scorso giugno, per difetti di conformità dell’impianto elettrico. La Teorema si è attivata per adeguare la struttura. I costi ingenti dell’operazione hanno assorbito buona parte delle risorse da destinare agli investimenti per la proposta culturale, non solo cinematografica. Così l’idea di lanciare una raccolta fondi online. La campagna, partita lo scorso 5 novembre, è stata presentata il 4 novembre durante una serata ad hoc al Cinema Azzurro, l’altro spazio cittadino che porta la firma della società di Malerba e Nocciolino. Sala gremita, telecamere, giornalisti, battute e risate, ma anche la serietà nello spiegare il significato ed il valore dell’iniziativa e l’attenzione nell’ascoltare.

Chiara Malerba, il colpo d’occhio della sera del 4 diceva che Ancona c’era e non avrebbe lasciato al proprio destino il cinema Italia, ma vi aspettavate un successo del genere?
«Sinceramente no, non immaginavamo una risposta così massiccia, in così poco tempo. Una vera ondata di affetto che ci ha travolti e che mi commuove».

Nuovo Cineteatro Italia – Spazio 360, perché questo titolo alla campagna?
«Perché quello che vogliamo costruire con il ricavato del crowdfunding è un polo culturale nel senso più ampio possibile. Un contenitore che vada ben oltre le proiezioni sullo schermo, che guardi a teatro, musica dal vivo, reading, conferenze e incontri. È un progetto che non nasce oggi. È stato, infatti, il motore stesso dell’acquisizione della sala. Nel 2021 quando abbiamo riaperto l’Italia eravamo ben consapevoli che 630 posti non potevano essere sostenibili se dedicati solo al cinema. Dopo aver riportato i cittadini a riscoprire questo luogo e superato il post Covid eravamo pronti al giro di boa ed al grande salto».

E invece è arrivata la chiusura forzata.
«Sapevamo che l’impianto elettrico era datato e che non era stato manutenuto a dovere nei molti anni precedenti, ed è per questo che eravamo già intervenuti con tutti gli atti dovuti per consentirne l’attività. Comunque allo stop ci siamo subito attivati per sanare i rilievi mossi, ma quello che avevamo a disposizione era l’ultima mano della partita per poter riaprire, l’abbiamo giocata. Ora abbiamo un impianto a regola d’arte a cui manca solo la parola (ride, ndr). Possiamo persino accendere i riscaldamenti con una app».

Allora riapertura ormai prossima?
«Noi siamo pronti, ma dobbiamo attendere il nuovo sopralluogo della Commissione ed il suo verbale che ci autorizzi a riaprire. Abbiamo motivo di credere che questo avverrà tra una manciata di giorni».

Poi, sarà festa?
«Organizzeremo di certo un evento per festeggiare insieme e ringraziare tutti. Speriamo per i primi giorni di dicembre».

A quel punto partirà Spazio 360?
«La struttura è tirata a lucido, ma abbiamo investito tutte le nostre risorse ed abbiamo capito subito che ci sarebbe servita una mano per dare all’Italia -la sala di pubblico spettacolo seconda solo alle Muse per capienza- quel nuovo corso che avevamo progettato da tempo. È anche da questa consapevolezza che è nata l’idea del crowdfunding. Questo significa coinvolgere professionisti di altri settori artistici, ma anche tutta la cittadinanza perché il Cineteatro Italia sia sentito come uno spazio di tutti, con attività pensate e finanziate da una comunità».

Comunità forse è la parola chiave di tutta questa vicenda, ma anche, viene da dire, della storia recente della vostra attività professionale. In questo ultimo anno, Ancona si è mobilitata più di una volta per voi: quando la stagione del Lazzaretto Cinema (di cui Malerba è la resposabile per la programmazione, ndr) ha rischiato di saltare e per la festa per i suoi 40 anni. Ora per dare nuova vita all’Italia, anche con un impegno economico da parte delle persone, cosa affatto scontata, e per di più in un periodo storico in cui sembrano prevalere indifferenza, frammentazione sociale e tendenza all’isolamento. Vi siete chiesti cos’è che funziona così tanto quando si parla di voi?
«Sì, ed in quest’occasione particolare ci siamo detti che c’è qualcosa che è andato oltre il nostro pubblico fidelizzato. Credo che in parte dipenda dal nostro modo di lavorare. Non siamo cinema dove si va a consumare un prodotto e poi si torna a casa, ma siamo appunto una comunità di persone consapevoli e che scelgono di incidere in qualche modo sulla realtà. Non ci limitiamo ad alzare la saracinesca e staccare biglietti, ma seguiamo la filosofia dell’accoglienza allo spettatore. La nostra è una proposta attenta. In più credo che stavolta ci sia stata la sensazione di poter davvero salvare qualcosa, mettendo ognuno quel che può. È qualcosa di pratico, non il lamento nostalgico di quando le cose sono ormai fatte, di quando gli immobili vengono svenduti per farci il negozio franchising di turno, che in alcuni casi poi nemmeno apre, e le insegne storiche vengono rimosse, perché non ne resti nemmeno memoria».

E gli esempi in città certo non mancano. Ma c’è forse un altro aspetto che rende questa campagna ancora più sorprendente ed interessante. Ci si mobilita, lo si fa in tanti, si dona, per un luogo ubicato in uno dei quartieri, il Piano, tra i più bistratti e nel quale forse l’anconetano di oggi si riconosce meno. Eppure questo non è stato un freno.
«Non lo è stato perché abbiamo dato la possibilità anche di una narrazione diversa di questo quartiere. Un’esperienza come quella dell’Italia porta a riabitare questi luoghi, a fidarsi nuovamente di queste vie. Anche questo è un percorso che non intendiamo interrompere».

La campagna Nuovo Cineteatro Italia – Spazio 360 continua qui. È possibile fare una donazione libera o scegliere una delle card proposte che assicurano diversi benefit per i sottoscrittori. C’è la card Sostenitore (€20.00), quella Grande Sostenitore (€50.00), la card Teorema fidelity (€100.00), la Private screening (€200.00). E ancora la card Poltronissima (€500.00) e la Free Pass annuale (€1.000.00).



Agnese Carnevali
Agnese Carnevali

Giornalista professionista, è stata cronista per vent’anni per le redazioni dei quotidiani locali, Corriere Adriatico prima ed Il Messaggero poi, per approdare infine all’online fondando la testata Cronache Ancona. Negli anni ha lavorato per uffici stampa pubblici e privati di vari settori, dalla cultura allo sport alla politica, anche come freelance. Da qualche anno è insegnante precaria nella scuola superiore, ma non ha mai abbandonato gli strumenti del mestiere: scarpe buone ed un taccuino di appunti.


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