Circolo Pungitopo: per una vera cultura del verde
La nostra mappa dei tesori è una fotografia in divenire delle organizzazioni e dei progetti che meriterebbero più visibilità e che contribuiscono a rendere questa città un posto bello e piacevole dove vivere, dove realizzare progetti e immaginare futuro. Per rendere questa mappa il più ampia e completa possibile, aiutateci a coinvolgere nuove persone e segnalateci i nomi di persone, associazioni, progetti che fanno fiorire la città. La mappa che si sta componendo potete consultarla qui
In questa nuova puntata incontriamo il circolo naturalistico Il pungitopo – Legambiente Ancona
Risponde il presidente Emiliano Stazio
Con quale scopo nasce Il Pungitopo
«Il Circolo nasce ufficialmente nel marzo 1981 come “costola” dell’Arci Natura, quando a livello nazionale si costituì la Lega per l’Ambiente all’interno dell’Arci stessa. In realtà il Circolo era attivo da metà anni Settanta e oggi siamo uno degli oltre 400 circoli di Legambiente.
Oggi come allora, la nostra organizzazione ha lo scopo di difendere, salvaguardare e migliorare l’ambiente e di promuoverne la conoscenza scientifica. Ci curiamo anche di far conoscere il patrimonio culturale, perché non può essere separato dalla natura. Inoltre abbiamo allargato i nostri eventi e interessi anche ad altri temi che ci stanno fortemente a cuore, come quelli dell’energia, dei rifiuti, assieme alla difesa dei diritti e della legalità».
Che ruolo gioca un’associazione ambientalista in una città?
«Il nostro è un Circolo Naturalistico, quindi ci occupiamo principalmente di natura, che in una città vuol dire spesso “verde”: alberi, parchi, piante, fauna, ma anche salvaguardia e tutela della costa.
Restiamo un piccolo circolo di volontariato civico. Nel quartiere di Vallemiano, dove siamo molto attivi, ci conoscono e ci vogliono particolarmente bene, di sicuro anche grazie a Direzione parco, il sentiero che va da Vallemiano a Pietralacroce, di cui ci prendiamo cura assieme a Casa delle culture».
Quali sono le vostre priorità ad oggi?
Per il contesto cittadino ci premono due questioni. La prima è quella dei rifiuti. In città manca un’educazione ambientale, non si è mai fatto abbastanza per formare i residenti. Purtroppo anche nelle scuole, dove si crescono lə cittadinə di domani, se ne fanno carico giusto lə docenti di buona volontà, mentre dovrebbe essere un tema formativo più preciso e puntuale. Poi c’è la questione del verde urbano. Sarebbe bello vedere in città e nelle politiche urbane una vera e propria cultura del verde. Anche se sembra molto complicato, il cambiamento climatico ci dovrebbe costringere a progettare città sempre più in grado di gestirlo, e sarebbe necessario un Piano del verde che abbia una visione della città e di come sarà in futuro. In base a come costruiremo e alle essenze arboree che installeremo, avremmo un vero e proprio telescopio per leggere quello che sarà del nostro vivere urbano».
Tommaso Sorichetti
Tommaso Sorichetti è User Experience Designer per vocazione, convinzione e curiosità. Gestisce e facilita workshop e formazioni con l’obiettivo di attivare processi di evoluzione organizzativa, migliorare e innovare prodotti e servizi, coinvolgere gli utenti nei processi di ideazione, sviluppo e testing, anche in ambito urbano.