29/11/2024

Cosa cambia davvero per il nostro mare se il Parco del Conero diventa Nazionale?


Il 13 dicembre presenteremo ufficialmente il quarto numero cartaceo di Ancona Rivista a Colori, all’interno del quale, tra tanti contenuti, troverà spazio anche l’interessante approfondimento della biologa marina Agnese Riccardi, sugli scenari futuri del Parco del Conero. Da un lato c’è l’eterna questione riguardante l’istituzione dell’Area Marina Protetta, dall’altra la prospettiva della trasformazione del Parco da Regionale a Nazionale. In questo articolo Agnese Riccardi introduce il suo lavoro e vi rimanda alla rivista di carta per leggere le interviste a due esperti del tema: Gilberto Stacchiotti, ambientalista, già presidente del Parco, e Leonardo Tunesi, responsabile tutela biodiversità e aree marine protette dell’Ispra

Se si parla di Parco del Conero, le questioni più dibattute in materia di difesa dell’ambiente e delle biodiversità, riguardano l’opportunità dell’istituzione di un’Area Marina Protetta (AMP) per tutelare le preziose acque costiere adiacenti ad esso, e, più recentemente, la possibile trasformazione del Parco Regionale in Parco Nazionale.
Lo scorso mese di marzo, infatti, alla Camera dei Deputati è stata depositata la proposta di legge n. 1798 “Istituzione del Parco nazionale del Monte Conero”, primo firmatario il deputato Benvenuti Gostoli.
Il disegno di legge delinea i futuri confini del Parco nazionale facendoli coincidere per la parte terrestre con quelli attuali del Parco regionale mentre, per la parte marina, con la perimetrazione dei Siti Natura 2000 (una rete ecologica creata dall’Unione Europea “per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell’Unione europea” e recepita in Italia con la Direttiva 92/43/CEE “Habitat”). Se ne deduce che nel caso di istituzione del parco nazionale questo sarebbe chiamato a gestire la parte a mare tutelandone la biodiversità e le specie chiave, e applicando i principi indicati nella stessa legge e nelle direttive europee.

Per fare chiarezza su questi temi e comprendere meglio le sfide e le opportunità legate alla gestione ambientale del Conero, ho intervistato per il quarto numero cartaceo di Ancona Rivista a Colori, in uscita a dicembre, due esperti: Gilberto Stacchiotti, ambientalista di lungo corso e rappresentante delle associazioni del territorio che ci dà una visione locale, e Leonardo Tunesi, responsabile nazionale della tutela della biodiversità e delle aree marine protette dell’ISPRA. Li ringrazio entrambi di cuore per l’importante contributo offerto. E vi do appuntamento al 13 dicembre, giorno della presentazione ufficiale del nuovo numero, all’interno del quale troverete, tra tanti contenuti interessanti, anche il mio approfondimento con le interviste a Tunesi e Stacchiotti.



Agnese Riccardi
Agnese Riccardi

Agnese è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università Politecnica delle Marche, specializzata in scienze sociali marine. Si occupa di progetti di conservazione e ripristino degli ambienti marini con una forte componente di coinvolgimento degli stakeholder.


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