Ciao, finalmente ci siamo, ecco Clorofilla. Solo due parole prima di lasciarvi al piacere di vederla, sentirla, provarla.
Un giorno, qualche mese fa, ci chiama Ubaldo Stecconi, un amico, un autore di A, un nostro sostenitore della prima ora. Ci racconta che ha in mente di fondare una rivista culturale online che ha l’obiettivo ambiziosissimo di mantenere le promesse dell’internet degli albori: annullare le distanze, annientare i confini, avvicinare i saperi. Per fare questo ha intenzione di coinvolgere una serie di amici vicini e lontani. Ci fa dei nomi, alcuni li conosciamo anche di persona, come Leonardo Cemak o Jack Lucchetti, altri perché sono famosi, come David Riondino. Altri dobbiamo googlarli per scoprire che sono una consigliera regionale del Friuli Venezia Giulia, un diplomatico che pubblica libri con le principali case editrici nazionali, una poetessa/editrice delle Filippine, un professore di Demografia all’Università di Bologna.
Bene, l’idea è bellissima, certo non di facile esecuzione, ma noi che c’entriamo?
Ecco, ci spiega Ubaldo, Clorofilla potrebbe essere un inserto di Ancona a Colori. In fondo tutti i più importanti giornali ne hanno.
Certo, perché no, solo che Ancona a Colori ha carattere locale. Che c’entriamo noi con gli agenti segreti haitiani e Captain America, con i fotoreportage da Bruxelles e con Farinone che rifà (wow) Futura di Lucio Dalla?
La domanda è pertinente, ma è bastato guardarci dentro per trovare la risposta. Ancona a Colori sogna da sempre un mondo senza confini e ci farà bene allargare lo sguardo.
A questo punto, non rimaneva che immaginare un tema per il primo numero. Si riassume in una domanda: «Un paese per chi?», che Clorofilla ha rivolto a undici autori. Lo spazio digitale che accoglie le immagini, i suoni e le parole che ci hanno voluto regalare è stato creato e prodotto da Lamponemedia.
SIGNORE E SIGNORI, IN DIRETTA DAL MONDO, ECCO A VOI CLOROFILLA