Ieri sera (giovedì 7 maggio, ndr) alla Mole, in una Sala Boxe piena di tante persone e in particolare di tanti giovani, abbiamo navigato gli scenari possibili per il futuro del porto e della città. Soprattutto, grazie a questa iniziativa concertata con Sineglossa e IziLab, abbiamo imparato a prendere confidenza con lo strumento del Future Thinking, il metodo che consente di analizzare i futuri possibili partendo dai dati e dalle competenze attualmente disponibili.

Lo abbiamo fatto partendo dal porto, realtà fondamentale per questa città, per estensione, per identità e storia, per numero di occupati, per l’economia che muove. Tuttavia, se l’approccio è impulsivo e non meditato, tali saranno le decisioni e le posizioni politiche conseguenti. Quello che da sempre ci interessa è cambiare il modo di parlare delle questioni che riguardano la città, cambiare metodo, cambiare l’approccio che ci conduce a prendere una posizione. Abituarci alla complessità.


In collegamento da Bruxelles, Daniele Bregoli, Policy and Research Officer e ricercatore presso l’Università Politecnica delle Marche, ha ribadito l’importanza di fondare le strategie su basi statistiche certe.
Lucia Migliorelli, Assistant Professor in Intelligenza artificiale presso l’Università di Teramo, ha trattato il tema della qualità dei dati che alimentano gli algoritmi di machine learning. Ha spiegato che i modelli vengono addestrati su informazioni che possono non essere neutrali, di conseguenza, se i dati di partenza sono distorti, le soluzioni e le previsioni risultano compromesse, con conseguenti rischi per i processi decisionali che ne derivano.
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- Martino Bellincampi di IziLab è entrato nel vivo del funzionamento del Future Thinking, definendolo come la scienza che permette di prevedere gli sviluppi del futuro. Su un qualsiasi tema (l’andamento demografico, il mercato del lavoro, lo sviluppo economico di una determinata area…) i dati in nostro possesso ci consentono di ipotizzare tanti scenari futuri possibili, nel breve e nel lungo periodo, tra questi dobbiamo capire quali sono desiderabili e quali da scongiurare: quello è il ruolo della politica, ma per giocarlo in modo efficace servono informazioni, metodo, consapevolezza. Bellincampi ha presentato come caso di studio il benchmark di Cagliari, realtà che ha diversi punti di contatto con Ancona. La trasformazione del quartiere Marina della città sarda da villaggio di pescatori a località turistica ha certamente prodotto ricchezza e lavoro, pretendendo in cambio lo stravolgimento della sua identità.

Al termine della presentazione pubblica e del buffet, la serata è proseguita con un lab di Future Thinking settato sul porto che ha coinvolto il gruppo di lavoro di Ancona a Colori.
