20/06/2025

Il pasticciaccio del crematorio di Tavernelle e le responsabilità di Acquaroli


La questione dell’ubicazione del nuovo impianto di cremazione presso il Cimitero delle Tavernelle ha giustamente suscitato un’ondata di proteste con la costituzione di un comitato che sta svolgendo una lodevole opera di informazione e coinvolgimento della cittadinanza.
Come noto, attualmente sono tre gli impianti presenti nella nostra Regione, quelli di Fano, Ascoli Piceno e San Benedetto, per far fronte alle esigenze della popolazione di accedere a questa forma, fino a poco tempo fa residuale rispetto alla tumulazione, di gestione dei cadaveri.

Sarebbe opportuno sapere quale sia l’effettivo fabbisogno regionale, le tendenze sul fronte della domanda, per capire se vi sia o meno una reale necessità di nuovi impianti, o se siano sufficienti quelli esistenti.
Qui dovrebbe entrare in gioco la pubblica amministrazione, con progettazioni, piani, studi, con quella programmazione, insomma, che è sancita nello Statuto delle Regioni italiane come principale finalità delle stesse, e che è invece, almeno nelle Marche, la grande assente di questa Legislatura, nella quale la destra ha preferito tentare di rispondere “a pezzi” a questa o quella esigenza particolare, con logiche clientelari, “di filiera”, di fedeltà politica, senza mai provare nemmeno a delineare un quadro organico ed equo di regole valide per tutti.

Si è molto parlato delle responsabilità a livello comunale della Giunta Silvetti sul tema: esse esistono eccome, in particolare viste certe uscite davvero infelici e scomposte di alcuni assessori e del Sindaco. Il caporedattore Matteo Belluti nel precedente numero della rivista ha esposto in modo più che esaustivo la questione vista da una prospettiva locale. Con questo contributo vorrei provare ad allargare il campo, fornendo una prospettiva di carattere regionale. Perché non è in realtà la prima volta che emergono proposte di soggetti intenzionati a costruire nuovi impianti di cremazione. Già dal 2020 in Consiglio regionale sono state discusse alcune proposte di impianti, a partire da quello Tolentino (mai realizzato), evidenziando la necessità di predisporre un Piano di coordinamento con l’obbiettivo di individuare i luoghi idonei ove ubicare eventuali ulteriori impianti di cremazione.
Questo Piano, per la verità, avrebbe dovuto essere pensato già a partire dal 2001, essendo previsto dall’articolo 6 della legge 30 marzo 2001, n. 130. Un’epoca nella quale era tuttavia ben meno sentita questa esigenza di strutture, cresciuta negli anni successivi.

In particolare a seguito del COVID (nel 2020 c’è stato un consistente aumento del numero complessivo dei decessi e dunque anche delle cremazioni) sono iniziate a giungere alcune richieste da parte di privati che hanno indotto l’Assemblea Legislativa delle Marche ad approvare all’unanimità la risoluzione n. 26 in data 25 maggio 2021 con la quale si impegnava la Giunta Acquaroli “ad adottare, senza ulteriore ritardo, il Piano regionale di coordinamento per la realizzazione di crematori, provvedendo […] alla definizione delle norme tecniche per la realizzazione dei crematori, nonché a porre in essere ogni utile azione nei confronti degli enti locali finalizzata a introdurre una moratoria dei procedimenti volti alla realizzazione di nuovi crematori, fino all’adozione del Piano regionale sopra richiamato”.
Sono passati 4 anni da quella risoluzione e la Giunta Acquaroli non ha provveduto a redigere il piano di coordinamento, non ha messo mano alle norme tecniche, né tantomeno ha introdotto alcuna moratoria sui procedimenti in essere fino all’adozione del Piano, che probabilmente non vedremo mai se è necessario attendere l’inerzia della destra.

Si tratta di un’altra, l’ennesima, promessa disattesa dalla destra marchigiana, che fa il paio con il nuovo Piano Rifiuti, che avrebbe dovuto essere approvato (stando alle dichiarazioni dell’assessore Aguzzi) entro la prima metà del 2021, e che invece non è ancora nemmeno stato discusso in Commissione; con il piano per le aree idonee per gli impianti di energia rinnovabile e similmente a tante altre mancate pianificazioni.
Questo perché, agevolata dal venire meno delle Province come livello istituzionale intermedio tra Comuni e Regione, le Marche di Acquaroli si sono occupate solo ed esclusivamente di provare a soddisfare richieste puntuali di amici degli amici, mettendo risorse sulle Tabelle E del bilancio per ruzzodromi, tosaerba e arte varia, abbandonando completamente la funzione programmatoria.
A farne le spese sono i cittadini di Tavernelle e di tutti quei luoghi mai tutelati né difesi dalla politica regionale della Giunta Acquaroli, che ha preferito evitare di fare qualsiasi scelta lasciando alla libera iniziativa, non regolamentata in alcun modo, le decisioni in merito alle ubicazioni degli impianti.



Jacopo Francesco Falà
Jacopo Francesco Falà

Dottorato in Storia della Filosofia Medievale, materia che insegna all’Università Telematica Pegaso. È appassionato di politica e tenta di seguirne le vicende. Classe 1989, di Chiaravalle.


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