13/12/2024

+Impegno +Intensità: fedeli alla linea!


Quello che segue è l’editoriale di Carlo Maria Pesaresi che apre il quarto numero cartaceo di Ancona Ri|vista a Colori. Cliccate qui per conoscere i posti in cui è possibile trovare la rivista, oppure qui per scaricare il pdf.

 

Quando nella metà degli anni ‘70 entrarono in scena i Sex Pistols, il Regno Unito era in pieno declino. Disordini civili, recessione, caos, scontri e sullo sfondo un impero decadente con prospettive disastrose per i giovani. Qui non sono gli anni ‘70, non siamo in Inghilterra e il mondo è un’altra cosa, quanto alla decadenza dell’impero e alle prospettive per i giovani invece, beh. Dopo il bianco del futuro da scrivere, dopo il rosa della gentilezza, dopo le apine gialle del laborioso entusiasmo, il quarto numero di A:, di questa sempre più unica avventura editoriale, è un numero punk. Nero e Rosso. Ognuno ci veda ciò che vuole, liberi di farlo, per noi rappresentano due colori impegnativi e intensi.

Proprio quello di cui c’è bisogno oggi: impegno e intensità. Li abbiamo scelti per accompagnare, tra quelle sin qui presentate, l’edizione forse più “spinta” di A:. Nell’anno che è trascorso dall’ultimo numero ne abbiamo fatti di passi importanti. Ci siamo concentrati sul sito e sulla parte social della rivista.
anconarivistaacolori.it ha ospitato decine e decine di interventi, rubriche e contributi di diversa natura. Ogni settimana la nostra newsletter raggiunge un pubblico ormai affezionato e sempre più numeroso.
E ogni settimana affrontiamo temi diversi, attraverso articoli, podcast, rubriche per parlare della città a più voci, senza preclusioni o timori.
Sebbene questo progetto online rappresenti una delle novità più interessanti degli ultimi anni per il modo in cui racconta la città che cambia (o che resta ferma), al profumo della carta restiamo intimamente e maledettamente legati. Con quel profumo lì siamo nati e, finché ci sarà possibile, continueremo a riempire pagine e pagine da toccare, accarezzare, voltare, sempre a colori, come il nome ci impone. Sempre più convinti che ci sia un bisogno radicale di approfondire, di prendersi il giusto tempo e di mettere insieme quante più opinioni (qualificate) possibili per disegnare insieme la città che vogliamo.

Una città che ancora fatica terribilmente ad esprimere il suo potenziale, amministrata da una giunta che si è accorta, sulla pelle di chi l’ha votata, che governare è un po’ più complicato che fare campagna elettorale.
La rivista insomma continua ad essere quello spazio fisico e virtuale dove interrogarsi, dentro e fuori il recinto, sui temi che sin dall’inizio hanno contraddistinto il nostro impegno: la rigenerazione urbana, la cura delle persone, la partecipazione dei cittadini, l’ecologia, in un confronto testardamente e convintamente politico.

In questo numero, come ogni punk che si rispetti, affondiamo le dita nella marmellata, facciamo le smorfie e tocchiamo alcuni dei punti più critici e sensibili. Lo stato di abbandono di tantissimi edifici sparsi per la città, vuoti enormi che potrebbero, se riqualificati e rigenerati, ridisegnare il volto di Ancona e per il quale è necessaria una riflessione d’insieme e uno sguardo di lungo periodo.

Proviamo a ridisegnare l’immaginario della parte nord di Ancona e dei quartieri di Collemarino e Palombina, ripartendo dalle loro origini e valorizzando la naturale destinazione della parte a mare come luogo dello sport e del benessere. Ragioniamo sulla prospettata istituzione del Parco Nazionale del Conero in luogo del Parco Regionale, cosa cambierebbe e quali miglioramenti ci aspettano, o se invece, al di là del nome, tutto rimarrà come sempre se non ci si decide ad aumentare le tutele di quello splendido ecosistema.
Ci chiediamo anche perché altrove le “Città 30” si possono fare e noi invece continuiamo ad attrarre auto verso la città, cancelliamo le poche ciclabili esistenti e andiamo avanti a suon di slogan sbiaditi.

E c’è anche molto altro in questo numero deliziato dai personaggi in bicicletta di Yuri Romagnoli, in arte Hopnn, e impreziosito dagli scatti di Sauro Marini, membro di quel gruppo fotografico Il Mascherone, sempre presente  disponibile quando si tratta di fotografare la città.

Come sempre, più di sempre, la cura grafica di RossodiGrana conferisce grazia ed eleganza ad ogni pagina. L’elenco di persone che vorrei ringraziare in questo mio intervento è lunghissimo, se pensiamo anche a coloro che ci gratificano con i loro contributi per la rivista online. Sarebbe complicato, meglio mandare a tutte e a tutti un fortissimo abbraccio per aver reso ancora possibile il realizzarsi di questa splendida avventura.
Un eccezione si fa davvero volentieri però per Agnese Carnevali e Matteo Belluti. Matteo (perno su cui gira tutta la giostra di A:)con Agnese è l’ideatore e l’autore della rassegna stampa settimanale, il cui podcast ormai è oggetto di culto persino oltreoceano. Due che con le parole ci sanno davvero fare, sia a scriverle che a pronunciarle, a loro questa rivista deve davvero molto.

God Save the Queen!




Ti è piaciuto questo articolo?  Leggi anche gli altri.

Ancona ri | vista a colori
Ideata e fondata da Carlo Maria Pesaresi

Privacy Policy

© 2024 – È consentita la riproduzione e la libera diffusione di testi e immagini, citando la fonte

Privacy Preference Center