Impianto di cremazione, comunque vada sarà un boomerang
Caro diario,
la storia dell’impianto di cremazione arriva all’ennesimo capitolo. Ed è un brutto capitolo. L’assemblea pubblica tenutasi all’Aspio, convocata dal Comune per rassicurare i residenti sull’assenza di impatti ambientali significativi, si trasforma in un boomerang per l’amministrazione.
In una sala chiusa, stipata di cittadini e resa insopportabile dalla calura, l’atteggiamento arrogante e presuntuoso dell’assessore Tombolini alza ulteriormente la temperatura e la tensione. I tecnici comunali vengono mandati allo sbaraglio, costretti a illustrare, tra le urla, slide forse adatte a un’aula di ingegneria o di chimica, ma del tutto fuori contesto. Appaiono evidenti l’approssimazione e l’insensibilità di chi oggi governa la città e, soprattutto, la sua incapacità di comprendere quale sia il vero nervo scoperto, il motivo per cui i residenti del quartiere sono arrabbiati. Essere considerati cittadini di serie B.
È questo che offende chi vive a Candia, all’Aspio e nelle zone circostanti. «Se l’impianto è innocuo, perché non lo realizzate a Tavernelle?», domandano in molti. E la risposta che ricevono, prepotente e gettata loro in faccia senza mezzi termini, è: per convenienza politica.
A Tavernelle i cittadini contano di più, votano di più; qui contate meno, valete meno, importate meno. Di fronte a questo non c’è slide, contratto d’appalto già firmato o argomento tecnico che tenga.
È questo il vicolo cieco nel quale si trova Silvetti. E se l’assessore Tombolini pensa di uscirne con battute del tipo «se state buoni, dopo vi diamo le caramelle», significa che non comprende nulla della gravità della situazione.
L’altra faccia di questa triste storia è la fragilità con cui l’intera vicenda viene gestita. Una fragilità che si ritrova tutta nel sindaco e nel suo continuo oscillare tra esigenze di governo, opportunismo politico, ostentato decisionismo e marcata improvvisazione.
Più di un anno fa, quando i cittadini di Tavernelle iniziarono a contestare, con solide argomentazioni, la scelta di realizzare lì l’impianto di cremazione, l’amministrazione si affrettò a definire i contratti d’appalto e a dichiarare la ferma intenzione di procedere con l’opera. Quando il comitato Aria Nostra chiese il referendum abrogativo, la linea dell’amministrazione fu quella di sostenerne l’inammissibilità.
E fu probabilmente questo l’errore più grave.
Poi arriva l’improvvisa presa di posizione del sindaco, che di buon mattino fa marcia indietro su Tavernelle e ferma il progetto, in attesa di trovare un altro sito. Passa qualche mese e arriva l’anticipazione del Corriere Adriatico, che individua nella zona di Bolignano la nuova sede dell’impianto. Di fronte all’immediata protesta dei residenti, il sindaco mostra i muscoli e dichiara al giornale: «Il crematorio si farà a Bolignano, punto e basta». Pochi giorni dopo, in Consiglio comunale, davanti ai cittadini del quartiere presenti in Aula, lo stesso sindaco si affretta a sostenere che no, non ci sono atti, non è stata presa alcuna decisione e i residenti saranno sicuramente ascoltati.
Ma nell’assemblea dell’Aspio i cittadini sono molto chiari. Eppure, ancora una volta dalle pagine del Corriere Adriatico, Tombolini ribadisce che, per lui, «è il momento di dire sì», mentre, in un commento di spalla in prima pagina, il caporedattore del giornale si affretta a dare al Comune la linea da seguire: «tirare dritto».
Nel frattempo, Silvetti pubblica un post dai toni vittimistici, irosi e virulenti, più vicino al linguaggio di Luca Paolorossi che a quello istituzionale. Un post con cui, ancora una volta, se la prende con l’opposizione, facendo finta di dimenticare che adesso è lui ad avere la responsabilità di governare la città, ed è sempre lui ad avere scelto gli assessori che compongono la giunta. Questo è l’altro lato triste della storia.
Da una parte, una comunità che si sente trattata da cittadini di serie B. Dall’altra, un’amministrazione incapace. Le due facce della vicenda portano alla stessa conclusione: comunque vada, per la giunta Silvetti non sarà un successo.