06/06/2025

Jacopo e Davide, a piedi attraverso le Marche più vere, più fragili, più abbandonate


Jacopo Ghilardi e Davide Prezzavento sono giovani volontari di Legambiente Ascoli Piceno che recentemente hanno intrapreso un cammino speciale: un viaggio a piedi di circa 125 km attraverso le aree interne delle Marche, con partenza da Ascoli Piceno e arrivo a Fabriano. Inizialmente, l’obiettivo del loro percorso era più legato ad una sfida personale e al desiderio di fare un’esperienza diretta e immersiva nel territorio. Prima di intraprendere il viaggio, però, hanno maturato una riflessione legata alle criticità e alle potenzialità di questo territorio ricco di storia, cultura e spiritualità. Hanno quindi deciso di documentare lo stato attuale di queste zone marginali, denunciandone lo spopolamento, l’isolamento infrastrutturale e la lentezza nella ricostruzione post-sisma.

Il cammino, della durata di 7 giorni, ha attraversato località lontane dalle rotte turistiche tradizionali, spesso dimenticate anche dalle istituzioni. Le tappe principali hanno incluso Palmiano, Comunanza, Sarnano, Fiastra, Camerino ed Esanatoglia, percorrendo circa 15-20 km al giorno. Sono state stabilite insieme, cercando di bilanciare distanza e fattibilità giornaliera. Muniti di tappetino, sacco a pelo e anche di una tenda –che alla fine non hanno avuto bisogno di montare- hanno trovato ospitalità in affittacamere. In due tappe hanno dormito direttamente su tappetino e sacco a pelo, mentre nelle restanti notti sono stati accolti e ospitati da associazioni e cittadini locali. Per quanto riguarda il cibo, si erano inizialmente muniti di viveri per i primi giorni e successivamente hanno acquistato prodotti presso i market che incontravano lungo la via. Non hanno avuto difficoltà a trovare da mangiare, ma segnalano che in alcuni tratti le fontane di acqua potabile erano scarse.

«Abbiamo deciso di condividere questa esperienza perché vogliamo far emergere le voci e le storie di chi vive in queste comunità», spiega Jacopo. «Queste aree interne soffrono di gravi problemi strutturali, tra cui viabilità difficoltosa, scarsa manutenzione dei sentieri e assenza di servizi essenziali».

Davide aggiunge che la scelta del cammino non è casuale, ma frutto di una riflessione: «Camminando, entriamo in contatto diretto con le comunità locali, ascoltiamo direttamente le testimonianze degli abitanti, comprendiamo meglio le loro esigenze e difficoltà».

Durante le tappe del loro viaggio, Jacopo e Davide raccolgono video, foto e testimonianze dirette, intervistando anche i sindaci di alcuni di questi comuni, associazioni locali e imprenditori che hanno deciso di rimanere. In parte, questi contenuti sono stati pubblicati in diretta sui canali social di Legambiente Marche (da cui provengono anche le foto di questa pagina, ndr). Per il resto, mi raccontano, hanno intenzione di mettere insieme i pezzi e pubblicare un report al loro rientro.

Durante l’intervista, entrambi sembrano convinti che il sisma del 2016 abbia solo accentuato dei problemi già esistenti. La ricostruzione procede lentamente, e molti borghi appaiono semi-deserti, con abitazioni e strutture pubbliche ancora inagibili. Tuttavia, Jacopo e Davide sottolineano anche le potenzialità inespresse di questi territori: «Anche se molti scelgono di andarsene verso città grandi o lungo la costa, ci sono persone giovani che vogliono restare e creare progetti sostenibili. Sono piccole realtà che potrebbero prosperare grazie a un turismo lento e consapevole, basato su percorsi escursionistici, agricoltura biologica e valorizzazione del patrimonio culturale locale», afferma Jacopo.

Mentre mi parlano percepisco la loro passione verso queste terre, e la forte convinzione che, volendolo, la situazione può cambiare. Allora chiedo loro cosa servirebbe per migliorare la condizione attuale delle cose, e la risposta è diretta: la necessità di investimenti mirati e di una strategia di lungo periodo per invertire la rotta dello spopolamento e dell’abbandono. «Le Marche interne, che per noi sono le Marche, quelle vere, non sono solo paesaggi da cartolina, sono luoghi vivi che meritano attenzione e supporto concreto», conclude Davide.

Per loro questo cammino è quindi prima di tutto un momento per osservare e comprendere, e per gli altri un invito a scoprire i luoghi che anche molti marchigiani ignorano. È anche un invito a chi di dovere affinché si agisca, per sostenere concretamente la rinascita di un territorio splendido ma fragile, che rischia di scomparire lentamente nell’indifferenza generale.

Io colgo l’invito e metto in programma una gita fuori porta il più presto possibile!



Agnese Riccardi
Agnese Riccardi

Agnese è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università Politecnica delle Marche, specializzata in scienze sociali marine. Si occupa di progetti di conservazione e ripristino degli ambienti marini con una forte componente di coinvolgimento degli stakeholder.


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