Judo4sen, l’emergenza giovani e il ruolo dello sport
Lo sport è da sempre un potente strumento di aggregazione e partecipazione. Condividere regole, accettare ruoli e lavorare insieme per un obiettivo comune riflette il funzionamento della società moderna, in cui il contributo di ogni individuo è fondamentale. In questo contesto, l’attività sportiva gioca un ruolo cruciale nella coesione sociale e nell’integrazione delle categorie più vulnerabili, favorendo un forte senso di appartenenza e partecipazione. Uno degli sport che meglio incarna questi principi è il Judo. Grazie alla sua disciplina e ai valori educativi che trasmette, questa arte marziale può diventare un prezioso alleato per bambini e ragazzi con Bisogni Educativi Speciali (BES). Numerosi studi scientifici dimostrano come il Judo, se praticato con metodi adattati, possa migliorare le capacità motorie e comportamentali nei bambini con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e autismo.
Di questi temi, e in particolare della metodologia conativa, si è discusso lo scorso 1 marzo durante il seminario organizzato dalla Judo Samurai di Jesi, evento che ha segnato il lancio ufficiale del progetto Judo4sen (Joining yoUngers to Develop cOnative method 4 Special Education Needs). Finanziato dal programma Erasmus+ con un contributo di 450.000 euro, il progetto ha l’obiettivo di promuovere pari opportunità e inclusione sociale nello sport attraverso l’applicazione della metodologia conativa e l’organizzazione di un evento internazionale di Judo adattato, che coinvolgerà più di 150 atleti provenienti da 13 paesi europei.
Judo4sen si rivolge in particolare ai bambini e ai ragazzi con Bisogni Educativi Speciali (SEN, Special Educational Needs), una categoria che, a livello globale, comprende circa 800 milioni di bambini con difficoltà dovute a fattori biologici, ambientali e psicosociali, che possono limitare il loro sviluppo cognitivo. In Europa, le stime parlano di circa 15 milioni di bambini con BES. Questi giovani, spesso, lasciano la scuola con poche qualifiche e hanno maggiori probabilità di diventare disoccupati o economicamente inattivi.
UN’EMERGENZA EDUCATIVA E SOCIALE
Durante il seminario, il Prof. Antonio Tintori² ha presentato i dati di una ricerca condotta dal CNR, che ha messo in evidenza aspetti allarmanti riguardo al benessere degli adolescenti italiani. Circa il 39,4% dei ragazzi è iperconnesso (trascorre più di quattro ore al giorno sui social media), con un incremento significativo rispetto al 2019 (+13,7%). Il fenomeno colpisce soprattutto le studentesse (52,2% contro il 30,5% dei coetanei maschi).
Un dato particolarmente preoccupante è l’aumento del phubbing, ossia la tendenza a ignorare le interazioni dal vivo per concentrarsi sullo smartphone. Se nel 2019 riguardava il 25,1% degli adolescenti, oggi interessa il 50,1% dei giovani intervistati. Gli iperconnessi mostrano spesso disagio psicologico (ansia e depressione), bassa autostima, sfiducia negli adulti, maggiore coinvolgimento nel cyberbullismo e insicurezza legata all’aspetto corporeo. Inoltre, molti adolescenti iperconnessi tendono a sostituire le relazioni online a quelle reali. La riduzione drastica del tempo trascorso con gli amici di persona è un altro segnale d’allarme: se nel 2019 il 9,7% dei ragazzi dichiarava di passare poco tempo con gli amici, nel 2022 la percentuale è scesa al 4,1%. Il fenomeno ha generato un meccanismo di autoisolamento che oggi colpisce circa 4 adolescenti su 10 (contro il 15% del 2019). Ancora più grave, il 44,9% degli adolescenti italiani ha sperimentato almeno una volta ideazioni suicidarie. Di fronte a questi dati, ci si chiede se i modelli educativi attuali, incluso lo sport, siano ancora efficaci nel contrastare questi problemi. Lo sport scolastico ed extrascolastico sta davvero aiutando i giovani a sviluppare competenze sociali come integrazione, cooperazione, solidarietà, rispetto delle differenze e senso di responsabilità?
LA NECESSITÀ DI UN NUOVO APPROCCIO EDUCATIVO
L’indagine Sport e integrazione sociale, condotta dal CNR per conto del CONI, ha evidenziato una realtà preoccupante: lo sport, nell’attuale contesto educativo, non riesce più a trasmettere efficacemente i suoi valori sociali.
Nell’immaginario collettivo, lo sport è visto come un naturale strumento di promozione della socialità e della cooperazione. Tuttavia, la ricerca dimostra il contrario: tra i giovani sportivi intervistati, i valori di collaborazione, rispetto delle regole e spirito di gruppo risultano carenti, mentre prevale una spinta all’ auto-affermazione individuale piuttosto che alla costruzione di un senso di comunità. Da qui nasce la necessità di un approccio educativo innovativo, che il progetto Judo4sen intende promuovere attraverso la pratica del Judo e la diffusione della pedagogia conativa, un metodo concettualizzato e sperimentato dal Prof. Gilles Bui-Xuan, accademico francese dell’Università Cote d’Opôle di Parigi e dell’Università di Lille.
COS’È LA PEDAGOGIA CONATIVA?
La pedagogia conativa si basa sul concetto di conazione (conatus di Spinoza), ovvero quella forza interiore che spinge una persona ad agire per perseguire i propri obiettivi. La conazione è quindi un mix di motivazione e volontà d’azione, guidata dai valori personali di ciascun individuo. Questa metodologia non si concentra solo sugli aspetti cognitivi, ma anche sull’azione: lo studente impara e si trasforma attraverso ciò che fa. Il ruolo dell’insegnante è:
- Definire un obiettivo chiaro per l’attività.
- Strutturare un percorso didattico con tappe progressive.
- Osservare i comportamenti per comprendere il livello dello studente.
- Guidarlo nel passaggio alla fase successiva, rispettando i suoi tempi e il suo stile di apprendimento.
Le fasi del percorso di apprendimento conativo sono cinque:
- Tappa emozionale: Il bambino si esprime attraverso il movimento, guidato dalle emozioni.
- Tappa funzionale: Inizia a controllare meglio le emozioni e a chiedersi “come si fa?”, sperimentando soluzioni.
- Tappa tecnica: Cerca di apprendere le tecniche corrette osservando gli altri.
- Tappa contestuale: Integra la tecnica nel contesto, sviluppando strategie.
- Tappa dell’esperto: Acquisisce esperienza e autonomia, sviluppando uno stile personale.
Questo modello si applica a qualsiasi tipo di apprendimento, sia motorio che cognitivo. Un suo sviluppo ulteriore è la pedagogia metaconativa, che aiuta lo studente a diventare consapevole del proprio processo di apprendimento, rendendolo più autonomo e protagonista della sua crescita.
IL FUTURO DEL PROGETTO JUDO4SEN
Nel 2025, nell’ambito del progetto JUDO4SEN, saranno organizzati oltre l’evento internazionale di Settembre:
(i) Giornate educative per le scuole;
(ii) Sport camp per ragazzi con Judo basato sulla metodologia conativa;
(iii) Percorsi formativi per insegnanti di Judo e non solo.
Per chi fosse interessato, maggiori informazioni sono disponibili sui siti:
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¹Prof. Antonio Tintori, Sociologo, referente del gruppo di ricerca Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi (MUSA) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e presidente del Comitato Unico di Garanzia del CNR
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Marco Cardinaletti
Oltre 20 anni di esperienza nel coordinamento e gestione dei progetti europei e di partenariati complessi. Dal 2008 al 2014 coordina l’ufficio Progetti Europei del Comune di Ancona. Nel 2012 fonda la Eurocube srl. Dal 2020 è anche socio fondatore e consigliere della Cooperativa Sociale VitaminaC per la quale organizza e gestisce eventi Sportivi e Culturali.
Ideatore e Direttore Artistico/Scientifico del Green Loop Festival. Musicista, cantautore, appassionato di arte, libri e poesia.