24/04/2025

La ricetta del nuovo Pd: equilibrio, ascolto, organizzazione. Intervista a Federica Fiordelmondo


Il Pd di Ancona ha un nuovo segretario e per la prima volta nella sua storia è una donna: Federica Fiordelmondo ha 39 anni ancora da compiere, è anconetana doc (rione Adriatico), è avvocato ma attualmente è dipendente in Regione, è consigliera comunale al terzo mandato ed è iscritta al Pd sin dalla sua fondazione. Incredibile a dirsi, il suo nome sembra davvero aver messo d’accordo tutti, sia all’interno del partito che nel campo delle alleanze.
Federica questa cosa ti lusinga o ti spaventa?
«Entrambe le cose! Devo ammettere che sono rimasta abbastanza stupita dal fatto che la mia figura abbia messo d’accordo tanti all’interno del Pd e venga apprezzata anche fuori dal nostro perimetro. Questo mi fa sentire enormemente responsabilizzata e mi fa provare quel pizzico di sana paura che è spesso utile a fare meglio. Naturalmente il mio impegno, da solo, non potrà bastare. Far ripartire il PD significa mettere in piedi un lavoro collettivo, dove il segretario tiene le fila dell’attività, non rappresenta il tutto. Mi piacerebbe chiamare a raccolta i nostri elettori e simpatizzanti, oltre ai nostri iscritti, vorrei ci aiutassero a rinvigorire il Partito, mettendo in campo una proposta politica rinnovata. Non meno importanti le forze politiche del campo progressista: noi vogliamo tendere loro una mano per allacciare il dialogo. Loro spero facciano altrettanto»
Tra i messaggi che hai ricevuto dopo il congresso, quale ti ha fatto più piacere?
«Ne ho ricevuti davvero moltissimi, da tutta la Regione, un’attenzione al Partito di Ancona che mi fa felice. Scegliere è difficile, te ne dico due: il primo è di una compagna e amica di Partito, Eliana Maiolini, che su Facebook ha tratteggiato un mio ritratto molto ragionato, delicato e lusinghiero. L’altro è un commento, sempre sui social, di una donna che appartiene ad un diverso schieramento politico, Silvia Fattorini. L’ho percepita sincera e la ritengo una donna valida, quindi sono rimasta piacevolmente colpita»
A proposito di donne, ora il Pd ha un segretario nazionale donna, un segretario regionale donna e un segretario cittadino donna.
«La vedo come la prova che quando le donne hanno l’opportunità di farlo, riescono a raggiungere traguardi importanti».

In molti ti riconoscono doti di “equilibrio”. Per tenere unito un partito come il Pd ce n’è sicuramente bisogno. E poi? Quali sono gli altri ingredienti?
«Disponibilità all’ascolto e una buonissima organizzazione. Solo una volta ricostruite le basi del partito, potremo aprirci ad un confronto strutturato con cittadini, associazioni, sindacati, forze politiche».
Hai detto che un tuo obiettivo è la riorganizzazione dei circoli. Sicuramente c’è bisogno di tornare a fare politica dal vivo nei quartieri. Facile a dirsi, più complicato, di questi tempi, a farsi.
«Oggi ad Ancona operano 5 circoli territoriali, più il circolo tematico “Sanità”. Da qualche tempo, però, le sedi fisiche sono ridotte a due/tre: Collemarino, Brecce Bianche e Pinocchio, quest’ultima in bilico. Quello della riduzione dei circoli è un fenomeno nazionale, purtroppo, l’abolizione del finanziamento pubblico ai Partiti è stata una scelta problematica per il confronto politico. In questo contesto, probabilmente dovremo provare a concentrare gli sforzi su un paio di sedi periferiche. In più, se è possibile, mi piacerebbe una sede centrale ben visibile. Detto questo, oggi diventa fondamentale investire anche sulla cosiddetta militanza digitale e su riunioni e incontri online. Penso poi ai banchetti nelle piazze, ad eventi periodici tematici e anche a qualche occasione conviviale; in questo modo, possiamo provare a radicarci anche in modo “itinerante”».

Sei consigliera comunale al terzo mandato. Dopo Valeria Mancinelli ora il sindaco è Daniele Silvetti. Il tuo giudizio sulla destra al governo della città.
«Nonostante la destra, in campagna elettorale, abbia brandito la bacchetta magica, nessuna magia è avvenuta in due anni. La Giunta Silvetti si sta limitando a proseguire, in buona parte, il lavoro iniziato dalla precedente amministrazione, penso alle Scuole Antognini, alla Piscina di Ponterosso o al completamento dell’autostazione del Verrocchio, per dirne alcune. Per il resto, sono meno puntuali sulle manutenzioni ordinarie e piuttosto claudicanti sul sociale, per non parlare del fallimento sul fronte della Cultura, che ha portato addirittura ad un cambio di assessore dopo il primo anno. Dedicano molta attenzione agli eventi, ma con una spesa che, talvolta, risulta essere anche poco proporzionata. Il punto è che la destra sta cercando in ogni modo di alimentare il concetto di “Grande Ancona” ma, ad oggi, è solo un brand dal sapore elettorale. Quando leggo che esponenti dell’Amministrazione comunale imputano la possibile chiusura della catena Zara, in Corso Garibaldi, alle precedenti amministrazioni di centrosinistra, mi viene da pensare che a parlare sia una grande ansia da prestazione, che arriva a valle di troppe promesse elettorali. Certe strumentalizzazioni, però, andrebbero evitate».
L’orizzonte del tuo mandato è certamente il 2028 ma intanto, praticamente domani, hai già due importanti banchi di prova: Cpt e poi elezioni regionali. Il tema candidature è scivoloso?
«Sui CTP c’è l’assoluta volontà da parte nostra di provare a costituire liste unitarie nell’ambito del mondo progressista; ci stiamo lavorando, con fiducia, proprio in queste settimane. Per quanto riguarda le candidature alle regionali, va detto che i nominativi dei candidati emergono dalla consultazioni all’interno dei circoli, quindi gli iscritti sono liberi di esprimersi come credono e questo rende il percorso certamente più fluido. Poi saranno gli organi provinciali e regionali, ovviamente di concerto con il candidato, a decidere sulle liste, che speriamo siano forti. Ovviamente noi lavoreremo per fare in modo che ci sia almeno una candidatura, meglio se due, in rappresentanza della città di Ancona».

Sei entrata nel Pd quando avevi appena 21 anni, come nasce la tua passione per la politica?
«A casa mia si è sempre respirata l’aria della politica. Mio padre è stato consigliere comunale PD prima di me, con Gramillano. Mio nonno invece era un socialista e il mio bisnonno, spirito libero, fu assassinato dai fascisti per le sue idee. Recentemente l’Istituto Gramsci lo ha citato in una pubblicazione, mi sono emozionata. Si chiamava Luigi, proprio come mio padre. Mi fa piacere ricordarlo».
Quali sono i tuoi riferimenti in politica?
«Se guardiamo al presente, ci sono diverse figure valide nel PD, a partire dalla Segretaria Schlein. Non ho, però, un vero e proprio riferimento politico ora. Se penso complessivamente alla storia del PD, posso dire che Walter Veltroni accese in me la voglia di impegnarmi, e qui torniamo al tema dell’equilibrio. Lui era preso in giro per i suoi “ma anche” tuttavia credo che il suo sforzo di cercare unità e condivisione sia ancora oggi la strada per dare senso al Partito. La grande manifestazione del 2008 al Circo Massimo è tutt’ora un gran bel ricordo politico per me. Guardando fuori del PD, devo dire che in questi anni ho condiviso le battaglie di Marco Cappato. Non lo definirei un riferimento politico, ma apprezzo quel tipo di sensibilità».
Cosa fai il 25 aprile?
«Anche se in questi giorni sono un po’ influenzata sarò sicuramente alla manifestazione, come sempre fatto. Poi vediamo che dice il termometro…»



Matteo Belluti

Matteo Belluti si occupa di comunicazione e scrittura creativa per conto di enti, aziende e associazioni.
Veglia su Ancona Rivista a Colori sin dal suo primo vagito.


Ti è piaciuto questo articolo?  Leggi anche gli altri.

Ancona ri | vista a colori
Ideata e fondata da Carlo Maria Pesaresi

Privacy Policy

© 2024 – È consentita la riproduzione e la libera diffusione di testi e immagini, citando la fonte

Privacy Preference Center