Per comprenderci come comunità, qualche volta dobbiamo allontanarci. E capire che l’espressione “restiamo umani” fa parte del nostro quotidiano a qualsiasi latitudine. Non solo quando ci riferiamo ad “ultimi” che ci sembra evidente lo siano (per una sorta di patentino). Lo stimolo di riflessione ci giunge dalla lettura dell’agile libro “Geografie umanitarie” di Andrea Bellardinelli edito da Affinità elettive, e da un successivo incontro pubblico dove l’autore ha declinato ancora di più questo pensiero.
Andrea Bellardinelli dal 2011 è il direttore di Programma Italia ed è stato membro del Consiglio Direttivo di EMERGENCY dal 2015 al 2021. È stato anche Deputy Head of Operations per le missioni SAR nel Mediterraneo e ha gestito i progetti di emergenza per i disastri naturali in Italia. Ha effettuato missioni di valutazione dei bisogni sociosanitari in Grecia, Romania e Moldavia, supportando il Progetto per i profughi ucraini in Moldavia come Deputy Country Director.
Ma da Ancona è partito. E ad Ancona ritorna per il radicamento delle sue giornate, della sua famiglia, dei suoi affetti. E quello che traspare dal libro è un amore forte per l’essere umano, per essere parte di un gruppo che riesce a non lasciare indietro nessuno e a capire prima dove trovare risorse emotive e culturali per spezzare logiche di violenza e segregazione.
Non è una persona però che si ferma alla teoria: Andrea è un uomo che ha attraversato disastri e conflitti, ha organizzato campi e accolto migranti su banchine regolamentate da uno spirito di corpo nonostante lo scenario apparisse anarchico (ci ha raccontato che così ha descritto intervento con migranti su un molo. Dove dinnanzi all’emergenza gli uomini dello Stato e quelli di Enti non governativi hanno collaborato con rapidità e armonia, ma con una piccola dose di anarchia).
Il libro trasforma ogni dato statistico (che tristemente non migliora nel prosieguo degli anni, ma bensì si gonfia) in persone, situazioni, legami affettivi: perché avere chiara la dimensione grazie allo studio, non deve far dimenticare a chi opera nel settore, che sempre di persone, storie, rotture e speranze si sta trattando. Andrea tratteggia volti e lacrime, sorrisi e rotte, senza mai fare del pietismo.
Andrea non lascia indietro nessuno nel computo delle persone a cui aprire le braccia, la mente e la progettazione. E sarà difficile per il lettore chiudere questo libro senza sentirsi dentro un nuovo pensiero (o ravvivare uno già presente): l’indifferenza non appartiene al genere umano.

Simona Rossi
Simona Rossi è una libraia di centro città. Titolare della storica Libreria Fogola di Corso Mazzini, instancabile promotrice di cultura e spacciatrice di buona letteratura.