18/09/2026

Letto sui giornali: giunta sull’orlo di una crisi di nervi


Dopo i post estivi al vetriolo, il sindaco Daniele Silvetti è passato agli sms di fuoco contro i suoi, inviati ai nove assessori e prontamente arrivati alle prime pagine dei quotidiani locali. «Comando io o tutti a casa», il titolo con cui il Corriere Adriatico di domenica 13 settembre apre la prima pagina. A scatenare l’ira di Silvetti l’ennesimo attacco dell’eurodeputato, nonché coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli, questa volta sull’avvicendamento per i finanziamenti su Ancona tra Fondazione Cariverona e Fondazione Carifac. In un comunicato di venerdì 11 e pubblicato sabato 12 settembre dal quotidiano di via Berti e domenica 13 da Il Resto del Carlino, l’onorevole critica l’epilogo di questa transizione. «Non raccontiamoci che abbiamo fatto un buon affare», afferma. E sottolinea il dato politico negativo dell’operazione: «Ancona arriva a questo appuntamento con un dossier già compromesso, da questa vicenda emerge la debolezza della società civile locale e della capacità del territorio di far valere il proprio peso nelle sedi che contano». Insomma, Ciccioli sferra contro il sindaco un nuovo colpo che però va anche stavolta a vuoto. Silvetti non solo schiva, ma contrattacca e mette all’angolo una volta di più l’europarlamentare, che nonostante i molti “destri” già incassati non accenna a cedere la vittoria dell’incontro. Finora i round andati al sindaco sono diversi. Solo pochi mesi fa (aprile) quello sul Molo Clementino, con Silvetti a ribadire il no all’infrastruttura, scelta giudicata da Ciccioli «miope». Il coordinatore dei meloniani avrebbe tentato anche di andare alla conta chiedendo le firme di consiglieri ed assessori di FdI per blindare il progetto. Anche allora si parlò di rischio di crisi di Governo. Tutto rientrato con il rinnovato sostegno al sindaco dichiarato da consiglieri di maggioranza e componenti dell’esecutivo comunale. Un copione che si è ripetuto anche in questo caso: prima il messaggio infuocato si Silvetti: «O si andrà avanti come vi indicherò, senza sbavature, o si andrà tutti a casa entro settembre. Mi dimetterò, sì: e ad Ancona saranno elezioni anticipate», riporta il Corriere Adriatico domenica 13 settembre. Poi, la richiesta di sottoscrizione di un documento da parte di tutta la maggioranza «in cui si rinnova piena fiducia al sindaco Silvetti, senza se e senza ma. “Siamo stati eletti in questa maggioranza -motiva così la scelta, Toccaceli (capogruppo FdI, ndr)- pertanto, nel pieno rispetto anche dei nostri elettori, abbiamo deciso ancora una volta di dare sostegno incondizionato a Silvetti”», si legge sempre sul quotidiano diretto da Giancarlo Laurenzi, lunedì 14 settembre.

Ma le acredini tra Silvetti e Ciccioli sono iniziate ben prima della questione banchinamento per le grandi navi. Già ai tempi della formazione della Giunta, con la casella della Cultura occupata da Anna Maria Bertini, assessora fortemente voluta da Ciccioli, e da subito mal digerita dal sindaco ed accompagnata verso le dimissioni per far posto ad una personalità ex Pd, quella di Marta Paraventi, che ora si trova protagonista della gestione di Ancona Capitale della Cultura 2028. Un traguardo mancato per quel Centrosinistra nel quale l’inquilina di Palazzo Camerata ha militato ed invece raggiunto quando per la prima volta nella storia a guidare Ancona è il Centrodestra. E certo non sfugge che la vittoria del titolo è dovuta anche alla famosa filiera a traino FdI, che ora proprio in casa rischia di essere tagliato fuori dalla sala dei bottoni, quella cabina di regia di cui, a ben vedere, non solo Fratelli d’Italia, ma in molti non sanno ancora nulla.
La testata più antica delle Marche mette dentro ai contenziosi tra sindaco e partito di Meloni anche la questione Zac a Portonovo, parlando di contrasti tra sindaco e vicesindaco, Giovanni Zinni (sempre in quota FdI). Interpretazione però smentita dallo stesso assessore alla Mobilità via Facebook, giocandosi la solita carta delle ricostruzioni fantasiose della stampa. Non ci sarebbe nessun attrito tra i due.
In settimana -solo coincidenza (?)- Daniele Silvetti, ha convocato anche la sua civica Ancona Protagonista e nominato la nuova coordinatrice, Alice Gori (Carlino, giovedì 17 settembte). Visto qualche scricchiolio meglio puntellare la maggioranza.

Il partito di Meloni pur rinnovando la fiducia a Silvetti, non intende comunque rimanere fuori dalla partita Capitale della Cultura e così ha chiesto ed ottenuto un incontro con l’assessora Paraventi perché spiegasse nel dettaglio il dossier «Questo Adesso», la cui traduzione della carta al territorio rimane ancora nebulosa dopo la presentazione di marzo scorso. Sempre dalle pagine del Corriere Adriatico, martedì 15 settembre, la titolare della Cultura ha rassicurato che nell’iter non ci sono ritardi. Una schedule dettagliata riportata anche da Il Resto del Carlino giovedì 17 settembre. Nonostante le rassicurazioni, qualche perplessità sulle tempistiche di attivazione dei progetti è stata espressa dagli operatori culturali della città, interpellati mercoledì 16 settembre dal Corriere. Da Giovanni Seneca di Adriatico Mediterraneo a Luigi Socci de La Punta della Lingua, a Chiara Malerba di Teorema Cinema (Azzurro, Italia e Rassegna Mole), a Simona Lisi di Cinematica tutti fiduciosi, ma concordi nell’affermare che almeno finora «non si è mosso nulla». Eppure, sostiene ancora Paraventi, «l’effetto Capitale della Cultura» si fa già sentire con la «Pinacoteca civica che registra un +22,4% rispetto al periodo pre-Covid del 2019, mentre gli arrivi turistici risultano in crescita» (Corriere Adriatico, giovedì 17 settembre). Intanto però il tiro alla Paraventi continua: stamattina il Corriere Adriatico apre con la bordata di Pierpaoli (Confartigianato): “Ancona Capitale della Cultura è una straordinaria opportunità, ma siamo scontenti e preoccupati per tempi e modi. Così non vanno bene, proprio no». E ancora: «C’è da allargare il tavolo, condividere gli obiettivi, Ancona 2028 non può essere percepita come il protagonismo di un singolo Assessore». Il titolo in prima pagina è una sentenza: «Paraventi, così non va».

Dalle cronache di questa settiamana, si potrebbe infine concludere che l’unico esponente di FdI in grado di vincere nelle “battaglie” contro Silvetti -in questo caso più legali che politiche- sia Francesco Bastianelli. Il membro dello staff del sindaco licenziato in tronco a gennaio 2025 -a seguito delle trattative per l’Ancona Calcio che avrebbe condotto in parallello e all’insaputa del primo cittadino- e che aveva denunciato Palazzo del Popolo per straining. L’ex uomo di fiducia di Silvetti ha rifiutato la proposta conciliativa del giudice del Lavoro che prevedeva 67mila euro lordi di risarcimento più 7mila euro di spese legali. A darne notizia è il quotidiano di via Berti mercoledì 16 e giovedì 17 settembre. Per il ricorrente non è stata una questione di soldi. «È la formula che non è andata giù a Bastianelli: una transazione tombale che lo obbligherebbe a rinunciare non solo alla reintegra (comunque già venuta meno) ma anche ad ogni ulteriore pretesa retributiva e risarcitoria legata al rapporto d’impiego lasciando fermi il licenziamento del 16 gennaio del 2025 e gli effetti del provvedimento disciplinare subito».



Agnese Carnevali
Agnese Carnevali

Giornalista professionista, è stata cronista per vent’anni per le redazioni dei quotidiani locali, Corriere Adriatico prima ed Il Messaggero poi, per approdare infine all’online fondando la testata Cronache Ancona. Negli anni ha lavorato per uffici stampa pubblici e privati di vari settori, dalla cultura allo sport alla politica, anche come freelance. Da qualche anno è insegnante precaria nella scuola primaria, ma non ha mai abbandonato gli strumenti del mestiere: scarpe buone ed un taccuino di appunti.


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