10/04/2026

Letto sui giornali: il Molo della discordia


È un altro No quello che ha fatto tremare la maggioranza di Governo locale, che alla fine però serra le fila. È quello al Molo Clementino pronunciato da Daniele Silvetti. Il sindaco esce dalla posizione di sicurezza, nascosto dietro al parere Via-Vas del ministero dell’Ambiente e mette nero su bianco che questo banchinamento per le grandi navi “non s’ha da fare” e invia al dicastero il parere negativo del Comune che ritiene «“opportuna l’interruzione dell’iter”, contestando “l’elevato pregio” dell’area portuale nella quale andrebbe ad insistere l’infrastruttura». Così si legge sul Corriere Adriatico del 1° aprile, che apre la prima pagina con «Il Molo, il no (definitivo) di Silvetti» e riporta con forza alla ribalta un dibattito che ciclicamente si riaffaccia alle cronache, ma che ora sembra aver raggiunto il punto di svolta (o di rottura), innescando forse la prima vera crisi -lampo- di Palazzo del Popolo.

Il tutto a precedere di pochi giorni l’avvio della stagione 2026 delle crociere. La prima toccata di Msc Lirica un paio di giorni dopo, il 3 aprile, notizia su cui si concentrerà Il Resto del Carlino, sabato 4 aprile, sottolineando il buon risultato in termini di accoglienza e proposte turistiche del primo approdo, un assaggio di Ancona Capitale della Cultura. Il quotidiano di corso Mazzini sceglierà di tornare sulla prima giornata di arrivi con interviste a turisti ed operatori anche domenica 5 aprile, con tanto di fondo dal titolo «Accoglienza doc per i crocieristi. Bene così si fa». Ma intanto imperversa già la bufera. Per il sindaco anche l’elettrificazione della maxi banchina non basta come garanzia della bontà ambientale dell’opera perché «la cabina di conversione dell’energia elettrica lunga 50 metri sarebbe posizionata sotto le mura storiche, una soluzione non praticabile», sentenzia e propone come alternativa «lo spostamento dei traffici crocieristici nella banchina rettilinea, ovvero quella formata dalla 26 e dalla costruenda 27». Ipotesi però già bocciata dal presidente dell’Autorità di sistema portuale, Vincenzo Garofalo, in regime di prorogatio, che il 2 aprile, sempre dalle pagine del giornale di via Berti, fa capire che in ogni caso -ministero permettendo- indietro non si torna, anche con sindaco e città contro e con la Regione e l’assessore al Porto, Giacomo Bugaro, che sembrano mostrare qualche cedimento, passando da Sì a Nì.

A gettare benzina sul fuoco ci pensa Msc, che per bocca di Luigi Merlo, responsabile per l’Italia di Ctl Maritime, la società di Msc che si occupa della costruzione e della gestione di terminal crocieristici in giro per il mondo, venerdì 3 aprile -proprio mentre Lirica entra in porto- affida la sua «furia» sempre al Corriere Adriatico al quale dichiarerà «Ci abbiamo messo meno tempo a costruire il terminal crociere più grande del mondo, a Miami, che a vedere avviata la procedura per quello di Ancona». E aggiunge che senza Molo la compagnia porterà via la sua flotta. Ma è il giorno successivo, vigilia di Pasqua, che si alzano ancora i toni dello scontro, con Silvetti che risponde per le rime ai vertici di Msc, sui suoi social e sulla stampa: «Niente ricatti da Msc», il titolo di prima del Corriere. Miami? Non ha di certo il porto traianeo, risponde il primo cittadino, che ricorda un dettaglio forse non trascurabile: la compagnia fondata da Aponte non è già concessionaria della futura maxi banchina né del futuro terminal che saranno affidati tramite bando. Già ora, come ricorda sempre il quotidiano della famiglia Caltagirone, mercoledì 8 aprile, per l’attuale scalo crociere alla banchina 15 c’è la manifestazione di interesse anche della Global Ports Holding, un’azienda turca che gestisce già servizi passeggeri in scali come Barcellona, Liverpool e Venezia.

E mentre si consuma “il dissing” a suon di comunicati tra Silvetti e Merlo -con quest’ultimo che tenta di domare l’incendio con una lettera aperta alla testata marchigiana mercoledì 8 aprile- inizia ad incrinarsi la maggioranza, con l’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli, tra i più pervicaci sostenitori del Sì, che invita a far «prevalere una visione lungimirante di prospettiva e non il pensiero della visione miope», si legge il 4 aprile sul Corriere che profetizza: «Ed è solo l’inizio». Ed è davvero solo l’inizio, perché la contrapposizione sul Sì e No è terreno di guerra dentro al Centrodestra, con Ciccioli (che è anche coordinatore provinciale del partito) che chiama a rapporto il gruppo consiliare più gli assessori di FdI per discutere del tema, e gli altri gruppi consiliari di maggioranza, Forza Italia, Lega, Ancona Protagonista e le civiche, che hanno già firmato un documento “di fedeltà” al sindaco, al momento non siglato dal gruppo dei meloniani. Ne scrivono sia il Corriere Adriatico sia Il Resto del Carlino, giovedì 9 aprile.

Il vicesindaco Giovanni Zinni, esponente sempre di FdI, si affretta a pubblicare una foto che lo ritrae fianco a fianco tanto di Ciccioli quanto di Silvetti. Per il Corriere quella tra l’eurodeputato ed il primo cittadino è «la resa dei conti». Ed è Silvetti a mettere a segno l’ennesimo punto, «il KO», titola il Corriere Adriatico venerdì 10 aprile. Dopo aver incassato il colpo sulla Cultura, con l’assessora Anna Maria Bertini, dall’europarlamentare fortemente voluta, costretta alle dimissioni da Silvetti, che l’ha sostituita con Marta Paraventi, pescando tra le fila del Centrosinistra, Ciccioli è costretto ad ingoiare il rospo anche sul porto. La “resistenza” di FdI al documento di sostegno al sindaco dura meno di ventiquattr’ore, già giovedì sera il gruppo, compreso il coordinatore provinciale, redige un comunicato “pro-Silvetti”. A riportarlo entrambi i quotidiani locali. Sebbene la partita sembri tutt’altro che chiusa, almeno per Ciccioli che però appare sempre più isolato, la parola fine alla vicenda dovrebbe arrivare entro 90 giorni, termine entro al quale il ministero si pronuncerà. Intanto dall’opposizione, se Altra Idea di Città rivendica la primogenitura sul No alle gradi navi al Porto Antico e va all’attacco parlando di crisi di maggioranza, Avs, tramite il suo consigliere regionale, Andrea Nobili, invita a «ricomporre le fratture» del Centrosinistra sul tema senza «bisogno di mea culpa o abiure» anche alla luce del programma di coalizione sottoscritto per la Regione, il Pd, che nel 2019 fu tra i primi sostenitori della realizzazione dell’opera, resta su una via cauta e attende come «bussola definitiva» il parere del ministero.



Agnese Carnevali
Agnese Carnevali

Giornalista professionista, è stata cronista per vent’anni per le redazioni dei quotidiani locali, Corriere Adriatico prima ed Il Messaggero poi, per approdare infine all’online fondando la testata Cronache Ancona. Negli anni ha lavorato per uffici stampa pubblici e privati di vari settori, dalla cultura allo sport alla politica, anche come freelance. Da qualche anno è insegnante precaria nella scuola superiore, ma non ha mai abbandonato gli strumenti del mestiere: scarpe buone ed un taccuino di appunti.


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