Letto sui giornali: le pesche miracolose e il mare da proteggere
Il mosciolo è salvo. O forse no. Si vedrà. Le vongole non se la passano meglio, al centro di una guerra tra territori di pesca. Le spiagge si riducono a vista d’occhio -l’allarme scatta puntuale a Portonovo– con gli operatori di settore che a fasi alterne festeggiano sold out settimane prima dell’avvio di stagione (stabilita per il 30 maggio) o piangono su arenili risicati che limitano i loro affari, invocando «soluzioni strutturali», ovvero barriere, per proteggere il bagnasciuga. In questo scenario, per il presidente del Parco del Conero, Luigi Conte, non ci sono le condizioni per l’istituzione dell’Area marina protetta, tornata da un paio di settimane alla ribalta delle cronache locali, che rischierebbe di essere “un inutile carrozzone”. Mentre per l’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli -che da Bruxelles continua a volgere il suo sguardo alle vicende anconetane, dopo aver rischiato di aprire una crisi di maggioranza in Comune per le sue dichiarazioni sul Molo Clementino- interviene sull’Amp, per dire «no, a provvedimenti calati dall’alto che rischiano di penalizzare pescatori, operatori turistici e comunità costiere senza un reale dialogo preventivo». E ancora: se da un lato è recente l’inaugurazione del Portonovo Lab, lo scorso 8 maggio, il nuovo laboratorio di Biologia marina della Politecnica proprio nella Baia, per favorire la ricerca, dall’altro le parole dell’apparato scientifico che invita a prudenza sulla pesca del pregiato mitile o elenca i vantaggi di una tutela anche delle acque del Conero e non solo dei suoi pendii, restano inascoltate. Niente posticipi come stabilito l’anno scorso, la raccolta del mosciolo selvatico per questo 2026 è partita puntale il 15 maggio, nonostante gli esperti del tavolo tecnico suggerissero il rinvio di un mese per consentire a tutti gli esemplari disponibili di raggiungere la taglia minima adatta alla pesca, i cinque centimetri. Sabato 16 maggio sia Corriere Adriatico sia Il Resto del Carlino aprono il giornale con la “pesca miracolosa” del pregiato mitile. Un racconto quasi lirico, per descrivere la prima uscita in mare dell’anno dei pescatori della cooperativa della Baia. Trecento chili il bottino. Più magro, scrivono, rispetto a quello degli anni d’oro. Una «pesca etica», specifica il Carlino, con gli operatori che per maggior prudenza hanno pescato solo esemplari dai sei centimetri e mezzo in su. Questione su cui torna anche il quotidiano di via Berti, che scrive di una prima giornata che è «una prova di responsabilità». E con i pescatori, rappresentati da Massimo Mengarelli, che dichiarano: «adesso tocca a noi, difenderemo i moscioli». Roberto Danovaro, ecologo dell’Univpm, presidente della Fondazione Patto con il Mare per la Terra, intervenendo sul Corriere Adriatico domenica 17 maggio, ribadisce come la risorsa ittica sia comunque ancora fragile e la necessità di circoscrivere la pesca solo a quella professionale.
Nonostante i richiami degli studiosi non siano stati accolti, le tensioni maggiori al tavolo tecnico sembrano più che altro quelle tra aziende ittiche e Regione, rea di non aver mai convocato dall’insediamento della nuova Giunta la Consulta per la pesca, e di non aver mai messo mano al portafoglio per i ristori previsti per le mancate vendite dello scorso anno. A battere cassa con la Regione anche il Consorzio delle vongolare di Ancona, che chiede un risarcimento danni da un milione di euro per la presenza di imbarcazioni sambenedettesi all’ombra del Conero. Una presenza lunga 17 anni tra proroghe e ricorsi sulla suddivisione territoriale delle marinerie. La notizia è sui giornali sempre sabato 16 maggio. A rispondere alle domande dei pescatori di moscioli e di vongole, l’assessore regionale alla Pesca Enrico Rossi in un’intervista rilasciata al quotidiano di corso Mazzini domenica 17 maggio. Pronti oltre 300mila euro di risarcimenti per i primi, mentre per i secondi, i pescherecci sambenedettesi resteranno dove sono.
Nella stessa giornata il Carlino torna anche sull’Area marina protetta e sulle dichiarazioni di Conte, pubblicando un comunicato di Italia Nostra, Pro Natura, Legambiente e Wwf. «Conte, posizione sconcertante», titola la testata. È solo l’ultima nota arrivata alle redazioni in risposta alle parole del presidente del Parco del Conero, dell’8 maggio scorso, dopo quella di Europa Verde e dell’intervista del biologo marino Roberto Danovaro, particolarmente duro sia rispetto a Conte sia rispetto ai «gruppi economici organizzati» ai quali secondo il docente farebbe comodo che l’Amp non venisse istituita. «Io non riesco a capire come si possa dire che è giusto proteggere il Parco del Conero e non il mare davanti. È illogico. Il presidente del Parco del Conero ha fatto dichiarazioni sorprendenti, dando l’impressione di essere una persona che non capisce a fondo il significato del suo lavoro» ha affermato Danovaro lo scorso 12 maggio. Ritornano sulla questione le tre associazioni ambientaliste dichiarando che «Sono anni che il Parco non prende posizione sull’Area marina protetta. Solo un silenzio imbarazzante e imbarazzato rispetto a una scelta di tutela che dovrebbe evidentemente coinvolgere anche la parte marina e che invece si continua ad escludere». E se Conte alla domanda del giornalista se si augurasse o meno che l’Area marina venga istituita ha risposto «Dovrei approfondire meglio la questione», le associazioni si dicono pronte a spiegargliela.
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Foto di copertina di Alessio Patron su Unsplash
Agnese Carnevali
Giornalista professionista, è stata cronista per vent’anni per le redazioni dei quotidiani locali, Corriere Adriatico prima ed Il Messaggero poi, per approdare infine all’online fondando la testata Cronache Ancona. Negli anni ha lavorato per uffici stampa pubblici e privati di vari settori, dalla cultura allo sport alla politica, anche come freelance. Da qualche anno è insegnante precaria nella scuola superiore, ma non ha mai abbandonato gli strumenti del mestiere: scarpe buone ed un taccuino di appunti.