27/03/2026

Letto sui giornali: lo scandalo al plasma


IL REFERENDUM
Il commento in chiave locale della vittoria del No al Referendum costituzionale di domenica 22 e lunedì 23 marzo ha riempito le pagine della stampa locale a partire da martedì 24. Vivisezionati i territori in chiave regionale, provinciale e per singole città. Voce ai numeri, ai vincitori ed agli sconfitti per delineare anche gli scenari futuri. In ottica anconetana, la famosa filiera stavolta fa cilecca: 53,74% di No nelle Marche, con record di affluenza -sopra la media nazionale e nettamente superiore rispetto alle ultime Regionali- la provincia registra la percentuale più alta della regione (58,35%) ed in città si sfonda la soglia del 60 per cento (61,52%). Il Corriere Adriatico ci prova a dare spazio alla questione tecnica e martedì 24 dedica due pagine per spiegare tutto quello che resterà com’è, ma l’attenzione, tanto martedì quanto mercoledì, è tutta sulle reazioni politiche di un centrodestra che segna una battuta di arresto nella sequela di vittorie, e di un centrosinistra galvanizzato dal risultato. Si va cauti però a parlare di “avvisi di sfratto” a questa o a quell’altra Amministrazione, come si è al riparo dagli scossoni politici – nonostante il quotidiano di via Berti dedichi mercoledì 25 un pezzo sulla “Caporetto per i colonnelli del centrodestra” battuti in casa propria (il caso più eclatante ad Ascoli Piceno, provincia e città). Ma di certo non è lo tsunami che ha investito il Governo nazionale.

IL PLASMA
Ci pensa però lo scandalo -non c’è davvero altro modo di denominarlo- delle sacche di plasma buttate nella spazzatura dell’Officina trasfusionale di Torrette che fa riferimento al Dirmt, il Dipartimento interaziendale regionale di medicina trasfusionale, perché manca il personale per processarle, a scatenare un terremoto in Regione, nonostante a Palazzo Raffello non manchi chi tenti di minimizzare.
L’inchiesta giornalistica della testata online nazionale Fanpage a firma di Davide Falcioni, giornalista marchigiano, esplode sul web martedì 24, mentre a Palazzo Leopardi è in corso il Consiglio regionale monotematico sulla Sanità, settore già pieno di pecche, tra liste di attesa e posti vacanti. Fanpage scrive di 1.600 sacche di plasma frutto di donazioni finite tra i rifiuti speciali, pari a sei quintali. Il tutto avvenuto dai primi giorni di marzo per la mancanza di due unità di personale in una situazione già di sottorganico. Il plasma deve essere trattato nel giro di ventiquattr’ore, passato questo termine diventa inutilizzabile. Questo è quello che sarebbe accaduto a Torrette. L’assessore alla Sanità delle Marche, Paolo Calcinaro, si affretta a smentire, il danno è ridotto a “solo” 300 sacche da circa 250 grammi l’una, e a sottolineare che la mancanza di personale si fosse risolta in poche ore, chiamando “rinforzi” dall’Ast di Ancona. Calcinaro definirà “non solo grave, ma inaccettabile”, quanto scritto dal quotidiano del web. La stampa locale ne scriverà mercoledì 25, rientrando sulla notizia. Il Resto del Carlino decide di aprire l’edizione di Ancona con “Lo scandalo del plasma gettato via”. Almeno come colpo d’occhio il Corriere Adriatico sembra dare meno risalto al caso. Il titolo che apre il giornale è “Concerti, task force per i fan” -uno dei leit motiv della settimana mediatica della “voce delle Marche”- lasciando ad un riquadro “Lo scandalo”, con foto, il titolo “Plasma, buttate via 300 sacche”, sposando la versione rilasciata dell’assessore Calcinaro. Fanpage.it confuta sempre mercoledì 25 tutte le argomentazioni del titolare della Sanità regionale, pubblicando file excel interni al servizio che dimostrerebbero lo smaltimento di molto più materiale ematico di quello dichiarato, spalmato in diverse giornate di marzo. Ma lo stesso Corriere Adriatico che nel titolo sembra accreditare le 300 sacche, all’interno dell’articolo solleva diversi dubbi sulla versione ufficiale, pubblicando il contenuto di uno scambio di mail di cui la testata “è entrata in possesso” tra Antonio Draisci del Dipartimento Salute e due direttori delle Unità operative dei centri trasfusionali dislocati nelle Marche datato 19 e 20 marzo. “La criticità nella gestione del plasma quindi -desume il Corriere- con ogni evidenza, almeno fino alla fine della scorsa settimana non era stata risolta”.
Calcinaro chiede una commissione d’inchiesta consiliare, ma intanto si attivano anche i Nas, come dà notizia tutta la stampa giovedì 26 marzo. Il consigliere regionale di Avs, Andrea Nobili, presenta invece un esposto in Procura ravvisando “profili penali e contabili”. Nel frattempo arrivano anche le dimissioni di Mauro Montanari, ormai ex direttore del Dipartimento Regionale di Medicina Trasfusionale delle Marche ed ex direttore dell’Officina trasfusionale dell’Ospedale Torrette di Ancona, nonostante -almeno da quanto riportato dalla stampa- il medico avesse denunciato già da tempo delle difficoltà del servizio. E nella ricostruzione dei fatti emerge anche un’interrogazione del consigliere regionale Antonio Mastrovincenzo datata due anni fa, che chiedeva conto della situazione di sottorganico dell’Officina. Raggiunto dal Corriere Adriatico, dal canto suo il direttore generale dell’ospedale di Torrette, Armando Gozzini, parla di “qualche criticità superata col gioco di squadra”, andando nel dettaglio di tutta l’articolazione delle varie strutture e snocciolando numeri che dovrebbero dare l’impressione dell’operatività di tutto il sistema. Fatto sta che qualcosa non funziona o non ha funzionato e l’immagine che ne esce è quella di una sanità pubblica regionale sempre più precaria, inefficiente e in alcuni casi allo sbando. Lo scandalo è uno sfregio ai donatori che però, almeno in base alle interviste rilasciate, non si sono lasciati demoralizzare e continueranno a donare, ma è uno sfregio anche a chi grazie a quelle donazioni si cura e che ha avuto parole meno indulgenti. Emerge però una riflessione ulteriore da questa avvenimento: nonostante tutte le criticità la stampa e i giornalisti hanno ancora un ruolo fondamentale. Grazie all’inchiesta di Fanpage è emerso un fatto vergognoso che forse sarebbe passato sotto silenzio e che certo meriterebbe un’assunzione di responsabilità che vada ben oltre le sole dimissioni di Montanari.

 

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Foto di copertina di Alexandru Ant su Unsplash



Agnese Carnevali
Agnese Carnevali

Giornalista professionista, è stata cronista per vent’anni per le redazioni dei quotidiani locali, Corriere Adriatico prima ed Il Messaggero poi, per approdare infine all’online fondando la testata Cronache Ancona. Negli anni ha lavorato per uffici stampa pubblici e privati di vari settori, dalla cultura allo sport alla politica, anche come freelance. Da qualche anno è insegnante precaria nella scuola superiore, ma non ha mai abbandonato gli strumenti del mestiere: scarpe buone ed un taccuino di appunti.


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