Letto sui giornali: si accendono le luci si spegne il City Brand
Nuova luce su corso Garibaldi. L’accensione ufficiale dei lampioni installati in centro, dopo la messa in posa dei nuovi arredi -panchine, fioriere e cestini- ha dominato questa settimana mediatica a cavallo tra giugno e luglio. Quello del decoro cittadino è da sempre uno dei temi chiave del sindaco Daniele Silvetti, come ricordato dallo stesso primo cittadino lunedì scorso, 29 giugno, durante la cerimonia di inaugurazione della nuova illuminazione. Caro a tal punto da averlo spinto a nominare, proprio all’inizio del suo mandato, un consulente ad hoc, l’architetto Riccardo Picciafuoco, conosciuto durante gli anni trascorsi insieme al Parco del Conero. Uno dei pochi esperti a supporto dell’azione di governo rimasto al proprio posto. L’ultimo addio, a meno di due anni dal suo insediamento, è arrivato in settimana: è quello di Sandro Giorgetti. Il consulente per il marketing turistico e la costruzione del city brand -e marito dell’assessora alla Cultura Marta Paraventi– ha rassegnato le dimissioni per «motivi etici», ha spiegato al Corriere Adriatico che pubblica la notizia martedì 30 giugno. Dunque, seppure tra ritardi e vari cambi di progetto -tra cui l’aggiunta in corsa dei led blu sotto alle panchine per ricordare il mare- quella per il restyling di corso Garibaldi sembra l’unica consulenza ad aver dato i suoi frutti. Ci sono voluti 145 giorni di lavoro e 475mila euro di spese, come ricostruisce Il Resto del Carlino nella cronaca della cerimonia di inaugurazione, martedì 30 giugno. Una cerimonia in grande spolvero con la Giunta ed i consiglieri di maggioranza quasi al completo, dirigenti e maestranze presenti al taglio del nastro, per quella che è «una delle primissime opere urbane, in questo caso una manutenzione straordinaria, targata cento per cento ‘Silvetti’», sottolinea il quotidiano di corso Mazzini. La primissima in tre anni di sindacatura. E se non può esserci luce senza ombra, è proprio la testata nazionale a mettere in evidenza le prime criticità, a partire dalla mancata partecipazione alla manifestazione di commercianti ed esercenti. Mercoledì 1 luglio, il Carlino registra il rammarico del sindaco: «Nuove luci su corso Garibaldi La delusione del sindaco: “Bar e negozi chiusi o spenti Serve uno sforzo in più”», il titolo del pezzo a cui fa da contraltare quello con le reazioni delle categorie dei commercianti: «Ma le associazioni ribattono: “Nessuno ci ha avvertito». L’inaugurazione, si illustra nell’articolo, non era tra gli eventi concordati con il Comune per le aperture notturne straordinarie che inizieranno da questa sera (venerdì 3 luglio) in concomitanza con il Galà della Rai per la presentazione dei palinsesti della prossima stagione televisiva, la serata finale del Calciomercato di Sky e l’avvio dei saldi estivi. La testata non manca di sottolineare come, nonostante gli appelli del sindaco al prendersi cura dei nuovi arredi, questi risultino già sporchi (pedate ed escrementi di cani) e danneggiati a causa delle manovre di carico e scarico. Un modo per rilanciare una delle “battaglie” del quotidiano per una maggiore regolamentazione dei transiti nell’area pedonale, in particolare la mattina quando il via vai di mezzi sembra di gran lunga superiore a quello autorizzato.
Si proietta già al prossimo traguardo di decoro, invece, il Corriere Adriatico che nei giorni successivi alla cronaca dell’inaugurazione di arredi ed illuminazione oltre a raccogliere i commenti soddisfatti dei negozianti (mercoledì 1 luglio) dà la notizia dell’accordo raggiunto dal Comune con alcuni privati per ripulire da scritte e graffiti le pareti dei palazzi che si affacciano su corso Garibaldi: «Corso, addio ai primi graffiti accordo Comune-condomini “Puliremo in una settimana”. Via gli sgorbi dal palazzo di Bata dopo la lettera del sindaco. Silvetti: “A spese dei proprietari”». L’obiettivo, riporta la testata marchigiana, è stato raggiunto dopo una missiva inviata direttamente dal primo cittadino ai proprietari degli immobili affinché venissero ritinteggiate le facciate. L’intenzione del sindaco è di raggiungere accordi simili a quello di via Castelfidardo sia per i portici di piazza Cavour che per la Galleria Dorica, tutto entro il 2028, anno in cui Ancona deve presentarsi nella sua veste migliore per l’appuntamento “Capitale della Cultura”.
Proprio la conquista dell’ambito titolo avrebbe portato Sandro Giorgetti a rassegnare le dimissioni per «motivi etici». A darne notizia, come accennato, è il giornale di via Berti, martedì 30 giugno: «Giorgetti lascia il Comune “È una questione di etica” E il city brand resta al palo. Il marito dell’assessora Paraventi e stratega per il Marketing rimette l’incarico Il cruccio del professionista: “Inopportuno lavorare con mia moglie in giunta”». L’incarico a Giorgetti è stato affidato a dicembre 2024, ricorda il Corriere, sollevando già qualche polemica, essendo stato per lungo tempo consulente per il Centrosinistra tanto in campagne elettorali quanto in contesti istituzionali, ma è chiaro che un professionista è libero di portare il suo mestiere dove meglio ritiene. A febbraio 2025 Marta Paraventi, ex iscritta Pd, diventa assessora alla Cultura. A quel punto “la combo” è sembrata subito inopportuna. Non però ai diretti interessati. Per Giorgetti i problemi etici sarebbero emersi solo a distanza di un anno con l’annuncio di Ancona Capitale della Cultura, cosa che, precisa il professionista, l’avrebbe portato a lavorare fianco a fianco alla consorte. Non perdono tempo i dem che in un comunicato pubblicato dal Corriere Adriatico chiedono: «Giorgetti via, il Pd: “Dov’era l’etica un anno fa?”». Resta però un altro aspetto fatto emergere dalla testata e rimarcato dai consiglieri comunali del Pd: «Il consulente era stato presentato come una figura strategica per il rilancio turistico della città e pagato per il progetto di city branding. Oggi quella figura se ne va e lo stesso progetto sembra essersi fermato. Dopo annunci, conferenze stampa e grandi proclami, i cittadini hanno diritto di sapere cosa resta di quel percorso e quanto sia costato», si legge nella nota stampa dei democrat. La risposta affidata all’assessore al Turismo Daniele Berardinelli che ha dichiarato al Corriere Adriatico (30 giugno): «È in stand-by. Ora siamo concentrati su Ancona 2028».
Agnese Carnevali
Giornalista professionista, è stata cronista per vent’anni per le redazioni dei quotidiani locali, Corriere Adriatico prima ed Il Messaggero poi, per approdare infine all’online fondando la testata Cronache Ancona. Negli anni ha lavorato per uffici stampa pubblici e privati di vari settori, dalla cultura allo sport alla politica, anche come freelance. Da qualche anno è insegnante precaria nella scuola superiore, ma non ha mai abbandonato gli strumenti del mestiere: scarpe buone ed un taccuino di appunti.