06/03/2026

Letto sul giornale: Ancona Capitale


Ancona Capitale. Orgoglio Capitale. Sette mosse Capitali. Sogno Capitale. Delusione Capitale. La settimana mediatica anconetana potrebbe essere riassunta così, anche se all’affacciarsi del weekend riemerge la notizia -e le polemiche annesse- sulla possibile riapertura della stazione marittima. E ancora: la città ritrova la passione per la sua squadra di calcio, alla vigilia della finale di Coppa Italia e all’indomani dell’inaugurazione di Largo Anconitana del 1925, al Piano.

Negli ultimi sette giorni è però l’audizione a Roma per Ancona finalista per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028 l’evento più seguito dai media locali. E se per il 2028 ancora si spera (il 27 marzo il verdetto), aspirazioni già infrante per l’anno in corso che ha coronato Ravenna come Capitale del mare. Notizia di giovedì 5 marzo, derubricata ad una “breve” dal Corriere Adriatico e a cui dedica invece una pagina intera Il Resto del Carlino ed il richiamo in prima. Ma tanto il sindaco Daniele Silvetti quanto l’assessore al Turismo, Daniele Berardinelli, reagiscono sportivamente, concentrati su un obiettivo più alto: il milione di euro, tanto vale essere Capitale della Cultura, per rendere operativi gli 88 progetti contenuti nel dossier della candidatura. La delegazione di Ancona e delle Marche è stata accolta nella sala Spadolini del ministero della Cultura, giovedì 26 febbraio, tanto Corriere che Carlino danno ampio spazio all’appuntamento. Il “quotidiano delle Marche” ha un inviato sul posto, per un reportage della giornata dal quale spiccano soprattutto quelle note che in gergo giornalistico chiameremmo “di colore”: l’ambiente, l’atmosfera, le persone presenti e quelle non, le emozioni, le voci di corridoio: il sindaco in ansia, “nemmeno fosse la maturità” che ripassa il discorso; “cose mai viste prima, Ascoli che fa il tifo per Ancona”; “Un dossier molto completo” il commento carpito da uno dei membri della giuria. Il linguaggio militaresco dà il senso di una battaglia da combattere: “il reggimento”, “il plotone” (in riferimento alla filiera politico-istituzionale “in massa”), “Ancona che invade Roma” nella “sfilata dell’orgoglio”, “ci prendiamo il 2028”. 

Il Carlino si affida invece ad una cronaca più formale della giornata, ripercorrendo i capisaldi del progetto “Ancona. Questo Adesso”: “Questo Mare”, “Via Maestra”, “Adesso Parco” e “Mare culturale”, e gli interventi dei vari relatori. Fatto il recap, il quotidiano di Corso Mazzini non torna più, per l’intera settimana, sull’argomento. Non così per il Corriere Adriatico che prosegue il suo racconto fino a mercoledì 3 marzo in un crescendo di enfasi: Museo delle civiltà del mare Adriatico a firma del premio Oscar Dante Ferretti, Design Sea Week, Premio per il Dialogo Interculturale, studio già commissionato all’Università Ca’ Foscari sul dialetto anconetano, Adriatico Mediterraneo Festival e Popsophia fino al coinvolgimento del producer marchigiano Dardust. Anche le risorse per la ricostruzione del sisma del 2022: 70 milioni per la riqualificazione della città (notizia del 1 marzo) vengono lette come “assist” per Ancona Capitale: le “Sette mosse Capitali” per recuperare contenitori culturali e monumenti abbandonati, tra cui tutta la zona del porto antico, che il giorno dopo diventano “Gli undici luoghi del cuore da far brillare”. Sceglie un focus sul sociale: case e scuole, oltre che sulla rigenerazione urbana, invece Il Resto del Carlino per dare la stessa notizia, non menzionando mai la Capitale della Cultura. 

Innegabile che, anche per i finanziamenti che porta con sé, poter diventare Capitale italiana della Cultura è una grande occasione per la città, e certo il momento è propizio, vista la famosa filiera. Sul punto sembrano tutti d’accordo, non a caso anche l’opposizione tifa a favore: lo ha dichiarato più volte il consigliere di Ancona Diamoci del Noi, Carlo Pesaresi, e così pure l’ex assessore alla Cultura della Giunta Mancinelli (con cui Ancona fu finalista per lo stesso titolo nel 2022) Paolo Marasca, con il quale non si può non essere altrettanto concordi sul fatto che sull’attuale, però, non si scorge una politica culturale precisa e coerente. Va bene il recupero dell’Anfiteatro romano, ma si perde l’arena sul mare (quel porto antico che dovrebbe essere salvato dai fondi per la Capitale) che doveva essere il segno distintivo dei grandi eventi estivi di questa Giunta; l’Ulisse Fest strappato a Pesaro saluta tutti e migra a Genova, altri festival erano già stati messi alla porta, mentre quelli su cui si dice di voler puntare, ad esempio Adriatico Mediterraneo, arrivato al suo ventennale, già da mesi fanno presente che gli attestati di stima danno fiducia ed entusiasmo ma che poi per fare bene le cose servono certezze e investimenti. Perché come scrive Antonio Pio Guerra sul Corriere del 28 marzo: “La Cultura non è uno spot”.



Agnese Carnevali
Agnese Carnevali

Giornalista professionista, è stata cronista per vent’anni per le redazioni dei quotidiani locali, Corriere Adriatico prima ed Il Messaggero poi, per approdare infine all’online fondando la testata Cronache Ancona. Negli anni ha lavorato per uffici stampa pubblici e privati di vari settori, dalla cultura allo sport alla politica, anche come freelance. Da qualche anno è insegnante precaria nella scuola superiore, ma non ha mai abbandonato gli strumenti del mestiere: scarpe buone ed un taccuino di appunti.


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