19/06/2026

L’Italia delle disuguaglianze: le politiche per un Paese più giusto


Venerdì 26 Giugno, alle ore 19:00, al Lazzabaretto la nostra associazione Ancona a Colori presenterà il libro “Non è giusta. L’Italia delle disuguaglianze” (Laterza, 2025) curato da Giacomo Gabbuti, ricercatore di Storia economica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e membro del Forum Disuguaglianze e Diversità.
Sarà anche un’occasione per calare la discussione su una dimensione territoriale a noi più vicina a partire dai dati contenuti nel Rapporto 2025 dell’Osservatorio Vulnerabilità Regionale dell’Alleanza contro la Povertà nelle Marche. A discuterne con Giacomo Gabbuti per la nostra associazione ci sarà Ruben David, che qui introduce il libro e il tema trattato.

Sono giorni vivaci di inizio estate e un tema sembra aver fatto irruzione nel dibattito pubblico italiano. Segretari di partito ne valutano l’inserimento nei programmi elettorali, editorialisti ne denunciano i possibili effetti nefasti o ne mettono in dubbio l’efficacia, altri ne presentano gli effetti salvifici; opinionisti e opinione pubblica si dividono tra sostenitori e detrattori. Stiamo parlando della patrimoniale. Da anni la proposta compare e scompare dal confronto politico, spesso evocata come una sorta di linea di confine. C’entra l’ideologia, si potrebbe dire, ma ridurla a posizione ideologica sarebbe un errore. Eppure, al di là delle posizioni che suscita, il suo ritorno al centro della discussione pone una domanda difficilmente eludibile: perché una parte crescente del dibattito pubblico avverte l’esigenza di discutere di redistribuzione della ricchezza?

Per rispondere a questa domanda conviene partire dai dati prima che dalle opinioni. È il percorso proposto da “Non è giusta. L’Italia delle disuguaglianze”, volume curato da Giacomo Gabbuti per Laterza, che offre una ricognizione rigorosa e accessibile delle trasformazioni che hanno attraversato la società e l’economia italiana negli ultimi decenni. Il quadro che emerge è netto: negli ultimi decenni la ricchezza si è progressivamente concentrata nelle mani di una quota sempre più ristretta di individui e famiglie. Se a livello globale il crescente peso di oligopoli e posizioni economiche dominanti ha alimentato dinamiche di rendita che favoriscono l’accumulazione del capitale e accentuano gli squilibri distributivi, la tendenza trova riflesso anche nell’economia italiana, dove la concentrazione della ricchezza e delle opportunità si accompagna alla stagnazione dei redditi e alla perdita di potere d’acquisto. A ciò si aggiungono l’indebolimento dei canali di mobilità sociale, persistenti disuguaglianze di genere, forti divari territoriali e generazionali, e un intreccio sempre più evidente tra questione sociale e questione climatica, che delineano un modello di sviluppo che distribuisce in modo sempre più diseguale risorse, opportunità e rischi.

È in questo contesto che il dibattito sulla patrimoniale acquista significato. Non come soluzione necessariamente condivisa da tutti, ma come possibile risposta a una diagnosi che appare sempre più difficile contestare: l’Italia è attraversata da profonde disuguaglianze e molti degli strumenti tradizionalmente utilizzati per contrastarle sembrano oggi insufficienti. Il merito del volume è proprio quello di riportare la discussione sul terreno delle evidenze. Prima delle ricette, prima delle appartenenze politiche, prima delle polemiche, vi è la necessità di comprendere come si siano evoluti redditi, patrimoni e opportunità nel nostro Paese. Riflettere sulle nuove forme di disuguaglianza. Solo a partire da questa consapevolezza è possibile discutere seriamente delle politiche necessarie per rendere l’Italia un Paese più giusto. E a questo compito non ci sottrarremo, interrogandoci sugli strumenti e le politiche per ridurre le disuguaglianze e costruire un sistema più equo, ascoltando anche la vostra opinione in merito.

È possibile ridurre una pressione fiscale che in Italia rimane tra le più elevate d’Europa e, al tempo stesso, rendere il prelievo più progressivo e giusto? Come affrontare le distorsioni di un’economia globalizzata nella quale grandi multinazionali e piattaforme digitali riescono spesso a beneficiare di regimi fiscali molto più favorevoli rispetto a quelli cui sono sottoposti lavoratori dipendenti e autonomi, artigiani e piccole imprese? Sono domande cruciali, perché chiamano in causa non soltanto la distribuzione della ricchezza, ma anche la capacità dello Stato di garantire pari opportunità e di finanziare servizi pubblici all’altezza delle sfide del nostro tempo.

In tutto questo non ci dimenticheremo della dimensione locale che tratteremo a partire dei dati contenuti nel Report 2025 dell’Alleanza contro la Povertà nelle Marche.

Vi aspettiamo venerdì 26 alle 19:00 al Lazzabaretto, per sentire anche la vostra opinione.



Ruben David
Ruben David

Ruben David lavora presso l’Ufficio legislativo di un gruppo parlamentare, dove si occupa di clima, ambiente ed esteri — i suoi principali ambiti di specializzazione. Su questi temi ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università di Trento. Nel corso della sua carriera ha lavorato per think tank, enti e centri di ricerca, tra cui il CMCC e l’ISPI. Ama il mare e sogna, un giorno, di imparare a fare l'orto e andare in barca a vela.


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