Ma è obbligatorio mangiare male in ospedale?
In ospedale bisogna per forza mangiare male? Nun c’el so, ma… da qualche parte si mangia bene anche in ospedale. A Torrette pare di no, almeno queste sono le voci che girano. Capiamoci: non è che in ospedale ci vai per mangiare bene o che prima di scegliere un chirurgo guardi il menù del reparto. Ma se in ospedale ci finisci, magari mangiare bene o abbastanza bene ti consola.
Navigando un po’ in rete troviamo che un ospedale in cui si mangia bene è quello di Reggio Emilia. Ecco cosa leggiamo nel sito di una televisione locale: “Grazie ai preziosi consigli di chef stellati, l’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia è diventato un’eccellenza nel campo della cucina ospedaliera. Il menù è vario: si spazia dalla pasta al ragù ai ravioli con bietola e ricotta. Ogni giorno vengono preparati circa 1.800 pasti diversi per celiaci, diabetici, allergici e vegetariani”. La notizia è del 16 febbraio 2022.
Qual è il segreto? Banale: cucinare in una propria cucina con proprio personale. Quello che non succede a Torrette.
Cosa è successo invece da noi? Lo leggiamo in un articolo del giugno scorso sul Resto del Carlino che ricostruisce per iniziativa del Sindacato UIL FPL la vicenda: “La brutta storia dell’esternalizzazione della cucina inizia nell’ormai lontano 2010, quando l’allora Direttore Generale indice una gara d’appalto per la ‘ristrutturazione e l’adeguamento’ a norma dei locali e delle attrezzature della cucina dell’Ospedale di Torrette per un importo complessivo di € 2.2 milioni di euro. Per consentire l’effettuazione dei lavori, che si sarebbero dovuti concludere entro 300 giorni, dal marzo 2013 è stata disposta la chiusura dell’operatività della cucina dell’Ospedale di Torrette e dalla stessa data è stato attivato un servizio di appalto esternalizzato per la preparazione dei pasti affidato prima ad una ditta di Firenze e poi, dal 2016, ad un’altra ditta di Rovigo. Da città fuori regione, dunque, provenivano e tuttora continuerebbero a provenire i pasti destinati ai pazienti, fra le proteste mosse da molti degenti e delle persone che prestano loro assistenza a causa della scarsa qualità del cibo”.

La ricostruzione prosegue poi ricordando che la successiva direzione aziendale, insediatasi nel 2016, dispose e approvò una perizia di variante per “rivisitare l’intero progetto” e che nel maggio del 2018 le attrezzature della nuova cucina vennero consegnate a Torrette.
Ma la storia non finisce qui.
Un anno dopo l’arrivo delle attrezzature, nel maggio del 2019, la Direzione aziendale ha richiesto ulteriori lavori di ristrutturazione. Il Sindacato conclude così: “Dall’inizio di questa storia sono passati più di undici anni, sono stati spesi denari pubblici a favore di ditte non marchigiane per fornire pasti di dubbia qualità, sono state acquistate attrezzature che da oltre sei anni sarebbero inutilizzate nei magazzini aziendali. A breve peraltro, all’interno del medesimo percorso di definitiva esternalizzazione del servizio ristorazione, verrà portata a termine anche la chiusura della cucina del Salesi – rimandata solo a causa dell’emergenza.”
La ricostruzione del Sindacato è corretta, ma –così ho potuto ricostruire consultando altra fonte– le varianti progettuali avevano motivazioni reali legate al troppo tempo passato tra il progetto iniziale e la sua successiva realizzazione. Fatto sta che sempre nella stampa locale ho trovato un articolo del 26 novembre 2022 in cui l’allora Direttore Amministrativo Antonello Maraldo rassicurava così i lettori: “Pasti caldi e differenziati per i pazienti, secondo gusti, diete e credo religioso. Finalmente sarà possibile a Torrette, dopo che l’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche ha vinto la lunga battaglia legale contro la Serenissima Spa che aveva fatto ricorso contro l’esito del bando di gara del 20 febbraio 2020 per l’aggiudicazione del servizio di ristorazione. Un appalto da 21,2 milioni di euro per 5 anni, con incrementi opzionali fino a 14 milioni, cifra comprensiva dei lavori di ristrutturazione finale (per un milione e mezzo) dell’attuale cucina, da ampliare e adeguare al nuovo servizio che prevede vassoi personalizzati per i pazienti e non più pasti riscaldati preconfezionati”.
Tradotto da me: si tornerà a preparare i pasti a Torrette con personale messo a disposizione dalla ditta vincitrice dell’appalto per la realizzazione degli ultimi lavori. Poi cosa sia successo tra il novembre 2022 e oggi non lo so. Anzi qualcosa so: il Dott. Maraldo, che personalmente conosco e apprezzo, dopo poche settimane è stato sostituito dal nuovo Direttore Generale Dott. Armando Gozzini. È a lui che bisogna chiedere quando questa nuova e costosa cucina comincerà a funzionare.
PS: Il Dott. Maraldo è attualmente l’apprezzato (anche lì) Direttore Generale della Azienda Sanitaria Locale di Potenza. Da me intervistato non mi ha però saputo dire come si mangia all’Ospedale di Potenza perché non si trova nella sua Azienda che ha solo strutture territoriali…
Claudio Maffei
Medico in pensione con una lunga esperienza di Direzione Sanitaria dopo un decennio di lavoro all’Università.
Si occupa tuttora di politica sanitaria su cui pubblica contributi in varie testate nazionali e regionali.
Ama la sua città e vorrebbe contribuire a migliorarla.