21/03/2025

Massimo Angiolani, vagabondaggio tra parole vere


Massimo Angiolani è figlio della città di Ancona e dal panorama cittadino si contraddistingue come pochi per originalità e voglia di libertà. Dalla sua biografia leggiamo che annovera tra i mestieri quelli di: corriere espresso, imbianchino, piastrellista, barman in discoteche e night club, posteggiatore, uomo delle pulizie, cuoco di piadine e panini, gestore di un circolo, pompiere di sicurezza a bordo di una nave in costruzione, bagnino, montatore e allestitore di stand, riparatore di tetti, invecchiatore di costumi per il cinema, scrivagliero. Ha pubblicato diversi lavori e spesso dentro i canali tradizionali, ma ultimamente è uscito dal terreno classico e si è avventurato in spazi liminari, dove chi desidera leggerlo, lo può contattare e si fa inviare un suo lavoro.
Da qualche giorno ha deciso di lasciare in giro qualche copia di tre suoi lavori, legati in confezione con un delicato spago:
“Taccuino di una animata lettura illustrata”
“1/2 taccuino pugilante sono”
“Una lunga notte africana”

In “Una lunga notte africana” Massimo ci racconta la vita di uno squattrinato, in perenne crisi di identità e con una fiera certezza: quella di essere un “fallito”. L’Africa inizia a Roma, città in cui il protagonista capita per cambiare vita. “Sono un uomo colto che ha scritto libri” è l’altra certezza di questo microromanzo: il protagonista si occupa di parole, le cerca, le sostiene, le prende come puntello per le sue giornate.
Il libro ci piace perché non è un piagnisteo, il protagonista accetta il suo stato che dipende per la maggior parte delle sue scelte e soprattutto dalla ricerca della libertà che coincide con la necessità di “non avere nulla e di non essere legato a qualcuno per avere, invece, tutte le direzioni possibili davanti ai propri occhi”.
Cambia molto spesso lavoro e i suoi pensieri non si fermano mai, irrequieti come i sentimenti che albergano nel suo cuore. Il protagonista è avverso alla stabilità e quasi sempre è il fato a salvarlo o punirlo.
Su tutto campeggia l’amore, il fascino irresistibile del vagabondare da autentico perdigiorno: uscire da ogni schema che la società e il dovere impone.

“1/2 taccuino..” è invece un opuscolo, un fascio di fogli attraverso i quali ci caliamo nell’immagine di uno scrittore che prende appunti mentre se ne sta seduto sul ciglio della strada, da una panchina, dal posto di lavoro.
La forza di questi scritti è data dal fatto che le sue parole sono vere, sono ispirate dalla vita cruda, sono un elogio all’esperienza e alle difficoltà quotidiane. In questi racconti troviamo ex pugili e diseredati, ma anche una bambina che scopre attraverso una favola che la morte non esiste.

Questi lavoro sono impreziositi dalle illustrazioni di Roberta Spegne, che con i suoi colori fa di questi taccuini un’opera dai molteplici significati. Anche Roberta dalla periferia sonnacchiosa è migrata verso il cinema e altro, lasciando aperta la porta degli affetti e del gesto creativo con l’amico di sempre, Massimo. Qualche volta, negli scaffali che strabordano di super eccitanti novità, porgiamo gli occhi a qualcosa di piccolo e lontano da quell’allure patinato: potremmo trovarci la penna di Massimo, il tratto di Roberta. Potremmo trovare storie senza filtri, utili per rallentare e vagabondare… tra le parole.



Simona Rossi
Simona Rossi

Simona Rossi è una libraia di centro città. Titolare della storica Libreria Fogola di Corso Mazzini, instancabile promotrice di cultura e spacciatrice di buona letteratura.


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