14/03/2025

Ministri in campo: mamma mia che autogol!


Calcio e politica volenti o nolenti sono spesso stati due mondi legati tra loro. Dalle curve dette di destra a quelle di sinistra si è sempre visto come “naturale”, sopratutto nei movimenti giovanili, qualche simbolo come una bandiera cubana o dall’altra parte qualcosa di molto peggio. Anche Ancona ha avuto il suo passato “schierato” ma da anni la politica non entra nel calcio del capoluogo e a parere di chi scrive non è un male evitando in tal modo eventuali inutili dissidi di natura extra sportiva.

Quello che si è visto alla visita del vicepremier Tajani in quel della Mole lo scorso fine settimana ha però del grottesco perché quella foto che lo ritrae con la maglia dell’Ancona insieme al Ministro dell’Ambiente sul palco donata probabilmente dal nostro primo cittadino sembra quasi suggellare il legame , mai richiesto, tra destra e squadra della nostra città.

L’atteso chiarimento della società è arrivato a mezzo comunicato stampa: “l’iniziativa di consegnare la maglia ufficiale da gioco della squadra (non quella celebrativa dei 120 anni) a un importantissimo Ministro dello Stato durante un convegno politico tenutosi antecedentemente la gara, è stata messa in atto a mero titolo personale. La Ssc Ancona conferma la propria indipendenza da qualunque Forza politica, ribadendo come la Società si identifichi solo e prettamente con i colori biancorossi della maglia”.
I tifosi si erano nel frattempo espressi con uno striscione chiaro ed eloquente: “Fuori la politica dall’Ancona… chi ha osato pagherà”.
Ma le spiegazioni della società evidentemente non sono bastati, se nelle ultime ore, in una nota della Curva Nord che chiede chiarimenti in merito ai programmi futuri della società, la questione torna fuori in questi termini: “La scandalosa questione della maglia biancorossa regalata ad alcuni vertici dello Stato durante una riunione di partito (quale esso sia a noi cambia poco) ci fa capire come siamo lontani da l’avere una società CREDIBILE (…) tutti sapevano (dal comune alla Società) di questo “siparietto” della consegna delle maglie in un contesto che con l’Ancona non deve c’entrare niente e chi sminuisce questo accaduto non ha a Cuore l’Ancona ma solo i suoi vili interessi. Chi ha sbagliato deve prendersi le proprie responsabilità e rassegnare le dimissioni dalla SSC Ancona immediatamente, se questo non avverrà spontaneamente riterremo la stessa SSC Ancona come diretta responsabile.”

Viene da chiedersi cosa ne penserà chi sperava di “cavare”un ennesimo spot elettorale anche dalle più viscerali passioni? Panem et circenses è una strategia che non vale sempre. Almeno spero.



Andrea Grassini
Andrea Grassini

Andrea Grassini è laureato in Scienze Giuridiche all'Università di Bologna. È attivo nel volontariato, appassionato di sport a tutto tondo e innamorato di Ancona.


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