Navigare gli scenari: prove tecniche di Future Thinking sul porto e sulla città
È primavera anche per Ancona a colori e le nostre attività 2026 fioriscono con un ciclo di incontri pubblici: approfondiremo temi e competenze utili per elaborare politiche pubbliche sostenibili e desiderabili per il nostro presente e futuro. Il prossimo evento è un incontro aperto, giovedì 7 maggio, dalle ore 18 alle 20, presso la sala Boxe della Mole, organizzato in collaborazione con Sineglossa. Parleremo di come esplorare e costruire scenari futuri, basandoci sui dati e sulla progettazione tra diversi attori. Useremo il Futures Thinking e la previsione strategica, grazie all’ospite Martino Bellincampi di IziLab.
All’incontro interverranno anche Lucia Migliorelli, Assistant Professor in Intelligenza artificiale presso l’Università di Teramo, e da remoto Daniele Bregoli, Policy and Research Officer a Bruxelles e ricercatore presso l’Università Politecnica delle Marche, che ci aiuteranno a inquadrare la tematica nel contesto locale.
Cos’è il Futures Thinking e come può supportare discussioni e decisioni che prendiamo adesso, ma segneranno la città per i prossimi 30 o 50 anni? Si tratta di un approccio che comprende più discipline e allena a pensare in modo sistemico a più futuri possibili, anziché a un unico futuro atteso. Non giocheremo con sfere di cristallo, ma esploreremo scenari alternativi per prendere decisioni nel presente, che siano basate su dati e su una comprensione di quello che sta accadendo e che vogliamo che accada.
Paesi come Finlandia e Singapore hanno sistemi istituzionali di previsione strategica ben radicati, mentre città come Parigi, Calgary e Barcellona stanno integrando strumenti di scenario planning nelle loro strategie di resilienza urbana. Il motivo è semplice: le grandi sfide urbane, dal cambiamento climatico alla transizione demografica o lavoro e migrazioni, si affrontano con trasparenza, condivisione di visioni, flessibilità, capacità di immaginare rotture e discontinuità, e soprattutto la partecipazione di chi la città la vive ogni giorno.

Lavorare con questi scenari significa capire quali scelte di oggi ci aprono più strade e quali, invece, ce ne chiudono. Questo è il cuore del Futures Thinking applicato alle politiche urbane: non eliminare l’incertezza, ma imparare a navigarla con più consapevolezza. E la partecipazione civica, in questo processo, è una risorsa cognitiva essenziale. Per non rimanere teorici, abbiamo deciso di concentrare la discussione sul caso del porto, di cui peraltro si parla molto ultimamente: in che modo il Futures thinking può aprire nuove narrazioni collettive sul porto di Ancona, superando la polarizzazione del dibattito attuale e restituendo alla città la capacità di immaginare scenari alternativi e desiderabili? Come cambia il futuro di Ancona se il porto viene osservato non solo come infrastruttura, ma come dispositivo che orienta sviluppo urbano, mobilità, ambiente e relazioni sociali? Quali futuri possibili, probabili e desiderabili si aprono nel rapporto tra porto e città ad Ancona, e quali scelte presenti li favoriscono o li impediscono?
Nella nostra festa di dicembre abbiamo cominciato a segnare un percorso che vuole abbattere i confini tra discipline, tra assessorati, tra argomenti, perché temi come politiche urbane, mobilità, abitare, ambiente, servizi, cultura, infrastrutture, devono essere trattati in modo sistemico, partendo da dati, coinvolgendo più competenze e con proiezioni future, altrimenti si continua ad annaspare nelle bagarre quotidiane, senza capire in che città vogliamo vivere e vivremo.
Ci vediamo il 7 maggio!
Tommaso Sorichetti
Tommaso Sorichetti è User Experience Designer per vocazione, convinzione e curiosità. Gestisce e facilita workshop e formazioni con l’obiettivo di attivare processi di evoluzione organizzativa, migliorare e innovare prodotti e servizi, coinvolgere gli utenti nei processi di ideazione, sviluppo e testing, anche in ambito urbano.